L’ AFFERMAZIONE INDIVIDUALE

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Oggi giorno siamo abbagliati dalla brama del successo, della ricchezza e dall’affermazione professionale. Questa illusione che acceca l’anima, ci distacca completamente dall’autentica accettazione e affermazione di noi stessi.

Nella costruzione del nostro Sé, l’armonizzazione del chakra del plesso solare è fondamentale per il riconoscimento e la manifestazione della nostra vera identità. Il chakra del plesso solare si trova sopra l’ombelico, sotto il diaframma, nel triangolo ascendente formato dalle costole. Il suo nome in sanscrito, Manipura, significa “la città del gioiello splendente”, in riferimento al nostro ego e alla realizzazione personale. Il chakra Manipura è collegato infatti ai nostri sogni, desideri ed ambizioni, e governa l’accettazione di noi stessi, l’autostima e il rapporto con gli altri. È anche associato al potere personale, alla fiducia in noi stessi e in generale a tutto ciò che ha a che fare con l’ego e la realizzazione dei propri obiettivi.

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Viene raffigurato da un fiore di loto con dieci petali gialli che rappresentano le dieci nadi da cui si origina il chakra. Al centro del fiore c’è un triangolo rosso rovesciato con la sillaba Ram inscritta al suo interno.

Quando il terzo chakra è bloccato, le conseguenze coinvolgono principalmente la nostra visione della vita: questa ci appare deludente, poco appagante, senza nessun incentivo o forte motivazione ad andare avanti. Si rischia di cadere nella depressione e nell’apatia, lasciando che il pessimismo prenda il sopravvento e stronchi ogni volontà di cambiamento. Le persone eccessivamente timide o introverse e quelle che avvertono costantemente unsenso di inadeguatezza hanno spesso problemi proprio a livello di questo chakra. Il chakra Manipura è quasi sempre bloccato in chi soffre della sindrome dell’impostore, che ci induce a pensare che ogni nostro successo sia stato causato dall’aver ingannato gli altri inducendoli a crederci migliori di ciò che siamo in realtà. Non intervenire su un blocco del terzo chakra può portarci ad incorrere in gravi problemi di depressione ed esaurimento nervoso, e alla lunga può coinvolgere anche gli organi interni associati alla regione del plesso solare, in primis ilpancreas e lostomaco, portando ad accumuli di grasso sottocutaneo e problemi di digestione.

Questo è anche il luogo dove si sperimenta la "prova del fuoco", perché in questo chakra il fuoco, legato all’energia solare, ci permette di trasmutare la materia pesante in luce. Nella tradizione energetica cinese questo fuoco è associato a uno dei tre fuochi del Meridiano del triplice riscaldatore. È il secondo fuoco che elabora e trasforma le energie separando il puro dall’impuro. Tutte le emozioni raccolte nel secondo chakra nello stato liquido vengono trasformate in vapore dal fuoco. La nostra personalità, il nostro ego è messo alla prova del fuoco alchemico della trasmutazione.

L’ego si inginocchia davanti al Maestro Interiore e passa attraverso la porta dell’accettazione che è la porta dell’umiltà. Solo allora il nostro gioiello splendente, il nostro piccolo sole che rappresenta il nostro essere divino, potrà risplendere” - estratto dal libro la Danse de l’Être di Fabienne Courmont.

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Il modo migliore per mantenere aperto e bilanciato il terzo chakra è spendere le nostre energie per migliorare l’immagine che abbiamo di noi stessi e avere una buona aspirazione.

Attraverso il fuoco dell’aspirazione trasmutiamo in luce i nostri desideri e istinti dei chakra inferiori, per accedere ai piani superiori di coscienza e passare dal sé personale al sé impersonale.

La nostra materia, alleggerita dalla trasmutazione del fuoco, può elevarsi come nella danza, riscoprendo l’impulso spontaneo, la gioia, il dinamismo, lo zampillo naturale del salto. Questa elevazione è diversa da quella della danza classica, che punta esclusivamente verso l’alto perdendo il contatto con la terra. Prima di sollevarsi è necessario essere ben radicati nella terra, nel nostro primo chakra, per scaturire dal plesso solare e salire verso il cielo, come una fiamma ardente.

Per alimentare il fuoco alchemico, Fabienne Courmont utilizza la trance cosciente o trance morbida, in cui, a differenza di altre forme di trance come quella sciamanica, il danzatore rimane vigile e cosciente rispettando i propri limiti. Il radicamento nell’Hara durante tutta la danza della trance è essenziale per rimanere radicati nel nostro corpo fisico. L’intenzione di connettersi con la luce porterà l’energia vitale dove è necessaria.

La danza alchemica del fuoco si basa su tradizioni che usano lo scuotimento di tutto il corpo, simile a quello degli animali, per accedere a uno stato di coscienza non ordinario e creare una catarsi liberatoria. È interessante osservare che la scienza ora spiega che possiamo affrontare i nostri traumi e mantenere il nostro equilibrio psichico attraverso il comportamento animale come il movimento dello "scuotimento". Quando l’animale si rifugia in un luogo sicuro e si scuote, libera l’energia accumulata dopo un momento di particolare tensione o stupefazione, per ritornare pacificamente alla sua attività senza essere influenzato dall’accaduto. Le danze dei popoli indigeni che includono lo scuotimento e il tremore sono state sicuramente ispirate da questo. In questo comportamento animale possiamo trovare non solo gli elementi per comprendere la sindrome psico-traumatica, ma anche per guarirla. Così, piuttosto che rivivere il trauma ed esternarlo attraverso una catarsi che rischia di travolgere i meccanismi di regolazione del corpo o di creare falsi ricordi, bisogna, "scuotersi" innescando un processo fisico riparatore.

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In queste danze del plesso solare possiamo rilasciare le nostre emozioni, i pensieri disturbanti, i modelli comportamentali e tutto ciò che impedisce al nostro Essere di brillare.

Possiamo anche guarire le nostre ferite legate alla mancanza di fiducia in noi stessi, all’ ansia, alla mancanza di amor proprio o al contrario, al nostro eccesso di controllo, alla rabbia e al bisogno di dominare l’altro.

La nostra materia, liberata dalle nostre catene, alleggerita dalla trasmutazione del fuoco, può elevarsi verso la luce. Risvegliando il nostro "fuoco sacro" aumentiamo la nostra frequenza vibratoria e ritroviamo la gioia di una danza spontanea e naturale.

https://dansedeletre.org

(Photo credit Sotiris Zafeiris)

Rossella Rubini

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