LA CHIAMATA DELLA COP26

Von Der Leyen: “Deve muoversi il mondo intero, non ci sarà più tempo per agire”

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Cambiamento climatico ancora epicentro delle preoccupazioni mondiali. O, quanto meno, europee. “Non ci sarà più tempo per fermare il cambiamento climatico, l’Unione Europea sta mantenendo le sue promesse con il Green Deal ma per raggiungere i nostri obbiettivi e salvare il nostro pianeta abbiamo bisogno dell’impegno del mondo intero alla Cop26”. Questo è il messaggio lanciato su Twitter da Ursula Von Der Leyen, presidentessa della Commissione Europea, la quale aggiunge che “tutti sono in prima squadra nella lotta al cambiamento climatico e possono fare la differenza”. Intervenendo a margine del summit europeo sugli investimenti sostenibili afferma che “la Cop26 di Glasgow sarà il momento della verità per la comunità mondiale, Biden ha già promesso di raddoppiare i contributi degli Stati Uniti per i Paesi in via di sviluppo mentre l’Unione Europea continuerà ad essere impegnata con il più alto livello di ambizione: restiamo il più grande donatore in fatto di cambiamento climatico”. Ma che cos’è la Cop26? L’acronimo sta per Conference of Parts, Conferenza delle Parti, dove le “Parti” sarebbero le 197 nazioni aderenti alla Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici.

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Il numero indica, ovviamente, l’edizione: quella scozzese sarà la ventiseiesima, la prima si tenne a Berlino nel 1995. Da un quarto di secolo a questa parte, in quanto le conferenze sono annuali, si valutano i progressi nell’affrontare il cambiamento climatico e si discute del Protocollo di Kyoto. Inoltre l’ONU ha già stilato l’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile: trattasi di un programma d’azione per le persone, il nostro pianeta e la prosperità varato nel settembre 2015 dai governi di tutti i 193 Paesi membri dell’Organizzazione delle Nazioni Unite. Questo piano comprende ben 17 Sustainable Development Goals o SDGs, Obbiettivi per lo Sviluppo Sostenibile, in un grande percorso formato dalla bellezza di 169 traguardi. Il punto di partenza per mettere nero su bianco gli Obbiettivi è coinciso con l’inizio del 2016, quando già il mondo stava facendo i conti con le prime avvisaglie di cambiamento climatico.

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Questi nuovi successi da centrare sono il seguito diretto dei Millennium Devolopment Goals, Obbiettivi di Sviluppo del Millennio, e non sono altro che dei risultati che tutta l’Europa e non solo si è prefissa di conseguire: lotta alla povertà, cancellazione della fame nel mondo e contrasto al cambiamento climatico, solo per sciorinare i principali. Ovviamente “obbiettivi comuni”, ovviamente, vuol dire che nessun Paese deve sentirsi esente dal contribuire al conseguimento di tutto ciò che la comunità mondiale vuole raggiungere. Anche la Cop26, dal canto suo, ha individuato quattro grandi goals: annullare le emissioni mondiali nette entro il 2050, puntare a contenere l’aumento delle temperature entro l’1.5 °C, adattarsi per la preservazione delle comunità e degli ambienti naturali, attivare maggiori finanziamenti. Appuntamento a fine mese: dal 31 ottobre al 12 novembre si inizierà a scrivere una pagina importante del nostro futuro.

Francesco Bulzis

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