L’URBANISTICA E LE SUE CONCEZIONI DIVERSIFICATE NEL MONDO

Strumenti avveniristici nel solco della modernità e della sicurezza

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Come recita un vecchio adagio, “ogni mondo è paese”. Tuttavia, in ogni regione del globo è possibile osservare un peculiare modello urbanistico, che rispecchia la storia, le radici, le tradizioni, gli usi e costumi nonché le norme e le regolamentazioni urbanistiche proprie di ciascuna realtà sociale. Gli organi preposti, in genere, regolano i propri provvedimenti nella speranza di rendere gli spazi quanto più adatti a rispondere alle esigenze dei cittadini. Le problematiche inerenti alla compatibilità tra le misure attuative urbanistiche e alla sostenibilità ambientale sono tante, e l’esigenza di assicurare il giusto equilibrio tra la "cementificazione", il verde e lo sviluppo sociale, economico e relazionale affonda le sue radici nella notte dei tempi. Il problema si ripropone, puntualmente, laddove tutto ciò non è stato affrontato e analizzato nell’ottica giusta, con equilibrio tra vari aspetti ed esigenze.

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Lo sviluppo urbanistico, soprattutto per i grandi centri urbani, è un tema centrale nei mega convegni e conferenze internazionali, a causa di fenomeni che suscitano serie preoccupazioni, come gli "strani cambiamenti climatici", il riscaldamento globale, la desertificazione e deforestazione, a fronte dei quali si cerca di individuare e adottare, con la massima convergenza possibile, provvedimenti idonei per una inversione di tendenza, per un futuro migliore e più rassicurante alle nuove generazioni. In tale contesto, purtroppo, non sempre emerge l’unità di intenti, bensì prevalgono divergenze ideologiche e politiche che frenano e impediscono l’attuazione di misure e provvedimenti per un più giusto ed equilibrato sviluppo urbanistico coniugando il contesto armonico degli assetti urbani, per ogni realtà sociale, con le esigenze prioritarie di natura socioeconomica, logistica, funzionalità e altro.

In ogni caso, sarebbe bene agire sul decoro urbano con attenzione ed equilibrio per assicurare ai cittadini un contesto più gradevole e più sano, in una visione più ampia e, comunque, meno vessatoria e intransigente. A tal proposito si possono citare alcune realtà da cui prendere spunto.

Copenaghen, capitale della Danimarca, ha risolto il problema della congestione del traffico cittadino con la circolazione sul mare seguendo canali prestabiliti, tramite mini canoe mono-biposti (chiamate yakey), che possono anche essere concesse in uso gratuito a chi raccoglie bottiglie di plastica disperse nell’ambiente, le quali vengono poi riciclate per fabbricare le stesse canoe. Sempre sul mare sorgono punti ristoro, bar, strutture di intrattenimento per le quali è stata possibile la delocalizzazione dal centro abitato.

Parigi ha adottato grandi parcheggi sotterranei per alleggerire le grandi e piccole arterie.

Nelle grandi città della Svizzera tutto è a misura d’uomo e regnano l’ordine, la regolarità e il rispetto per l’ambiente.

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Singapore, città Stato, capitale finanziaria del sud-est asiatico (forse la metropoli più bella del mondo), vanta enormi grattacieli e grandi aree a verde attrezzato e curatissimo, un’ottima viabilità e parcheggi sotterranei a sufficienza, nonché grandi aree per attività commerciali, di servizi, industriali, produttive; tutto nel massimo rispetto della sicurezza, della tutela ambientale e... della bellezza, che rallegra lo spirito ed esercita un grande richiamo turistico-economico.

A supporto di un auspicato orientamento dei nostri strumenti urbanistici futuri in tal senso, è opportuno richiamare l’attenzione dei nostri amministratori istituzionali su una opportunità da cogliere al balzo, per poter realizzare opere pubbliche nel solco di una più giusta e più sana conformazione dei nostri assetti urbani nei grandi centri. A tal uopo, la "Bloomberg Philantrhopies", fondazione americana dell’ex sindaco di New York, Mike Bloomberg, tra le sue diversificate attività di sostegno ad un più diffuso miglioramento della vita quotidiana, ha promosso la "Asphalg Art Initiative", attraverso la quale destina finanziamenti di 25000 dollari ad un massimo di 20 città europee che candidano progetti urbanistici utilizzando l’arte e il design per migliorare la sicurezza stradale, rigenerare gli spazi pubblici e altro, coinvolgendo e inducendo, implicitamente, i cittadini delle comunità locali ad assumere comportamenti più attenti e sicuri. In tal senso, sono stati già attuati tre progetti pilota europei a Glasgow, Londra e Amsterdam. L’auspicio è che si possa avviare una fase in cui i nuovi assetti urbani futuri, soprattutto nei grandi centri urbani, possano coniugare, contestualmente, sostenibilità ambientale, logistica, funzionalità, nonché bellezza e sicurezza.

Antonio Iasillo

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