L’Universo delle meraviglie. La moderna rivoluzione del fumetto

Chi è il padre di Thor, Dio del Tuono? Odino? No, è Stan Lee!

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Stanley Martin Lieber nasce a New York il 28 dicembre 1922. Figlio primogenito di Jack e Celia Lieber, immigrati ebrei trasferiti nella grande Mela, cominciò a lavorare da ragazzo come addetto alle copie per Martin Goodman, celebre editore newyorkese di fumetti, presso la Timely Comics, azienda che sarebbe diventata la Marvel Comics.

Il suo primo lavoro, una pagina di testo firmata con lo pseudonimo di Stan Lee, fu pubblicato come riempitivo su un numero di Capitan America del 1941.

Da quel momento per Stan ha inizio una parabola ascendente che lo farà diventare per tutti "L’Uomo" (The Man) e "Il Sorridente" (The Smiling), colui che ha innovato il mondo del fumetto e non solo.

E’ il padre, insieme ad altri artisti e co-creatori, in special modo Jack Kirby e Steve Ditko, di una moltitudine di personaggi dalla personalità complessa, con sfaccettature fino ad allora inusuali all’interno dei comic book supereroistici.

Ma andiamo per ordine.

Negli Stati Uniti dell’immediato dopoguerra, una campagna moralizzatrice, portata avanti dallo psichiatra Fredric Wertham e dal senatore Estes Kefauver, aveva accusato gli albi a fumetti di corrompere le menti dei giovani lettori con immagini troppo spesso raffiguranti scene di efferata violenza o una marcata sessualità a volte perfino ambigua.

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Le case editrici risposero alle accuse dotandosi di una regolamentazione interna particolarmente severa, che portò poi alla creazione del cosiddetto Comics Code. La conseguenza fu che verso la fine degli anni quaranta le vendite cominciarono a calare drasticamente, tanto che nel 1952 solamente le testate di Superman, Batman e Wonder Woman, tutte appartenenti alla DC Comics, ancora venivano pubblicate con regolarità.

Fu proprio per merito di tale casa editrice che il genere ebbe nuova linfa vitale, sperimentando con successo la " Justice League of America ", una Lega della Giustizia formata dai supereroi del momento. Superman, Batman e compagni, uniti in un gruppo, la Lega, il cui fine era quello della protezione e salvezza del genere umano.

In risposta, Martin Goodman assegnò a Lee il compito di creare un nuovo gruppo supereroistico antagonista a quello della DC Comics.

Fu così che la sua carriera cambiò completamente, innescandosi una rivalità tra due gruppi editoriali - arrivata fino ai giorni nostri - che porterà la Marvel nell’arco di un decennio ad essere l’antagonista storica della DC.

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Il gruppo di supereroi che Stan Lee e il disegnatore Jack Kirby idearono, fu una "famiglia" di eroi, i Fantastici Quattro, pubblicati per la prima volta nel 1961. Aprirono una nuova linea editoriale con il nome di "Marvel Comics".

Nasceva quella che sarebbe divenuta l’incarnazione moderna del fumetto, con la fondazione di un nuovo universo.

Il successo fu immediato, Lee e gli illustratori della Marvel cavalcando l’onda, partorirono dalla loro creatività, negli anni immediatamente successivi, una moltitudine di nuovi eroi.

Nacquero Hulk (1962), Thor (1962), Iron Man (1963) e gli X-Men (1963) dalla collaborazione con Jack Kirby (“the King” com’era soprannominato).

Devil (nell’originale Daredevil, 1964) con Bill Everett.

Con Steve Ditko, il personaggio Marvel di maggior successo, l’Uomo Ragno, nel 1962.

E’ poi la volta del Dottor Strange e ancora The Avengers e Ant-Man e così via negli anni a seguire.

Se ne conteranno a centinaia tra supereroi, supereroine, supercriminali e comprimari, il tutto farcito da esseri mutanti e outsider vari che hanno permesso alla Marvel di trasformarsi da piccola casa editrice a enorme azienda multimediale.

Lee rispolverò e rinnovò alcuni dei supereroi ideati da altri autori negli anni trenta e quaranta, come Namor (Sub Mariner) e Captain America il primo Vendicatore.

Questi personaggi contribuirono a reinventare il genere supereroistico, secondo la formula dei "supereroi con superproblemi". Lee diede alle sue creature un’umanità sofferta. Una svolta netta rispetto all’ideale di supereroe scritto tradizionalmente per i ragazzini. I suoi eroi avevano spesso un pessimo carattere, apparivano talvolta malinconici, ma anche vanitosi e avidi.

Sovente litigavano fra di loro e, come se non bastasse, spesso erano in bolletta, col problema dei conti da pagare e con quello di come impressionare le loro ragazze o desiderate tali.

Addirittura si ammalavano. Fragilità esistenziali alle quali prima del nostro Stan erano stati sempre immuni, incarnando il modello della perfezione assoluta. Dei dimoranti in un Olimpo contemporaneo. Nulla che avrebbe mai potuto scalfirli tanto nel fisico quanto nel loro ideale di lealtà e giustizia, destinato a trionfare sempre e comunque.

I supereroi di Lee iniziarono un radicale processo di umanizzazione.

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Peter Parker /Uomo Ragno, con i problemi di adolescente al quale era rimasto solo un labile ricordo dei propri genitori.

Il tormento esistenziale di Ben Grimm / La Cosa dei Fantastici Quattro, considerato "diverso" dalla collettività che lo rifiutava, etichettato come un mostro di pietra, un essere destinato alla solitudine, senza una vita, né affetti da condividere.

Tony Stark / Iron Man, geniale inventore, playboy e filantropo, proprietario delle Stark Industries che rapito e rimasto ferito, per salvarsi crea un armatura grazie a una tecnologia rivoluzionaria che gli salva si la vita, ma condiziona la sua esistenza al punto di essere costretto ad indossarla per vivere.

E cosi potremo continuare a lungo.

Anime in chiaroscuro quelle di queste bizzarre creature che in molti casi celano la loro identità al mondo per mimetizzarsi nell’apparente normalità del ragazzo della porta accanto.

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Tutto ciò catturò l’immaginazione della giovane generazione che usciva dall’orrore della seconda guerra mondiale, facendo lievitare le vendite e decretando il successo di una ricetta vincente.

Lee è detto da molti scrittori e fumettisti “l’uomo che ne rivoluzionò il mondo”.

Suo fu il cosiddetto Metodo Marvel (Marvel method) o "Stile Marvel" (Marvel style).

Partì da un concetto semplice quanto rivoluzionario.

Aveva una prima discussione sulla storia con gli artisti e quindi preparava una sintesi schematica invece di una sceneggiatura completa. Basandosi sullo schema, il disegnatore avrebbe dovuto riempire il numero di pagine assegnategli, stabilendo e disegnando la composizione e successione delle vignette per raccontare una storia con le immagini.

Solo dopo che aveva pronte le tavole, Lee scriveva i testi delle didascalie e delle nuvolette, creando la stesura finale.

Oggi Stan Lee è un vulcanico signore di 93 anni che molti di noi hanno imparato a conoscere grazie ai numerosi camei nelle trasposizioni cinematografiche delle opere della Marvel che ne rappresentano una sorta di sigillo di qualità, un vero marchio di fabbrica.

Certo, come da lui stesso dichiarato, non avrebbe mai immaginato all’epoca che i suoi figli sarebbero diventati tridimensionali, fatti di carne e ossa (si fa per dire), stelle incontrastate del Marvel Cinematic Universe (MCU, l"Universo cinematografico Marvel"), un media franchise incentrato su una serie di film di supereroi prodotti dai Marvel Studios, basati sui personaggi apparsi nei Comics. Così come accade nell’Universo dei fumetti, i film e gli altri media appartenenti a questo franchise condividono l’ambientazione e alcuni personaggi, nonché alcuni elementi della trama che fanno da filo conduttore tra di loro, andando ad intrecciarsi in un meccanismo che ricorda quello delle serie televisive.

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Il primo film del MCU è stato Iron Man (2008), che ha aperto la cosiddetta Fase Uno, conclusasi con The Avengers (2012). La Fase Due è iniziata con Iron Man 3 (2013) e si è conclusa con Ant-Man (2015). La Fase Tre è cominciata con Captain America: Civil War (2016) ed è tuttora in sviluppo.

A tal proposito, tra qualche giorno incontreremo il “Mago Supremo” ossia il Doctor Strange.

Ultima trasposizione sul grande schermo della grande famiglia.

Non nascondo una certa curiosità nel vederlo in azione. E’ indubbiamente una personalità che esula dal contesto di cui abbiamo parlato sinora. Doctor Strange è un neurochirurgo di grande talento, Stephen Strange, che dopo un terribile incidente d’auto deve mettere l’ego da parte e andare alla ricerca del “vero Io”, facendo suoi i segreti di un mondo nascosto, intriso di misticismo e dimensioni parallele e ponendosi quale intermediario tra la realtà e ciò che si cela oltre. Dalla sua una gamma di abilità metafisiche e artefatti per proteggere l’universo dalle Forze Oscure.

Ne vedremo di cose! Credo...

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Non soltanto al grande vecchio fa un certo effetto vedere le sue creature prendere vita, ma anche a coloro che come il sottoscritto, tanto tempo fa, erano immersi in quel fantastico mondo di immagini e colori. Portale verso infinite storie che oggi rivivono nella magia del grande schermo per la gioia di una sana evasione da cinecomics.

Grazie Stan!

Massimo Lupi

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