LA CHIAMATA ALLE ARMI DELL’OHIO

La nuova controversa legge “per tutelare il personale scolastico”

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cms_26433/00.jpgLa recente sparatoria a Uvalde ha evidentemente segnato un punto di ritorno. Mike DeWine, governatore repubblicano dell’Ohio, ha firmato una legge che consente di armare tutti i dipendenti delle scuole. Non a cuor leggero e come viene, ovviamente. Per poter imbracciare questi pericolosissimi e mortiferi strumenti sono necessarie 24 ore di addestramento e minimo 8 ore di esercitazioni l’anno. Si aggiungono 4 ore di formazione teorica su tre piani: pronto soccorso, tecniche per ridurre l’escalation di violenza armata e interventi in caso di emergenza. Fortunatamente il provvedimento è facoltativo e non obbligatorio, guai giganti se fosse stato così. Secondo il governatore “è uno strumento messo a disposizione dei distretti che vogliono difendere i bambini”. In questo caso non si può proprio parlare di reazioni composite, visto che quasi tutte le polemiche pendono da un solo lato: questa iniziativa non ha per nulla incontrato il beneplacito dei sindaci delle più grandi città dello stato, tutti democratici.

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Tra Cincinnati, Columbus e Cleveland sono state indette delle conferenze stampe per evidenziare come l’escalation da violenza armata – specialmente con quelle da fuoco – nelle comunità stia diventando sempre più inarrestabile e per sottolineare le loro divergenze con il governatore sulla questione. La legalità delle armi in America rappresenta un grande problema, e pare che da quelle parti se ne siano accorti. È di pochi giorni fa il via libera della Camera, a maggioranza democratica, al Protecting Our Kids Act: trattasi di un vasto pacchetto di misure significativamente restrittive sulle armi da fuoco – l’approvazione è arrivata grazie ai 223 voti a favore, contrappostisi ai 204 contrari. La riforma principale riguarda l’innalzamento dell’età, da 18 a 21 anni, per l’acquisto di armi semiautomatiche.

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Cambiamento che ha incontrato anche l’appoggio di Joe Biden: “gli elettori hanno inviato un messaggio chiaro durante le primarie, tutti e due i partiti devono fare qualcosa per il crimine e per la violenza delle armi da fuoco”. Allo stepsuccessivo, il Senato, era stata anche trovata l’intesa bipartisan: i controlli sugli acquisti saranno più stringenti, fondi di sicurezza per le scuole e incoraggiamento agli stati americani all’adozione della red flag – norme che consentono alle forze dell’ordine e alle famiglie di chiedere a un tribunale di rimuovere temporaneamente le armi a un soggetto ostile. Pur con qualche remora il presidente si è detto soddisfatto: “l’intesa non ha tutto quello che ritengo necessario, ma è un importante passo nella giusta direzione”, aggiungendo che “prima il provvedimento arriva sul mio tavolo e prima posso firmarlo”. È già un qualcosa, sicuramente da non trascurare, ma servirà molto più di questo.

Francesco Bulzis

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