LA COSTUMISTA DELL’HOLLYWOOD SUL TEVERE

FERNANDA GATTINONI E LA SUA MODA COSMOPOLITA

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Fernanda Gattinoni, al pari delle sorelle Fontana, della Spagnoli e della Schiapparelli è stata una delle grandi designer italiane che hanno contribuito alla nascita del Made in Italy facendolo conoscere e amare a livello internazionale. Anche la Gattinoni, come le sorelle Fontana, nasce in un piccolo paese di provincia come Cocquio-Trevisago in provincia di Varese, ma a differenza delle Fontana, che decisero di trasferirsi a Milano, la sua visione cosmopolita della moda la porterà a decidere di partire negli anni’20 per la capitale britannica. Dopo aver imparato i segreti della tecnica del disegno sartoriale, da Londra si trasferisce a Parigi, nella capitale francese incontrerà la designer Coco Chanel che intuendo le potenzialità della designer italiana le proporrà di lavorare nel suo esclusivo atelier parigino, ma Fernanda, coraggiosamente, rifiuterà. Dopo essere ritornata in Italia lavora come direttrice creativa a Milano, ma è quando decide di mettersi in proprio e di trasferirsi nella capitale che arriva la notorietà.

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Il capo simbolo che rende Fernanda la designer più ambita di Roma è il tailleur di velluto verde indossato da una delle attrici più popolari dell’epoca come Clara Calamai, ma la grande notorietà e la proficua collaborazione con il mondo del cinema arrivano nel ’39 quando l’attrice Isa Miranda le chiede di disegnare i costumi per l’intero cast del film “Hotel Imperial” che la porta, visto il grande successo, a ripetere il lavoro disegnando i costumi per il film “Avventura Diamond”. Ormai Fernanda Gattinoni è diventata una designer e una costumista famosa e di successo che la portano ad aprire un atelier che, per l’epoca, è considerato uno spazio visionario e cosmopolita di ben mille metri quadrati con centoventi dipendenti.

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Ed è in questo atelier in Porta del Popolo che disegna, in collaborazione con Maria de Matteis, i costumi indossati dall’attrice Audrey Hepburn nel film “Guerra e Pace” che le valsero la nomination all’Oscar per i costumi e la fama internazionale. Dopo il grande successo degli abiti indossati dalla Hepburn nel film la designer realizza una collezione chiamata “stile Impero” e che diventerà il tratto distintivo, assieme ai bustini dalla lavorazione a canestro e alle gonne vaporose, dello stile Gattinoni.

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Dalle le mani creative di Fernanda passeranno le collaborazioni con i registi più importanti del cinema italiano come Zeffirelli e Visconti, le attrici più iconiche dell’epoca come Anna Magnani, Kim Novak, Lana Turner, Ingrid Bergman, Gina Lollobrigida, Bette Davis, Ava Gardner. Nel 1961 Margareth d’Inghilterra pur di indossare un abito Gattinoni trasgredì l’etichetta di corte di Buckingham Palace che vieta, ancora oggi, alle altezze reali di indossare abiti di designer non inglesi. Per queste “divine” disegna abiti in stile impero e abiti dai bustini attillatissimi che le rendono dotate di un “vitino da vespa” che sarà invidiato e imitatissimo da tutte le donne dell’epoca che, in stato d’estasi, le guardano dalle riviste patinate dell’epoca.

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Nel suo atelier vengono realizzati gli ambitissimi abiti da sposa per l’élite internazionale come quelli disegnati per le sorelle dello Shah di Persia, la peculiarità che rende gli abiti da sposa Gattinoni così ambiti sono i preziosi ricami realizzati a mano dalle sapienti mani delle ricamatrici più brave del paese. L’arte sapiente del ricamo è un tratto distintivo che rende, ancora oggi, la maison Gattinoni la più amata e desiderata dalle clienti arabe e dalla nobiltà per i loro abiti da grand soirée. La maison Gattinoni verso la metà degli anni ’80 si accinge a subire grandi rivoluzioni quando il testimone passa da madame Fernanda a suo figlio Raniero che introdurrà linee parallele all’haute couture come il pret-a-porter, Gattinoni Basic, Gattinoni Softwer, Gattinoni domus. Raniero però muore prematuramente nel 1993 e sarà sostituito da Stefano Dominella che diventa presidente della maison e da un giovane e talentuoso designer come Guillermo Mariotto che ne diventa direttore creativo.

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Fernanda, dopo la morte del figlio, ritornerà a supervisionare il lavoro della maison sino al 2002 quando, all’età di novantasei anni, si è spenta a Roma, la città che tanto amava e che le ha dato fama e fortuna. Fernanda Gattinoni è stata la prima designer a considerare la moda cosmopolita, la prima che ha saputo coniugare nei suoi abiti mood diversi come le linee essenziali nel più puro stile brithish con il bon ton, i drappeggi, l’allure nel più puro stile francese con l’artigianalità, la precisione maniacale, i ricami preziosi nel più puro stile italiano. Fernanda Gattinoni è stata la prima designer che non si è fermata a vestire le dive del tempo, ma ha saputo andare oltre, ha saputo intuire il legame strettissimo tra il fashion system e il mondo del cinema. E’ stata una donna coraggiosa che ha saputo dire di no a mademoiselle Coco Chanel scommettendo sul suo talento, sulle sue capacità, sul suo voler farcela da sola. Una scommessa che è stata pienamente vinta, una donna che resta un esempio per tutte le donne, perché se oggi la maison Gattinoni non è più tra le maison più trendy nell’haute couture e nel pret-a-porter, Fernanda Gattinoni resterà per sempre un’icona della moda internazionale che è riuscita a portare l’haute couture italiana a livelli altissimi.

T. Velvet

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