L’ITALIA NELLA MORSA DELLA SICCITÀ

In arrivo lo stato di emergenza

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La siccità in Italia ha ormai superato i livelli critici. Una crisi idrica di tale portata non si era mai verificata: negli ultimi dodici mesi si sono registrate (e si stanno registrando) condizioni di grave carenza d’acqua, con poche piogge e tanto caldo.

Sebbene questa notizia, passata quasi in sordina, non stia allarmando la popolazione, le istituzioni sembrano essere realmente preoccupate e sono al lavoro per varare un piano nazionale capace di contenere gli effetti della crisi idrica.

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Lo stato di emergenza - l’ennesimo di questi anni turbolenti - si scontra con il grande caos che alberga nelle regioni del nostro Paese, dove in pochissimi hanno tracciato una via di fuga. Al momento, alla cabina di regia hanno partecipato il Ministro delle Politiche Agricole Stefano Patuanelli, il Sottosegretario Centinaio, il capo della Protezione Civile Curcio e i capi gabinetto del MIPAAF e del MITE. Tra le varie dichiarazioni è emerso che le regioni avranno piena autonomia sull’individuazione dei criteri, perché ogni territorio dispone di variabili totalmente differenti. Per questo, per fronteggiare l’allarme siccità su più fronti, si è deciso di istituire un coordinamento con le amministrazioni interessate.

Il potere delle regioni è di importanza notevole, perché in base alle loro proposte si potrà proclamare lo stato di “eccezionale avversità atmosferica”. Questa dicitura potrà avere luogo laddove il danno provocato dalla siccità superi il 30%. Nulla di certo al momento, come appare anche dalle parole del Ministro per la Transizione Ecologica Cingolani, che dichiara: “Il governo è al lavoro, soprattutto il settore agricolo sta lavorando allo stato di emergenza. Adesso vediamo, è tutto un work in progress”.

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Tra i governatori regionali che invocano con più fermezza lo stato d’emergenza troviamo Alberto Cirio, presidente della regione Piemonte, che sollecita il governo a trovare una soluzione quanto prima.

Giuseppe Capano

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