LA FINE DELLA TRADIZIONE?

Bergoglio spazza via la messa in latino e rischia di essere isolato

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Siamo consapevoli che esistono problemi ben più gravi di questo, ma questa decisione ha fatto veramente discutere, creando una consistente spaccatura tra coloro che sono ancora ancorati alla tradizione. Il processo innovativo attuato da Bergoglio non si discute: una chiesa più snella, povera per i poveri e vicina agli emarginati. Principi nobili, che hanno scaldato il cuore della gente, ma che non ha trovato grossi riscontri all’interno delle sacre mura. La scelta del Motu proprio, Traditionis custode, segna una svolta dal sapore agro-dolce. Difatti, Bergoglio ha spazzato via la libertà di praticare la celebrazione secondo i sacri riti. E’ vero che il concilio Vaticano II è stato il precursore di questa variazione, ma lo stesso papa Benedetto XVI nel 2007 reintrodusse la libertà di scelta. Come ben sappiamo, si tratta di riti obsoleti che rispecchiano la traduzione millenaria della chiesa. Indubbiamente, occorre tenere conto anche della sensibilità altrui.

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Numeri alla mano, molti giovani hanno il desiderio di rivivere la classica celebrazione, ricordando che la lingua ufficiale della chiesa è il latino. Abbiamo motivo di credere che il papa emerito sia molto deluso dalla scelta del suo predecessore, mai una decisione così netta nel corso del pontificato di Francesco. Tuttavia occorre contestualizzare il tutto, perché questa scelta è circoscritta in un pontificato diverso, rivoluzionario e per certi versi incompreso. Le critiche non mancheranno (ormai Bergoglio è abituato), annunciando a gran voce la “fine” del cristianesimo.

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La scelta di Francesco andava mitigata, vagliata con più attenzione. Il momento storico che stiamo attraversando è il peggiore dopo il conflitto bellico, per questo un saggio pontefice deve avere la capacità di leggere le situazioni e trasmettere pace e serenità. Alla stragrande maggioranza dei fedeli non interessa la messa latina, ma con questo modo di operare Bergoglio rischia seriamente di essere isolato. Allontanato da molti per la sua visione futuristica, Bergoglio deve cercare di ricucire i rapporti di una curia troppo arroccata su se stessa. La sfida è sempre più difficile, il futuro della chiesa è incerto. Solo la perseveranza nella verità e il dialogo potranno ristabilire la serenità tanto decantata da tutti i ministri di Dio.

Giuseppe Capano

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