LA GHIANDOLA PINEALE: PARTE SECONDA

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Come abbiamo visto nell’articolo precedente, la GHIANDOLA PINEALE (o epifisi) è una piccola ghiandola endocrina situata al centro del cervello e deputata alla produzione della melatonina, ormone che regola il ritmo sonno-veglia. Produce anche una particolare molecola chiamata DMT (dimetriltriptamina), un neurotrasmettitore la cui funzione principale è quella di fare da “ponte” tra il corpo e lo spirito.

Abbiamo inoltre accennato al fatto che le potenzialità di questa piccola ghiandola sono note fin dall’antichità (pensiamo all’ OCCHIO DI HORUS dell’antico Egitto) e che, con l’andare del tempo, l’epifisi tende a calcificarsi perdendo così la propria capacità di “connettersi” con il mondo spirituale.

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L’Occhio di Horus e la sua incredibile somiglianza con la Ghiandola Pineale

Come si evince da questa foto, l’Occhio di Horus assomiglia in maniera impressionante ad una particolare sezione del cervello umano, ovvero al Talamo e alla Ghiandola Pineale a questo collegata, quasi fosse un’immagine stilizzata di quest’organo.

Il Talamo è una struttura di forma ovoidale che partecipa al funzionamento di tutti i sistemi sensoriali – tranne quello olfattivo – ed ha un ruolo di primo piano nei movimenti volontari, nella regolazione del ciclo sonno-veglia e dello stato di coscienza, nel controllo delle emozioni e di alcuni aspetti della memoria. In poche parole è il responsabile dei valori che regolano il nostro comportamento.

All’interno del Talamo troviamo la Ghiandola Pineale, ipotetica “pupilla” di questo occhio situato al centro del nostro cervello e così simile all’Occhio di Horus, l’occhio che tutto vede e tutto conosce.

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L’Occhio di Horus

Questo antico geroglifico veniva solitamente inserito come amuleto all’interno delle bende del morto, quale simbolo di incorruttibilità del corpo fisico, di rigenerazione e di rinascita. L’Occhio di Horus significa quindi protezione e salute ma è anche il simbolo dei Cinque sensi, a cui si aggiunge il Sesto, quello che mette l’essere umano in contatto con la dimensione spirituale.

Nonostante le loro avanzate conoscenze scientifiche, artistiche e mediche, gli antichi Egizi hanno sempre avuto un’attenzione speciale per la religione e la spiritualità, consapevoli del fatto che essa è fondamentale allo sviluppo equilibrata dell’essere umano. Contrariamente all’uomo moderno che tende a separare mente e spirito, materiale e immateriale, gli antichi hanno sempre sostenuto e difeso il contrario.

Questo dovrebbe farci riflettere.

La ghiandola pineale, in particolare, è da sempre considerata il “ponte” tra il mondo fisico e il mondo spirituale dell’uomo; è il portale attraverso cui l’essere umano può trascendere la materia e viaggiare tra le dimensioni.

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Il Terzo Occhio (o sesto Chakra)

Dal punto di vista esoterico, la ghiandola pineale è identificata come il TERZO OCCHIO, l’occhio onniveggente o occhio dell’anima.

Nella tradizione buddista corrisponde al sesto Chakra, situato al centro della fronte tra le sopracciglia.

In un caso e nell’altro la sua caratteristica è quella di vedere la realtà, non tanto quella visibile agli occhi fisici ma quella più “sottile”, celata dal cosiddetto “velo di maya”, espressione coniata dal filosofo Arthur Schopenhauer per indicare l’illusorietà della realtà in cui viviamo.

Il terzo occhio è la porta della chiaroveggenza e la connessione con il Sé Superiore, in poche parole con la propria Anima.

Tutte le tradizioni spirituali sottolineano l’estrema importanza che essa detiene nella connessione dello Spirito con l’uomo, ovverosia per la nostra EQUILIBRATA e sana umanizzazione: non c’è umanità senza lo spirito e non c’è spirito senza l’umanità.

Oggi purtroppo non si da’ molta importanza al Terzo occhio come in passato, complici anche la tecnologia e il progressivo estraniarsi dell’uomo da se stesso e dalla collettività.

Tutto ciò ha portato alla perdita dei più fondamentali valori quali la spiritualità e l’amore per il prossimo ed ha aperto le porte ad un evidente intontimento delle masse.

Per questo motivo dobbiamo prenderci estrema cura della nostra Ghiandola Pineale e mantenerla attiva e in uno stato funzionale.

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calcificazione della ghiandola pineale ad opera del fluoruro

Il problema principale della ghiandola pineale è la CALCIFICAZIONE in età adulta: con il passare del tempo tende ad accumulare fluoruro e ad atrofizzarsi, perdendo così la sua funzionalità.

Dal punto di vista fisico la conseguenza più evidente è la riduzione delle ore di sonno causate della ridotta produzione di melatonina; a livello spirituale, invece, si perdono le capacità extrasensoriali, la connessione con la realtà invisibile e con il Sè profondo.

Cosa possiamo fare, quindi, per “decalcificare” la ghiandola pineale?

Tanto per cominciare possiamo eliminare le sostanze che la calcificano e poi utilizzare integratori naturali che ne favoriscono il ripristino.

Il FLUORO è uno degli elementi più nocivi in questo senso: lo troviamo ad esempio nei dentifrici e nei collutori (non in tutti), nelle bibite gassate, nei chewingum e in molti tipi di acqua. Quando andate al supermercato fate attenzione alle etichette e controllate sempre la percentuale di fluoro contenuta negli alimenti o nei vari presidi medici. Sappiate che il fluoruro è una neurotossina, cioè un composto in grado di alterare e a volte distruggere l’attività di determinati neuroni.

Non è escluso che la calcificazione della ghiandola pineale sia anche un mezzo con il quale si possano “addormentare le coscienze” e quindi manipolare più facilmente le masse.

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Ghiandola pineale e Terzo occhio

Esistono rimedi naturali per disintossicare l’organismo e favorire la decalcificazione della ghiandola pineale.

Innanzitutto possiamo distillare l’acqua che beviamo, togliendone il fluoro e in seguito assumere prodotti erboristici o preparati a base di triptofano (un aminoacido essenziale per l’organismo umano) per stimolare la funzionalità dell’epifisi.

La pratica regolare dello Yoga e della Meditazione influiscono fortemente sul buon funzionamento della ghiandola pineale: alcune posizioni e alcuni mantra sono pensati appositamente per favorirne il risveglio.

Dormire completamente al buio è un’altro fattore importante perché induce una maggiore produzione di melatonina. All’opposto, esporsi ai raggi solari stimola la produzione di vitamina D e della serotonina, ormone attraverso cui la ghiandola pineale secerne la melatonina.

Infine è molto importante disintossicare il corpo dai metalli pesanti, soprattutto dal mercurio che troviamo, ad esempio, nel tonno e nel pesce spada: ottime, in questo senso, la spirulina, la clorella e la zeolite.

È importantissimo sapere che la ghiandola pineale si “decalcifica” di NOTTE, con l’oscurità e con il sonno.

Un’ultimo consiglio: attenzione ai dispositivi elettronici. Poiché la ghiandola pineale produce la melatonina di notte, con la complicità del buio, è bene evitare anche le luci soffuse di tv, tablet e telefonini, che possono rallentare la produzione di questo importantissimo ormone. Tutti questi dispositivi andrebbero spenti almeno due ore prima di andare a dormire.

In conclusione: DORMIRE e MEDITARE, ecco il segreto per mantenere sana e attiva la nostra Ghiandola Pineale. Non è difficile, vero?

Simona HeArt

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