L’INQUIETUDINE DELLA COSCIENZA. VITE CONDIVISE

OPINIONE_L_inquietudine_della_coscienza.jpg

L’INQUIETUDINE DELLA COSCIENZA

Non il possesso della conoscenza, della verità irrefutabile, fa l’uomo di scienza, ma la ricerca critica, persistente e inquieta della verità.
Karl Popper

cms_27437/1.jpgL’incomunicabilità è il risultato della distanza che mettiamo fra noi e gli altri. La frustrazione, scaturita dall’incongruenza tra la realtà e il nostro immaginario, sfocia in inquietudine. Nel tempo sono state date molte definizioni di un cuore senza pace. Possiamo riassumerle così: è una sofferenza provocata dal contrasto tra la tensione vitale verso il contatto con l’altro e il fallimento che ne consegue.

Sperimentare una conoscenza sempre più autentica di sé stessi, attraverso gli occhi di chi ci guarda, può portare alla frustrazione. Bisogna saper accettare questa sfida per crescere.

Le relazioni si sviluppano su fasi archetipiche. A un’iniziale estraneità, segue un’idealizzazione dell’altro, fino a maturare in un’oggettiva conoscenza. Solo quando si raggiunge un punto di equilibrio, si comincia a costruire la verità della relazione.

Inizialmente, infatti, ci muoviamo su tavole semantiche separate, intrise di significati assolutamente soggettivi, in prima battuta incompatibili. In realtà, a ben guardare, si tratta solo di linguaggi reciprocamente sconosciuti, dovuti all’estraneità dei soggetti.

Sono due codici incomprensibili che cercano una compenetrazione possibile. Ci vuole fatica per attribuire un significato a ciò che è sconosciuto.

Ogni relazione obbliga, infatti, a imparare il linguaggio altrui, proprio come si fa con una lingua straniera. Nell’ottica della reciprocità è importante decodificare i significanti dell’altro, sino quasi a vedere il mondo con i suoi occhi, o almeno immaginare come lo vive e interpreta.

Solo così si può stabilire una connessione. Si apre, allora, la possibilità d’insegnare, far capire il nostro linguaggio e porre le basi per una traduzione reciproca dei due vocabolari.

Un processo fondamentale per migliorare la comprensione e costruire l’unico vero obiettivo di ogni relazione umana: il dialogo. Le tre AAA ((l’Accoglienza, l’Attenzione e l’Ascolto) diventano, così, strumenti per affrontare l’inquietudine scaturita dall’incomunicabilità.

VITE CONDIVISE

Si può dire che l’eterno mistero del mondo sia la sua comprensibilità. Il fatto che sia comprensibile è un miracolo.
La gioia nell’osservare e nel comprendere è il dono più bello della natura.

Albert Einstein

cms_27437/2_1662612549.jpgIn quale ambito possiamo riconoscere e capire il vero significato del nostro linguaggio per metterlo in relazione con il prossimo? Solo quando rileggiamo la nostra storia con le nuove interpretazioni, svelate dall’altro, riprendiamo un contatto con la realtà. L’inconscio è fatto di tessere di un puzzle, mescolate tra passato e presente. Solo attraverso l’altro, riusciamo ad assegnare un ordine sequenziale a ciò che il caso ha selezionato.

Finalmente, infatti, si apre una chiave di lettura delle parole e si traduce l’esperienza vissuta. Il codice mostrato, grazie alla consapevolezza, rimane nella memoria e aiuta a interpretare la relazione, come un testo già letto e ormai compreso.

Il mondo interiore o The dark side of the moon, per dirla secondo i Pink Floyd, fornisce la scatola nera con la quale viaggiare per tutta la vita.

Un patrimonio che offre due possibilità: entrare in contatto, cercare di decifrare ciò che abbiamo vissuto nei primi anni o esserne per sempre ostaggio, con l’unica possibilità di ripeterlo senza soluzione di continuità. Per affrontare un processo di rimozione di ciò che ci ha ferito da piccoli, infatti, dobbiamo elaborarlo. E possiamo farlo solo immergendoci nella realtà.

Cos’è “che fa morire a vent’anni, anche se poi vivi fino a cento”, come cantava Lucio Dalla.

cms_27437/3.jpgLa risposta sembra essere arrivata. Viviamo in un’epoca che invita a far da sé.

I social eliminano la necessità di una sana disposizione al confronto, alla condivisione e allo scambio personale vissuto in carne e ossa. La ridefinizione di sé non è possibile, in una mortifera autoreferenzialità.

Il vissuto, le immagini, le emozioni non sono più tramandate. Nella continua ansia di condivisione, confronto e reciprocità, siamo presi e sospesi in una realtà ormai di tutti, accessibile con un semplice click. All’apparenza un’inevitabile partita persa, per l’umanità, che da anni vive di usi e costumi tramandati. Sembra davvero che i genitori non abbiano più niente da insegnare a questi figli della tecnologia.

cms_27437/4.jpgNel mondo offline, tutto il vissuto era relegato nel cortile, nel paese al massimo. Uno dei valori era il pudore. Il senso della famiglia era gelosamente difeso. Scegliere a chi descriverla e narrarla era un’operazione di profonda fiducia nell’altro. Il racconto, poi, presupponeva una proprietà di descrizione dei fenomeni tale da poterli spiegare a qualcun altro. Abituava al linguaggio, spingeva a essere curiosi e, di conseguenza, a crescere. Eravamo, quindi, agganciati ai ricordi in relazione alle variabili spazio-temporali. Oggi, queste coordinate sono state spazzate via dalla rete.

Prima dell’avvento dei social si viveva in un luogo chiamato intimità, delimitato da opposti in mezzo ai quali era possibile rimanere in Accoglienza, Attenzione e Ascolto di sé stessi.

Ci sono molti concetti che riassumono il cambiamento che stiamo vivendo e la contrapposizione tra i ragazzi degli anni pre-web e quelli di oggi.

cms_27437/5.jpg

Presenza e assenza, visibilità e anonimato, reale e immaginario sono solo alcune delle distinzioni emerse.

I ragazzi di ieri erano abituati e costretti a parlare, pensare, riflettere, solamente in un rapporto con sé stessi. Il dialogo interiore, allora, diventava un alveo di riequilibrio.

Paure, ricordi, voci, sensazioni, emozioni formavano un misto, in parte vivibile, con il quale fare i conti.

Tutto era valutato e ordinato in una scelta dei ricordi da salvare. In momenti successivi, però, le memorie messe in un angolo potevano essere recuperate. C’era sempre una sequenzialità temporale ben chiara. Stabilire delle priorità, poi, aiutava a ribadirla. A quell’epoca, in fondo, l’unica vera e possibile piattaforma social eravamo noi stessi.

Ciò che entrava nella nostra vita, filtrato dai cinque sensi, veniva tradotto e restituito per essere nuovamente rielaborato, in relazione alla personale riflessione. Il feedback, di rimando dall’altro, forniva un punto per rivedere i concetti.

I rapporti erano dominati dalla volontà di comprendere e di affrontare la fatica di confrontarsi. Le uniche relazioni dove non vigeva l’arbitrio erano quelle in cui il potere e la coercizione dominavano la logica sottostante.

In fondo, era un meccanismo basato sull’interesse individuale. I soggetti mettevano in relazione i propri orizzonti di valori, in un’ottica di massimizzazione degli obiettivi. Si viveva in perenne trasformazione, ma sempre ancorati alla realtà, con un atteggiamento progettuale.

Per la realizzazione di ogni desiderio, si ricorreva alla visione spazio-temporale delle contingenze. Oggi tutto è stravolto dall’assenza di tempi dei social. Siamo di fronte a una violenta e rapida trasformazione del concetto di relazione; una prepotente ridefinizione dei confini e dei sistemi nei quali, da sempre, siamo stati inseriti.

Oggi c’è la difficoltà ad accettare un percorso da intraprendere con l’impegno. I Millennials rifiutano di vivere in un contesto tangibile e rinnegano i sacrifici per raggiungere un obiettivo.

Non c’è più la responsabilità di affrontare le fatiche in vista di un sogno.

Nei ragazzi di ieri c’era la voglia di vivere la complessità del reale, per partecipare alla pluralità e sintetizzarla in scelte individuali.

cms_27437/6v.jpgEra naturale studiare, con fatica, perché lo imponevano la coscienza e la responsabilità di essere utile agli altri. Ognuno, così, era parte di un sistema umano eminentemente relazionale, in una logica contrattualistica. La realtà era percepita con tutti i sensi. Le regole e le aspettative, poi, erano esaltate per esprimere le proprie peculiarità.

Ora, se poniamo l’accento su ciò che la rete ha proposto all’utente, si può facilmente asserire che le articolazioni di pensiero appena rappresentate sono solo vecchi schemi dei quali i Millennials ignorano l’esistenza. I ragazzi di oggi, infatti, non sono intenzionati a limitarsi. Il rapporto naturale del crescere in relazione all’altro suona, per loro, come un corto circuito claustrofobico che li costringe a confrontarsi con la fatica.

Così dobbiamo conciliare un passato e un presente che, seppur derivante dal primo, sembra essersene distanziato irrimediabilmente. Rimane un futuro da sognare e progettare insieme ai nostri figli.

- - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - -

Ulteriori considerazioni sull’argomento sono nel mio libro “Papà mi connetti?”

https://www.amazon.it/dp/167189667X

e negli articoli:

https://www.internationalwebpost.org/contents/ACCOGLIENZA,_ATTENZIONE,_ASCOLTO_26361.html#.YrQ6mHZByUke

https://internationalwebpost.org/contents/L%E2%80%99ALTRO__LO_SPECCHIO_DEL_NOSTRO_DESTINO_26539.html#.YtkebHZByUk

https://www.internationalwebpost.org/contents/IN_BILICO__TRA_RETE_E_REALT%C3%80__NOI_RAGAZZI_DEGLI_ANNI_OTTANTA_27196.html#.YxiKEnZByUk

Giovanni Tommasini

Tags:

Lascia un commento

Antonella Giordano

Giovanni Tommasini sarà ospite del mio programma radiofonico dedicato alle Vite che fanno la Storia martedì 25 ottobre alle ore 12,15 (replica giovedì 27 ottobre alle ore 17,30). Tutte le info nel comunicato stampa al link: http://www.rosarydelsudartnews.com/2022/10/storia-storie-un-programma-dedicato_23.html?m=1
Commento del 23:08 24/10/2022 | Leggi articolo...



Autorizzo il trattamento dei miei dati come indicato nell'informativa privacy.
NB: I commenti vengono approvati dalla redazione e in seguito pubblicati sul giornale, la tua email non verrà pubblicata.

International Web Post

Direttore responsabile: Attilio miani
Condirettore: Federica Marocchino
Condirettore: Antonina Giordano
Editore: Azzurro Image & Communication Srls - P.iva: 07470520722

Testata registrata presso il Tribunale di Bari al Nrº 17 del Registro della Stampa in data 30 Settembre 2013

info@internationalwebpost.org
Privacy Policy

Collabora con noi

Scrivi alla redazione per unirti ad un team internazionale di persone dinamiche ed appassionate!

Le collaborazioni con l’International Web Post sono a titolo gratuito, salvo articoli, contributi e studi commissionati dal Direttore responsabile sulla base di apposito incarico scritto secondo modalità e termini stabiliti dallo stesso.


Seguici sui social

Newsletter

Lascia la tua email per essere sempre aggiornato sui nostri contenuti!

Iscriviti al canale Telegram