LA LEGGE DI ATTRAZIONE SEI TU!

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cms_24189/1v.jpg“Homo faber fortunae suae”…quante volte abbiamo sentito questa citazione. Nella letteratura latina, Appio Claudio Cieco (350–271 a.C) la usa nelle sue Sententiæ, riferendosi alla capacità dell’uomo di controllare il proprio destino e ciò che lo circonda. Un’idea che ha poi scolpito la storia dell’umanesimo: l’uomo non era più legato dai vincoli religiosi medievali, ma poteva finalmente alzare la testa e credere nel potere di creare opere con le proprie mani.

In diversi passaggi della Bibbia si legge “Non vi ingannate, non ci si può beffare di Dio; perchè quello che l’uomo avrà seminato, quello pure mieterà” ( Galati 6:7), “Poiché costoro seminano vento e raccoglieranno tempesta” (Osea 8:7), “ Come io stesso ho visto, quelli che arano iniquità e seminano guai, ne raccolgono i frutti( Giobbe 4: 8).

Ai nostri giorni, diversi “guru” del pensiero positivo, delle religioni dell’abbondanza e del benessere, parlano di concetti presenti da sempre nella storia e tali concetti rappresentano i fenomeni più studiati anche dalla psicologia sociale, in qualche modo tutti riassumibili in quella che viene definita oggi “Legge di attrazione”, che non è un’invenzione New Age dei nostri tempi nè una legge esoterica proveniente da mondi antichi sconosciuti.

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La legge di attrazione è esattamente parte di noi, siamo noi! È storia, è energia, è amore, è speranza! Ma è anche Legge, esattamente come quella di Gravità, parte integrante della fisica quantistica, che 2000 e più anni fa non si conosceva e tuttavia ne venivano già tramandati principi culturali, filosofici e di pensiero.

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Tutto l’Universo ha avuto origine dal pensiero; essa è un processo sempre in atto ed in continuo divenire. Nel corso del tempo poi, alcune “informazioni” sono state cancellate dalla cultura occidentale, mentre sono state mantenute, ed anzi enfatizzate, nel pensiero orientale.

Quel che è certo è che ogni volta che una persona concepisce un pensiero o reitera un modo di pensare, si trova in un processo creativo, che si traduce in azione. Ciò che pensiamo adesso sta creando la nostra vita futura; i nostri pensieri sono semi, il raccolto che faremo dipende proprio dai semi che abbiamo piantato. Se ci lamentiamo, ci saranno fornite inesorabilmente altre situazioni di cui lamentarci; se ci concentriamo sulle cose che non vogliamo, di cui abbiamo paura o che desideriamo evitare, riceveremo proprio quello che non vorremmo.

cms_24188/4.jpg“Chiedi e ti sarà dato” ci suggerisce la Sacra Bibbia…ma se sai che puoi farlo e soprattutto come farlo! E prima ancora vi sono la consapevolezza e l’autostima.

Secondo Gregory Bateson, la mente è la dinamica dell’auto-organizzazione e la consapevolezza è cruciale nell’esistenza di questo processo, per la quale la cognizione di qualcosa si fa interiore, profonda, perfettamente armonizzata col resto della persona, in un uno coerente, necessaria allo sviluppo di quelle qualità interiori che servono a modificare i nostri pensieri, emettendo una frequenza diversa nell’Universo; in tal modo ritorniamo ad essere arbitri della nostra vita, senza dare alcuna importanza agli eventi del passato, a ciò che ci è successo, alla “sfortuna” di essere nati in una famiglia sbagliata o in un luogo sbagliato.

Ogni giorno dovremmo praticare un’intensa e corretta igiene mentale quotidiana, al pari di quella fisica, poiché le infinite elaborazioni dei nostri pensieri sono la causa primigenia di tutto ciò che ci accade; e le nostre emozioni ci permettono di sapere a cosa stiamo pensando e su quale frequenza ci troviamo. Quando proviamo buone emozioni, la frequenza è positiva, quando i nostri pensieri sono cattivi, ci troviamo su una frequenza negativa.

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La Legge di Attrazione capta i nostri pensieri e ce li ritrasmette come esperienze ed immagini di vita. Attraiamo come calamite le persone che ci circondano, il lavoro che svolgiamo, gli eventi della nostra vita, la salute, la malattia, la ricchezza, i debiti, la gioia, l’infelicità.

Ma quando ciò che più desideriamo (ad es. un nuovo amore, una guarigione, ricchezza, dimagrimento, successo, ecc) non si realizza? Allora, come la mettiamo con “l’Universo”? Quando desideriamo intensamente qualcosa nella nostra vita, siamo sicuri che tutte le parti del nostro essere sono concorde nel volerla ottenere ? Una parte, più razionale, la vuole e la esplicita. Ma altre parti più silenti possono pensare che è troppo bello e quindi di non meritarla, oppure che non possiamo raggiungerle per alcune carenze che immaginiamo di avere. Queste parti sofferenti possono intralciare i migliori intenti senza che ne siamo consapevoli ed abbiamo inventato la “Sfortuna” per avere una spiegazione. In una larga misura, controlliamo il nostro destino, tuttavia rimane una piccola parte che ci sfugge e che non possiamo controllare.

Grazie alla consapevolezza del sé, dobbiamo prima vigilare che non ci sia qualche sabotatore o giudice interno a frenare la realizzazione dei nostri intenti; ed inoltre, occorre accettare che circostanze collettive possono rallentare o deviare dalle nostre aspettative e quindi mantenere la flessibilità e la presenza anziché diventare le vittime di una sorte avversa.

cms_24189/6v.jpgDel resto, la profezia che si autoavvera è uno dei fenomeni più noti e più studiati in psicologia sociale. Il sociologo Merton ne parlò per la prima volta negli anni ‘70, ed è stata anche riprodotta sperimentalmente a dimostrazione dell’influenza che esercitano le convinzioni sulla costruzione della realtà. Infatti, pensiamo agli effetti dell’ipnosi sulla comunicazione di massa, succede che chi subisce questo comportamento ottiene esattamente quello che vorrebbe si verificasse, a conferma della grande potenza della suggestionabilità umana, o all’effetto placebo di un farmaco, quando un paziente crede veramente che il farmaco o il rimedio possano migliorare il suo stato di salute o guarirlo, riceve quello in cui crede e si annullano i sintomi patologici.

Come anche, è frequente la tendenza a dare rilevanza a ciò che è accaduto in passato e a ritenere che i risultati di oggi siano del tutto influenzati da tali eventi, o ancora l’eccessiva attenzione rivolta verso elementi negativi, che vengono considerati come preminenti. A causa di questa distorsione, si tende a dare maggior peso agli errori, sottovalutando i successi e le competenze acquisite ed attribuendo così una valutazione negativa alla prestazione. Ed ancora, la resistenza al cambiamento. Il cambiamento spaventa, si ama la propria routine e si tenta, quindi, di mantenere le cose così come stanno. La parte più dannosa di questo pregiudizio è l’ingiustificata supposizione che una scelta diversa potrà far peggiorare le cose. Gli stereotipi possono spesso generare profezie che si autoavverano, relazionandoci con una persona sulla quale abbiamo un dato stereotipo inconsapevolmente ci comportiamo in modo da elicitare in quella persona quei comportamenti che possano confermare proprio il nostro stereotipo.

cms_24189/7v.jpgQuando le cose vanno bene è bello e facile dirsi ho creato io questa meraviglia, ma quando ci colpisce una malattia o un evento doloroso e tragico è molto, molto più difficile vedere il nesso tra quell’evento e il nostro modo di vivere e pensare e sentire. Ma dobbiamo farlo, è proprio in questi momenti che dobbiamo prenderci il tempo e capire perché creiamo, o peggio, continuiamo a creare realtà che non ci piacciono. Soprattutto quando la realtà si ripete c’è sempre un nodo non risolto nella nostra vita, ed è per questo che la realtà ci invita continuamente a risolverlo. Più le nostre ferite sono profonde più sono inconsce, lontane da noi, dalla nostra mente e pertanto possiamo anche credere che le abbiamo risolte, ma se la realtà ci ripresenta una certa situazione ricorrente vuol dire che in noi è rimasto qualcosa di quella vecchia ferità.

Una ferità è qualcosa di cui dobbiamo farci carico, maggiore la ferita maggiore è il carico. La parte di noi ferita reclama la sua attenzione, vuole amore, vuole molto più amore di tutto l’amore che ci siamo dati, senza però darlo a questa parte di cui ci saremmo volentieri liberati. Questo volersi liberare di…crea una forza, una resistenza, un’opposizione in noi, che poi a sua volta crea e ricrea eventi su eventi che non vogliamo. E più ci arrabbiamo con la vita, con noi stessi, con il destino, con Dio poco importa, più questa realtà cresce a scapito di una più bella e gioiosa.

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Ed allora… “Homo faber fortunae suae” o, come direbbe Winston Churchill, “You create your own universe as you go along”, dovrebbe aprire gli occhi ad una nuova visione della nostra quotidianità, di orientamento alla crescita personale ed introspettiva, poche parole da vestire addosso come un tatuaggio, per sconfiggere quella concezione pessimistica di essere sempre vittima di un fato cinico e contrario indipendente dalla nostra volontà. Un mantra che tutti noi dovremmo abbracciare: il futuro non è scritto, non esiste niente di letteralmente fatale, se non le nostre azioni quotidiane. Ciò che facciamo ha un riflesso diretto nella vita. Quasi un principio di Archimede applicato alla quotidianità. Esso ci conferma che la nostra vita è uno specchio che riflette i nostri pensieri prevalenti, che la mente plasma il mondo che ci circonda, e ci fornisce la conoscenza che ci consentirà di creare la versione di noi stessi che esprime al meglio tutte le nostre potenzialità, in altre parole “amarsi”, amarsi immensamente. Ed è proprio l’amore la chiave di volta, come scrisse Dante nell’ultimo verso della divina commedia, “L’ amor che move il sole e l’altre stelle”.

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Poiché nell’Universo non esiste potere più grande di quello dell’Amore, che è la frequenza più elevata che possiamo emettere, la Legge di Attrazione può anche essere chiamata Legge dell’Amore. Se potessimo avvolgere di amore ogni nostro pensiero, se riuscissimo ad amare ogni cosa ed ogni essere umano, la nostra vita si trasformerebbe e capiremmo di poterci meritare tutte le cose buone che la vita ci può offrire. Più è grande l’Amore che proviamo ed emaniamo, maggiore è il potere di cui disponiamo.

Il genio della lampada di Aladino, che esaudisce i nostri desideri, è proprio tale legge, perennemente presente ed in costante ascolto di ogni nostro pensiero, parola ed azione. E quel genio siamo noi, questa è la vera consapevolezza.

Felici occorre esserlo qui ed ora e dare per certo che si può ricevere tutto ciò che ci può rendere felici. Fiducia, che è quella che spesso viene chiamata Fede, ma è in sé fiducia in se stessi, nella vita e in un ordine Superiore che ci dà soprattutto ciò che è meglio per noi in quel luogo e in quel momento, perché tu faccia la sola cosa che sei chiamato a fare: Diventare consapevole di chi sei, oltre le tue maschere, le tue paure, le tue aspettative, i tuoi stessi desideri.

Mirella Rosaria Guida

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