LA FANTOMATICA “SINDROME DELL’AVANA” TORNA A COLPIRE I DIPLOMATICI USA

I funzionari americani soffrono di stanchezza, nausea e vertigini

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Un misterioso caso attanaglia gli Stati Uniti, che si ritrovano da anni a fare i conti con una problematica dovuta, probabilmente, ad una stanchezza eccessiva frutto di ritmi di lavoro quasi insostenibili. Si parla, infatti, di sintomi riguardanti perlopiù un generico malessere caratterizzato da spossatezza, vertigini, nausea e perdita di concentrazione, tanto da temere anche per la vita delle persone che presentano tali avvisaglie.

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La preoccupazione più rilevante s’innesta sull’incomprensione della sintomatologia, quindi la Casa Bianca indaga sul fenomeno che vede coinvolti alcuni dei suoi funzionari. Il disturbo colpisce in prima battuta i diplomatici presenti a Cuba, in Avana, e poi pare diffondersi in tutto il mondo. Il pericolo di creare delle lesioni a livello cerebrale sembra essere in agguato; ma in realtà non esiste alcuna certezza e nessuno finora riscontra danni irreversibili. In ogni caso, gli Stati Uniti indagano con attenzione poiché la “sindrome dell’Avana” coincide con le sedi dei funzionari diplomatici americane di tutto il mondo già a partire dal 2016.

Le conseguenze drammatiche auspicate sino ad oggi sono solo supposizioni, perché fortunatamente non si denunciano casi di lesioni gravi o, peggio, di morte. Senza bisogno di allarmare in maniera concitata e di giungere a conclusioni errate, nei fatti potrebbe trattarsi di tutto: eccessiva stanchezza causata dal lavoro, contatto più che frequente con macchinari che emettono onde elettromagnetiche (sempre che siano nocive, perché la ricerca scientifica non l’ha del tutto confermato) e quant’altro. Qualcuno ipotizza si tratti, addirittura, di una “sindrome da microonde”, qualcun altro di un macchinario segreto degli USA che emana onde elettromagnetiche elevatissime. Come in un film di fantascienza, insomma.

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Tornando con i piedi per terra, certamente s’indaga sin dall’emergere del primo caso per risolvere velocemente il problema e comprenderne le reali cause. Magari con dei giorni di riposo in più per chi lavora quasi 24 ore su 24, orario tipico dei diplomatici, per i quali la vita è scandita da interi giorni di lavoro anziché ore…

Alessia Gerletti

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