LA LEGA DI SERIE A HA RIBADITO: LE TV DEVONO PAGARE!

INTANTO LA LEGA PRO HA LE PROPOSTE PER IL CONSIGLIO FEDERALE

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In attesa dell’incontro di domani con il Ministro dello Sport, Vincenzo Spadafora Spadafora, che darà indicazioni sulla data di ripartenza del campionato, il Consiglio di Lega di Serie A si è riunito per affrontare due importanti questioni: la rata dei diritti televisivi non pagata e le possibili ipotesi di calendario del campionato. Ma non ci sono state grosse novità rispetto alle ultime decisioni.

“Il Consiglio di Lega - si legge in una nota ufficiale - riunitosi oggi (ieri, ndr) pomeriggio, ha confermato, per quanto riguarda il rapporto con i licenziatari dei diritti audiovisivi, la linea del rispetto dei contratti, in ottemperanza alle delibere assunte dall’Assemblea dello scorso 13 maggio. Il Consiglio di Lega ha, inoltre, analizzato le diverse ipotesi di calendario che consentano la disputa di tutte le restanti gare di Serie A TIM e di Coppa Italia e ha deciso, nelle more dell’incontro istituzionale che si terrà giovedì con il Ministro per le Politiche giovanili e lo Sport Vincenzo Spadafora, di aggiornarsi su questo tema venerdì mattina”.

Da ricordare che le Federazioni dovranno presentare alla Uefa entro il 17 giugno un piano di ripresa dei vari campionati con relativo calendario.

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LEGA PRO - Dopo il ‘richiamo’ del Consiglio Federale, la Lega Pro si è riunita d’urgenza per cercare di ottemperare alle disposizioni della Figc. Ma ciò che si ipotizzava è accaduto. La lega Pro non ritornerà in campo per completare regolarmente la stagione 2019/20 perché non è in grado di sostenere i costi derivanti dall’applicazione del protocollo di garanzia sanitaria.

Ma ha maturato la decisione – secondo Sportitalia – di far disputare, sulla base della classifica attuale, i play-off e play-out (tranne che nel Girone C dove dovrebbero retrocedere direttamente Rieti, Rende e Bisceglie per aver superato il distacco di 8 punti dalla quartultima). Retrocedono, secondo questa proposta, anche il Gozzano (Girone A) e il Rimini (Girone B).

Va precisato che i play-off e play-out saranno disputati dalle squadre che vorranno e potranno partecipare. È evidente che in questo caso sarà il protocollo sanitario a fare la differenza e a definire le concorrenti. Immaginiamo che chi non potrà garantire l’applicazione di tali norme sarà automaticamente escluso a prescindere dalla posizione in classifica.

Queste, dunque, le proposte che saranno presentate nel Consiglio Federale del 3 giugno. Probabilmente questa volta non dovrebbero esserci stravolgimenti rispetto alla proposta della Lega Pro in quanto in linea con le direttive del Consiglio Federale. Ad ogni modo, prima di mettere la parola fine a questa vicenda, sarà necessario attendere ancora un po’, in quanto bisognerà vedere realmente quali saranno le squadre che potranno disputare i play-off e i play-out. Ma qui nasce un altro problema. Se nessuna delle squadre in lotta per la salvezza dovesse avere i presupposti per l’applicazione del protocollo sanitario – evento probabile – cosa accadrebbe in questo caso? Si deciderebbe secondo la classifica attuale o secondo il sistema del coefficiente oggettivo correttivo – ancora da definire – che tiene conto anche del numero di partite giocate? In effetti questo aspetto è poco chiaro.

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Intanto va registrato il passo indietro del Presidente Francesco Ghirelli. Appena qualche giorno prima, infatti, il Consiglio Federale aveva bocciato le proposte iniziali della Lega Pro - chiusura definitiva del campionato, blocco delle retrocessioni e quarta squadra promossa per media punti - delegittimando, di fatto, il numero uno della Serie C. Proposte che andavano in tutt’altra direzione e che, probabilmente, non solo non andavano scritte, ma neanche pensate.

Oggi registriamo che c’è la volontà di far disputare i play-off e i play-out è che è stato capovolto il principio del blocco delle retrocessioni. Cosa sia accaduto in questa settimana è difficile saperlo, ma certamente l’immagine del Presidente Ghirelli ne è uscita indebolita. Una linea di condotta poco coerente dall’inizio alla fine che non depone a suo favore, né tanto meno alla Lega che rappresenta.

Ma tutta questa situazione fa capire chiaramente come la Serie C si trovi in un posto che non può più essere il suo.

La Lega Pro rientrerà pure nella categoria dei professionisti, ma le risposte date in questa emergenza non sono state all’altezza della categoria che rappresenta. Per essere più chiari, alla luce di quanto sta avvenen04:56:14do sembra evidente che la Lega Pro non possa rientrare nella categoria dei professionisti se, di fatto, non è in grado di mantenerne gli impegni e gli oneri che essa comporta. Pertanto, questo potrebbe essere il momento giusto per una riforma strutturale del calcio italiano.

(Foto da raisport.rai.it e lega-pro.com – si ringrazia)

Rino Lorusso

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