LA LEGA DI ‘A’, PRONTA A RIPARTIRE, PUNTA I PIEDI SUI DIRITTI TV

INTANTO I TIFOSI DI MEZZA EUROPA PROTESTANO CONTRO LA RIPRESA DEL CALCIO

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Nel momento più delicato e caotico della stagione, l’unica certezza nel mondo del calcio è quella che arriva dalla Lega di Serie A, pronta a ripartire. Riunitasi d’urgenza per affrontare la delicata questione dei diritti televisivi, infatti, la Lega ha anche ribadito la volontà di terminare il campionato - nel pieno rispetto dei protocolli sanitari - individuando anche alcune date. Ma importanti decisioni sono arrivate anche sul fronte dei diritti tv.

"La Lega Serie A - si legge in una nota ufficiale - ribadisce, nel rapporto con i licenziatari dei diritti audiovisivi 2018-2021, la necessità del rispetto delle scadenze di pagamento previste dai contratti per mantenere con gli stessi un rapporto costruttivo. Per quanto riguarda la ripresa dell’attività sportiva è stata indicata, in ossequio alle decisioni del governo e in conformità ai protocolli medici a tutela dei calciatori e di tutti gli addetti ai lavori, la data del 13 giugno per la ripresa del campionato".

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Dall’Assemblea, dunque, emergono due orientamenti precisi: uno rivolto ai broadcaster con l’invito a rispettare il pagamento dell’ultima rata (come da contratti in essere) e l’altro rivolto al Governo per ribadire - se mai ce ne fosse bisogno – la necessità di dover tornare in campo, soprattutto alla luce delle ultime dichiarazioni poco rassicuranti del Ministro dello Sport, Vincenzo Spadafora: “La linea del Governo – ha dichiarato al Senato – è sempre stata quella della prudenza e della coerenza. Il campionato riprenderà, come tutti auspichiamo, ma solo dopo aver svolto una serie di attività, di azioni e di protocolli in grado di garantire la sicurezza per tutti. Non è possibile decidere solo per una fretta irresponsabile o per le spinte strumentali di chicchessia”.

La Serie A, dunque, sembra pronta a ripartire, ma il Governo, nonostante le forti pressioni, non molla. Va dato atto che il Ministro Spadafora ha mantenuto una linea costante di grande prudenza oltre che di attesa.

TIFOSI IN RIVOLTA - Fino ad oggi, tuttavia, abbiamo solo ascoltato alcune campane circa la ripresa del campionato: i vertici del calcio, i presidenti di società, i calciatori, gli arbitri (anche se in minima parte) e il Governo. Ma cosa pensano di tutto ciò i tifosi, la vera anima di questo sport?

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Siamo davvero sicuri - come molti sostengono - che tutti i tifosi siano favorevoli alla ripresa del campionato a porte chiuse?

Dalle proteste che si elevano ormai da gran parte dell’Europa sembrerebbe proprio di no. Ben 350 tifoserie europee - riporta la Gazzetta dello Sport – sono contrarie alla ripartenza dei campionati di calcio. Si tratta di Italia, Spagna, Germania, Francia, Belgio e Romania. Le tifoserie organizzate hanno redatto un documento dal titolo abbastanza indicativo: ‘Stop Football! No football without fans’. Non c’è calcio senza tifosi. Una lettera di protesta nei confronti di chi utilizza il calcio solo per scopi economici, senza tenere conto della salute – considerato il bene più prezioso - e dei tifosi che sono il cuore pulsante di questo sport popolare. ‘Oggi il calcio – si legge sul twitter - è considerato più come un’industria che come uno sport e se si continua su queste premesse di business e interessi personali si arriverà alla morte del calcio stesso. Ancora una volta la supremazia del denaro calpesta così il valore della vita umana’.

Una lettera dai contenuti forti indirizzata, evidentemente, a chi ha il potere di decidere per una chiusura definitiva del calcio.

(Foto da adnkronos.com Fotogramma e it.finance.yahoo.com – si ringrazia)

Rino Lorusso

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