L’Antartide sta scomparendo

Scioglimento in tempo record di un ghiacciaio grande quanto Malta

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Emergenza caldo anomalo in Antartide, con temperature allarmanti e così alte mai registrate sin dal 1961. Il Servizio metereologico nazionale argentino ha registrato un picco di 18,3°C - a mezzogiorno - del continente situato nell’emisfero australe della terra. A causa delle alte temperature, lo strato di neve che ricopre i ghiacciai si scioglie in tempi record, causando l’esposizione dei ghiacciai sottostanti ai raggi del sole che ne provocano, in questo modo, lo scongelamento. Lo scioglimento dei ghiacciai è iniziato, e ora la sfida più grande per l’uomo è riuscire a fronteggiarlo, trovando una soluzione per mantenere il loro equilibrio instabile. Per rendere l’idea della tragedia imminente, pochi giorni fa un iceberg grande circa quanto Malta, oltre 300 chilometri quadrati, si è bruscamente staccato dal ghiacciaio di Pine Island, il più grande ghiacciaio dell’Antartide, che continua fragilmente a perdere massa.

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Gli enormi frammenti generati dal distacco del ghiacciaio sono stati catturati dai satelliti Sentinel-1 di Copernicus, il programma per l’osservazione della Terra, gestito da Agenzia Spaziale Europea (Esa) e Commissione Europea. Mark Drinkwater, esperto di criosfera dell’Esa, commenta così i drammatici avvenimenti: "I satelliti Sentinel-1 di Copernicus hanno aperto un oblò attraverso cui le persone possono osservare eventi come questo che accadono in regioni remote del mondo". E sottolinea che la vera preoccupazione, “è che il flusso quotidiano di dati rivela la drammatica velocità con cui il clima sta stravolgendo il volto dell’Antartide". Il "Fattore Antartide", così definito da Anders Levermann del Potsdam Institute of Climate Impact Research, è considerato il maggior rischio e la più grande incertezza per l’innalzamento del livello del mare in tutto il mondo.

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Infatti, questo caldo da record, che sta colpendo anche l’Antartide, e il conseguente scioglimento dei ghiacciai, aumenta, secondo una reazione di fenomeni distruttivi concatenati l’un l’altro, il rischio di innalzamento del livello del mare: entro la fine del secolo il livello globale del mare potrebbe aumentare fino a tre volte rispetto allo scorso secolo, da 19 a 58 centimetri, stime allarmanti in quanto una minaccia per grandi città costiere e anche piccole isole (circa il 40% della popolazione mondiale delle zone costiere sarebbe in grave pericolo). Per fronteggiare questa grande sfida sono necessarie ricerche multidisciplinari sui cambiamenti climatici e sull’innalzamento del livello del mare, per disegnare un quadro ben preciso sui rischi che questo grande cambiamento arrecherà alla società futura. Ciò che ci aspettiamo, come esseri umani, è una risposta chiara, supportata da riscontri scientifici innegabili e persuasivi, affinché dai dati e dalle teorie si passi alla realizzazione di un piano di azione mondiale e condiviso per far fronte all’emergenza climatica, di cui non possiamo e non dobbiamo essere semplici spettatori.

(photo n. 2 courtesy ESA)

Nicòl De Giosa

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