LA DANZA DELL’ESSERE

Il ritorno alle origini

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La danza dell’essere è una danza universale, nata dalla sintesi di un lungo percorso di studi e insegnamenti seguiti dalla danzatrice, ricercatrice e terapeuta francese Fabienne Courmont. In seguito a trent’anni di esperienza, alla scoperta di diverse culture e antiche tradizioni nel mondo, viaggiando dalla Francia all’America, dal Giappone all’India e alla Grecia, Fabienne Courmont, spinta dal desiderio di ridare alla danza il suo valore primordiale, ha creato un suo metodo di danza che per quanto innovativo è strettamente ispirato alle tradizioni di danza più antiche.

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La danza di Fabienne Courmont è l’eco delle tradizioni di danze sacre praticate nei templi dell’antica Grecia, dell’India del Sud, del Medio oriente e del Giappone. La caratteristica comune della danza praticata nelle civiltà antiche, è il suo aspetto spirituale e sacro del tutto inseparabile dalla pratica della danza stessa. La danza nasce come espressione dell’essere, dell’anima e della sua connessione con il divino. Le giovani sacerdotesse danzavano nei templi in occasione di riti sacri e cerimonie, fungendo da messaggere divine, da mediatrici tra le divinità e gli uomini; attraverso gesti e linguaggio del corpo trasformavano l’invisibile in visibile e viceversa.

Nel corso dei secoli queste tradizioni sono state quasi del tutto perdute e ci sono rimaste poche tracce dei riti sacri celebrati nelle diverse culture, che per quanto distanti l’una dall’ altra avevano pur sempre un fine comune.

Dopo aver acquisito le basi tecniche della danza classica e poi contemporanea, Fabienne Courmont ha intrapreso un lungo percorso di ricerca alla scoperta della vera essenza della danza, lontano da ogni stereotipo e tecnica moderna che svuotano l’atto del danzare del suo valore intrinseco. La sua percezione della danza parte da una scoperta approfondita del proprio essere, che diviene la forza motrice, la guida essenziale di ogni movimento.

Una delle sue fonti di più grande ispirazione è stata la famosa ballerina americana Isadora Duncan, che già negli anni venti aveva introdotto una forma di danza libera. Il suo movimento nasce dalla libera espressione del sé in connessione con la natura e l’universo. Isadora Duncan ha predicato la libertà dello spirito attraverso la libertà del corpo, sostenendo un ritorno ai movimenti naturali. Voleva fare della danza un nuovo modo di vivere, in armonia con le leggi dell’universo: “Cercare nella natura le forme più belle e trovare il movimento che esprime l’anima di queste forme - questa è la vera arte del ballerino” sosteneva.

La danza dell’essere è il risultato della ricerca di un linguaggio universale che unisce il corpo, l’anima e lo spirito adottando le tradizioni filosofiche delle più grandi civiltà antiche. Oltre alla cultura antica Indiana, alla sua filosofia esoterica e olistica, e alla tradizione giapponese del teatro Nō e Buthô, Fabienne, come anche Isadora Duncan, sono state particolarmente attratte dalla misticità dell’antica Grecia.

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La lettura dei testi antichi, lo studio dei reperti archeologici come vasi, sculture e affreschi, hanno fatto riemergere una dimensione più filosofica e sacra della tradizione artistica della danza e del teatro. Al di là dei riti religiosi e delle cerimonie pubbliche, uno dei ruoli fondamentali del teatro antico era la terapia dell’anima. Il teatro nasce come luogo di terapia, e non di intrattenimento. Il pubblico si recava nei teatri antichi, quasi sempre siti nel cosiddetto “asclepio”, centro di cura dell’antichità, per uno scopo prettamente terapeutico associato ad altre pratiche fisiche e mediche che accompagnavano il processo di depurazione e sblocco emozionale innescato dalla visione di rappresentazioni drammaturgiche. Nel teatro antico, non vi era distinzione tra attori, ballerini, musicisti e cantanti, ma lo stesso corpo di ballo, chiamato “chorus”, si esprimeva attraverso il movimento, il canto e la musica.

Il ritorno di questa preziosissima arte antica ridona alla danza il suo valore terapeutico e spirituale; come affermava Isadora Duncan, “la danza del futuro sarà un’arte altamente spirituale come ai tempi dei Greci. Perché un’arte che non è spirituale non è un’arte, ma è una merce qualsiasi”.

Rossella Rubini

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