LA CICATRICE DI BETLEMME

Banksy e la natività modificata

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Mancano pochi giorni a Natale, gli alberi addobbati e le luminarie colorate riscaldano i cieli dei paesi non più deserti, i presepi e le ghirlande riempiono le case di nostalgiche illusioni e ricordi lontani. Aspetta! Non è questo il momento di sognare ad occhi aperti, le celebrazioni possono attendere e avrai tempo per aprire i regali. Svegliati! Risveglia la tua coscienza! Quest’anno a farlo ci ha pensato il misterioso artista e writer britannico Banksy, con la sua ultima opera ispirata alla natività: una "Natività modificata" come da lui descritta su Instagram.

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L’artista ha scelto Betlemme in Cisgiordania, come set ispiratore dell’istallazione, esposta all’ingresso del suo hotel, il "Walled off". L’albergo, progettato e arredato dall’artista, è posizionato volutamente difronte alla vista peggiore che si possa desiderare, il muro fatto costruire nel 2002 da Israele per separare la città palestinese dai territori di Gerusalemme Est. "La cicatrice di Betlemme", nome dell’opera, rappresenta la scena di una piccola mangiatoia, divenuta uno dei simboli cardine del Natale, che, come da tradizione, raffigura la nascita di Gesù.

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Tuttavia non si tratta della tradizionale natività: la cornice che ingloba la rappresentazione della natività è quella di un muro di cemento grigio, il quale dovrebbe essere una trasposizione artistica della barriera di separazione israeliana, definita spesso dai palestinesi "jidār al-faṣl al-ʿunṣūrī", che sta a significare "muro di separazione razziale". Sul muro di cemento dell’opera, sul quale Banksy ha inciso parole che inneggiano alla pace e all’amore, è presente un grande foro, che farebbe pensare ad una stella cometa al di sopra della Madonna, Giuseppe e di Gesù nella tradizionale lettura simbolica della natività. Tuttavia all’interno della simbologia dell’opera dell’artista britannico, sembrerebbe che il foro sia più realisticamente causato dallo scoppio di una granata. Banksy ha risvegliato le coscienze intorpidite dalla magia del Natale per colpire dritto nel cuore di tutti. Quest’anno, più di sempre, guardando i presepi in attesa di celebrare la nascita di Cristo, come ci si può non fermare e pensare, almeno per un minuto, a tutte le crudeltà e ingiustizie che hanno fatto collassare il mondo intero? Si potrebbe, altrimenti, provare a farlo per Capodanno, pensando a tutti gli abusi di potere e iniquità di questo fine decennio, mentre si mangeranno le tradizionali lenticchie, augurio di buona fortuna e nuove speranze per l’anno che verrà, o mentre si masticheranno i dodici chicchi d’uva al ritmo dei dodici rintocchi che segneranno la mezzanotte del 31.

Nicòl De Giosa

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