LA GRAFOLOGIA NELL’ETA’ EVOLUTIVA

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La psicografologia, è una scienza umana e dell’espressione, che da più di cento anni impiega il proprio metodo di ricerca per portare alla luce gli aspetti più intrinsechi e mimetizzati dell’universo psichico di ciascuno, oltre che le disposizioni temperamentali del soggetto, e quindi le sue tendenze innate.

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Se nell’adulto, la grafologia risulta un valido strumento per rilevare tratti essenziali della personalità, lo è ancora di più nel caso dell’età evolutiva, in cui la struttura psichica del bambino è in fieri e comincia a definirsi.

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Anche quando il piccolo scrivente non è in grado di produrre chiari gesti scrittori, possono considerarsi utili oggetti di studio lo scarabocchio, i disegni abbozzati e i primi immaturi movimenti grafici, poiché comunicano nondimeno importanti significati.

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L’esame grafologico consente di valutare diversi aspetti del bambino, beneficiando di molteplici vantaggi. In primis, l’analisi scrittoria può essere effettuata senza la presenza fisica del bambino, come avviene invece in molti altri test, evitando perciò l’impatto ansiogeno che su determinati soggetti emotivi potrebbe inficiare la prestazione. Inoltre, la disamina di scritti appartenenti a momenti temporali precedenti, permette un confronto psico-grafico importante per evidenziare eventuali contrasti personologici, o per definire lo sviluppo di un certo tratto disfunzionale, delineando un percorso di crescita personale.

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Peraltro l’osservazione di atti grafici ripetuti nel tempo, contribuisce all’indagine sulla soggettività dello scrivente, seguendone la maturazione e potenziali alterazioni. Ottimale anche in chiave preventiva, lo studio grafologico nell’età evolutiva, in particolare l’analisi del disegno in età prescolare, può indicare precocemente problematiche successive nell’apprendimento della lettura e scrittura, quali la disgrafia, consentendo così la programmazione di interventi di recupero mirati.

Da un attento esame grafologico possono emergere elementi essenziali della sfera temperamentale e caratteriologica del bambino, quali la sua dimensione sociale, emotiva e volitiva.

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Dalla valutazione grafica si può evincere anche un forte contributo in merito all’individuazione di difficoltà quali bassa autostima, inadeguate capacità relazionali e scarsa sicurezza in se stessi, in un’ottica di incremento e valorizzazione delle risorse e qualità esistenti. Viepiù che il grafismo prodotto dai bambini può anche tradursi in espressione di disagi profondi, disturbi di personalità o addirittura mostrare segnali di violenze o abusi subiti.

In conclusione, è ragionevole sostenere che la grafologia dell’età evolutiva viaggi su due binari, ponendo in risalto sia le positività del soggetto che scrive, sia le sue aree più compromesse, al fine da esaltare i punti di forza da perfezionare, e compensarne le debolezze, grazie naturalmente alla collaborazione con altri specialisti esperti.

Leonardo Bianchi

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