LA CRISI DEL MATTONE

C’E’ LA RIPRESA? VERO - FALSO!! INTANTO IL GOVERNO ESTENDE L’IMU SUI TERRENI AGRICOLI

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La risposta è nello stesso tempo facile e difficile e ciò conferma la complessità dell’argomento in oggetto. E’ da un’po’ di tempo che gli organi di informazione riportano ed evidenziano segnali di ripresa del settore immobiliare, che vengono riscontrati e rilevati da parte di organismi di indagine di mercato, sia di settore, sia istituzionali. Questi dati segnalano un leggerissimo calo dell’andamento negativo, in termini percentuali di alcuni decimi (ma siamo sempre sottozero!!); questo viene visto e catalogato, soprattutto da organi istituzionali come inversione di tendenza, per una ripresa del settore.

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L’auspicio, ovviamente, è che sia cosi; è proprio quello che vogliamo e ci aspettiamo. Ma, affinché ciò sia vero, deve tradursi in una svolta effettiva e percettibile, con un marcato miglioramento, nel più breve tempo, perché non possono essere i pochi decimi percentuali di variazioni, a portarci fuori dalla crisi profonda. E’ come se un ammalato in condizioni gravi e disperate, in diagnosi riservata, rimane tale, anche in presenza di piccolissimi segnali di ripresa forse casuali, a causa di un decorso curativo non del tutto o forse per niente adeguato; la naturale evoluzione, purtroppo, è il sopraggiungere della morte e, nel caso in oggetto “il tracollo e il dissesto finanziario economico”.

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E allora, per amor della verità, vanno fatte alcune constatazioni, come “dati di fatto”, perché è cosi che si misura, in maniera inconfutabile, la veridicità e la realtà di quello che si dice e si fa. La constatazione immediata è quella che, come dicevo prima, non sono i pochi decimi percentuali di variazione (comunque sempre nella tendenza negativa) a determinare una svolta o una inversione di tendenza percettibile; lo status del settore e del vasto indotto è drammaticamente e inequivocabilmente in condizioni gravi e disastrose.

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Il rilievo fisiologico è che non ci sono i presupposti e le condizioni favorevoli per una reale inversione di tendenza e, quindi, bisogna fare altre constatazioni, purtroppo scoraggianti e spiacevoli. Anche questo governo, come i precedenti, non fa assolutamente nulla per determinare una reale inversione di tendenza; anzi ha inferto un altro “colpo mortale”- in termini di imposizione fiscale sui beni e proprietà immobiliari – ovvero l’estensione dell’IMU sui terreni agricoli; dopo alcuni tentativi precedenti e, dopo fantomatici confronti con le federazioni di categoria, è stato approvato questo provvedimento, in barba alla conciliazione e al confronto dialettico e democratico.

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Le riflessioni, a questo punto, sono dovute e legittime; e mi auguro che anche la libertà di opinione non venga sottoposta al alcuna fantomatica imposta fiscale, rimarcando sempre i limiti della normale libertà di opinione, nel rispetto delle reciproche posizioni. La tendenza è quella che una volta adottata una misura fiscale, in uno specifico settore, viene successivamente esteso a tutte le categorie dello stesso, come appunto nel caso dell’IMU sui terreni agricoli; e questo rientra in una visione di lotta ideologica della proprietà, ormai anacronistica e fuori luogo, infischiandosene di quella che è la situazione drammatica dell’economia del nostro Paese. Anche questo “rottamatore di turno” usa il “politichese” per buggerare i cittadini; tutto ciò contestualmente ad un preciso e puntuale ausilio dell’informazione, come supporto per far passare e filtrare alcune decisioni e provvedimenti, provocando l’inconscia approvazione di una parte dell’opinione pubblica.

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Voglio ricordare, a tal proposito un significativo film del passato, di ORSON WELLES, che si chiamava “il quarto potere”, che evidenziava <>, cioè l’informazione per influenzare in un modo o nell’altro le riflessioni e le coscienze dei cittadini. Naturalmente questo avviene in tutte le direzioni, in funzione dei diversi orientamenti ideologici /politici; questa è solo una constatazione di fatto equidistante. I dati inconfutabili e drammatici evidenziano una amara realtà; facendo riferimento a recenti indagini di mercato, da parte di organismi di settore, dal 2008 ad oggi, nel comparto immobiliare si sono BRUCIATI 800.000 POSTI DI LAVORO, il numero delle COMPRAVENDITE SI E’ DIMEZZATO, LA TASSAZIONE E’ PASSATA DA 9.5 MILIARDI DEL 2011 AI QUASI 30 MILIARDI DEL 2014; il valore complessivo, invece, del PATRIMONIO IMMOBILIARE E’ DIMINUITO DI CIRCA 2000 MILIARDI.

Le famiglie e le imprese sono costrette ad affrontare il pagamento di una tassazione cosi alta con estrema difficoltà, tanto che ciò sta spingendo alcuni proprietari a dismettere il loro patrimonio. Al danno si aggiunge la beffa ma, i nostri politici continuano a parlare “il politichese”. E allora, l’ultima riflessione spontanea è che la rottamazione è stata solo anagrafica; a questo punto, se non si corregge la rotta, ci “serviranno altre rottamazioni puramente inutili”.

Rivolgo, quindi, un accorato invito ai nostri attuali amministratori, di non continuare con la linea del massimo rigore e dell’inasprimento fiscale che DISTRUGGE ma, di alleggerire in maniera decisa per “RIAPRIRE GLI ORIZZONTI”.

Antonio Iasillo

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