LA LEGA PRO SI INCAMMINA VERSO LO STOP DEFINITIVO?

TOMMASI (AIC): “IN SERIE «C E D» GLI STIPENDI SERVONO PER PAGARE MUTUI O AFFITTI”

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Anche il mondo del calcio sta vivendo giornate abbastanza movimentate a causa dell’emergenza COVID19. E non a caso, in queste ultime settimane, si sono intensificati i momenti di confronto e le riunioni fra le varie componenti del calcio. Lo scopo è quello di cercare soluzioni ai tanti problemi che affliggono - oggi più che mai - la terza industria del paese. Uno di questi è senz’altro la grave crisi economico-finanziaria che ha colpito soprattutto le Leghe più deboli come la Lega Pro che proprio ieri pomeriggio si è riunita in conference call per cercare di prendere decisioni in tal senso.

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“Finché non ci saranno le condizioni sanitarie per giocare, come da indicazioni del Governo, non si scenderà in campo – dichiara il Presidente della Lega Pro, Francesco Ghirelli - ed è difficile pensare di tornare a giocare in città sconvolte. Ma ho già rappresentato alla Federazione le necessità e le istanze dei Club che sono incentrate soprattutto sullo svincolo delle fideiussioni e la possibilità di accedere alla Cassa Integrazione in Deroga. È necessario trovare un punto di equilibrio tra le questioni etiche, le responsabilità collettive e la possibilità per le squadre della Serie C di continuare a spendersi in prima linea per quel calcio che fa bene al Paese. Abbiamo tracciato una linea comune sull’esigenza di riforme basate sul taglio dei costi ai fini della sostenibilità economica. Il rischio è enorme per la C anche in relazione alla continuità aziendale”.

Chiara dunque la posizione della Lega Pro che ha confermato quanto già anticipato, nei giorni scorsi, dall’ex Amministratore Delegato del Catania, Pietro Lo Monaco, e cioè che la B, la C e i dilettanti rischiano addirittura di scomparire se non si trovano soluzioni adeguate. Affermazioni che non lasciano dubbi sul momento critico che sta attraversando il calcio.

Ma ci sono anche altre questioni - non meno importanti e legate a doppio filo tra loro - che si aggiungono a quelli economici già evidenziati. Ad oggi, per esempio, non si sa quando cesserà questa emergenza, “se” e “quando” si riprenderà a giocare in Italia come nel resto del mondo, così come non si sa con certezza quale linea adottare sulla questione dei tagli degli stipendi. E queste criticità rappresentano solo la punta dell’iceberg. Alla base infatti ci sono problemi strutturali come il numero eccessivo di club che affollano soprattutto le Leghe inferiori (Serie C e D) e che hanno minore capacità di autofinanziarsi e i tanti interessi personali che minano costantemente l’unità del sistema calcio. Insomma, ciò che è mancato in questi anni - e che i vertici del calcio non hanno mai saputo o voluto affrontare in maniera risolutiva - è stata una riforma del calcio a tutto tondo.

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Su alcuni di questi temi, tuttavia, è intervenuto ai microfoni di Rai Radio 1 il presidente dell’AIC (Associazione Italiana Calciatori), Damiano Tommasi: “Chiaramente la speranza è quella di tornare sui campi di calcio, ma non sarà semplice chiudere la stagione in quanto ci vorranno 45 giorni per giocare più il tempo necessario per la preparazione. Per questo si sta lavorando per le modifiche regolamentari che consentono di andare oltre il termine del 30 giugno”.

E a proposito della crisi economica e della riduzione degli stipendi il Presidente Tommasi afferma: “Gli stipendi dei giocatori di Lega Pro e di serie D servono per pagare affitti, mutui e per mantenere la famiglia. Non sono le cifre che si possono immaginare. Poi c’è il tema della patrimonializzazione di gestione delle società di Serie A. I giocatori stanno cercando di andare incontro alle società, ma molto dipenderà da quando si tornerà in campo. La cassa integrazione? Si riferisce ai giocatori con i redditi più bassi, con il minimo contrattuale”.

I punti interrogativi, insomma, restano tanti, così come tante sono le questioni ancora da risolvere, ma d’altronde è evidente che la risposta definitiva la può dare in questo momento solo il COVID19.

(foto da raisport.rai.it, blogcq24.net e adnkronos.com – si ringrazia)

Rino Lorusso

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