L’Anima e la Legge di Attrazione

Seconda parte

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Nell’articolo della settimana scorsa abbiamo trattato della legge di attrazione e abbiamo compreso che chi attira la realtà, non sono né il pensiero, né la volontà, bensì le credenze emozionali profonde del Sé istintivo, la nostra coscienza emozionale. Non solo, abbiamo anche compreso che quando la volontà e l’emozione sono in conflitto, chi vince è sempre l’emozione. Quest’ultima, rispetto ad un certo obiettivo può essere positiva, neutra o negativa e, nell’ultimo caso, non riusciremo mai a realizzare il nostro obiettivo fino a che non avremo guarito le ferite emozionali del Sé istintivo che boicottano ciò che desideriamo. Infine, abbiamo terminato l’articolo dicendo che chi determina le credenze e le emozioni del Sé istintivo è l’Anima.

Quello che ci dicono tutte le religioni è che l’Anima si incarna per sperimentare, per apprendere delle lezioni o, in atri termini, per sciogliere il proprio karma. Come fa l’Anima a farci andare incontro alle lezioni che dobbiamo ancora apprendere? Fa sì che fin dal nostro concepimento viviamo delle esperienze più o meno dolorose, più o meno traumatiche, che formano nel Sé istintivo quelle credenze limitanti, quei comportamenti reattivi e quelle emozioni distruttive che ci impediscono di realizzare i nostri sogni e di vivere la vita che vorremmo.

E’ in questo modo che il Sé istintivo attira nella nostra vita le esperienze che ci mettono di fronte alle lezioni che ancora dobbiamo apprendere. In questi termini l’Anima, o come è chiamata in alcune scuole di psicologia, il Superconscio, “utilizza” il Sé istintivo per farci vivere le lezioni che ancora dobbiamo imparare.

Ora, come si rapporta questo discorso sulle lezioni che dobbiamo ancora apprendere, con quanto abbiamo letto nel precedente articolo, rispetto alle emozioni (positive, neutre o negative) che possono supportare o meno un certo obiettivo? Stiamo parlando delle emozioni legate agli obiettivi più importanti della nostra vita, quegli obiettivi da cui dipende la nostra felicità ed il nostro benessere, quali la sfera affettiva, o l’autostima e così via.

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La scala di valori che assume l’emozione rispetto ad un certo obiettivo ci dice a che punto siamo del nostro apprendimento. Se il valore dell’emozione è totalmente negativo, ad esempio, paura totale di entrare in un nuovo rapporto affettivo, significa che non abbiamo ancora iniziato a studiare quella materia. Se, invece, l’emozione non è così negativa, nel senso che sì, ci sembra difficile, magari ne abbiamo un po’ paura, ma non siamo totalmente bloccati, in quel caso significa che siamo sulla strada giusta, significa che ci siamo già presi l’impegno di imparare la nostra lezione, che abbiamo già fatto dei compiti. In quel caso, la trasformazione dell’emozione in positivo sarà abbastanza facile, stiamo procedendo correttamente ed il Superconscio (o Anima) ci viene in aiuto e sarà relativamente agevole raggiungere quell’obiettivo.

Veniamo alla pratica. Se l’emozione rispetto ad un certo obiettivo è neutra, o leggermente negativa, c’è una tecnica potentissima per realizzare ciò che desideriamo. La tecnica di cui stiamo parlando è l’Immaginazione Creativa. L’Immaginazione Creativa si basa su un concetto molto semplice: per il Sé istintivo non esiste differenza tra un’azione reale ed un’azione immaginata. Se per il Sé istintivo un’esperienza reale e un’esperienza immaginata sono la stessa cosa, è sufficiente fargli vivere delle esperienze immaginate, cariche di emozione, perché lui le prenda per vere e si formi quindi delle forti credenze positive rispetto a quell’esperienza. Potete trovare la descrizione dettagliata della tecnica nel mio libro “L’Inconscio per Amico”.

Imparate l’Immaginazione Creativa e applicatela spesso, ve la consiglio caldamente, per tre motivi. Primo perché vi aiuta a creare ciò che desiderate, anche solo un parcheggio per l’auto davanti a casa; secondo, perché così vi allenate ad utilizzarla e diventando più abili, col tempo potreste anche farla a occhi aperti e in pochi secondi, ad esempio per affrontare situazioni che vi mettono un poco in agitazione; terzo, perché è un processo di consapevolezza. Mentre fate l’Immaginazione Creativa siete svegli, siete centrati nell’Io, avete il controllo della vostra vita, anziché lasciarla alle vostre menti inconsce. Se non siamo svegli, l’Immaginazione Creativa funziona ugualmente, ma viene usata dal Sé istintivo per creare quotidianamente la nostra realtà senza che l’Io ne sia consapevole (legge dell’attrazione). Ad esempio, quando pensiamo di attivarci per un obiettivo a cui teniamo molto ma che non siamo mai riusciti a raggiungere, subito ci vengono in mente immagini ed emozioni negative, senza volerlo ci vengono alla mente i fallimenti passati e tutti i possibili modi in cui potrebbe finire ancora male. Bene, quelle immagini con quelle emozioni, altro non sono che Immaginazione Creativa, non voluta da noi, ma prodotta dal Sé istintivo quando gli rammentate la cosa che lui ritiene impossibile da realizzare.

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Se la lezione che l’Anima ci chiede di imparare è già quasi appresa, basta l’Immaginazione Creativa, o qualsiasi semplice tecnica, per portare la credenza da neutra a positiva e così raggiungere l’obiettivo. Se però alla credenza è associata un’emozione fortemente negativa, ecco che né l’Immaginazione, né le altre tecniche, funzioneranno. Perché? Perché l’Anima vi chiede altro. Quando non siete svegli, al Sé mentale interessa solo raggiungere l’obiettivo che gli preme. Ma all’Anima, non importa nulla di quell’obiettivo. Quello è soltanto un gioco per lei, un mezzo per farvi comprendere la lezione da imparare. All’Anima interessa solo che abbiate il coraggio di affrontare le vostre lezioni e solo allora vi permetterà, attraverso il Sé istintivo, di raggiungere l’obiettivo desiderato.

Se il valore dell’emozione legata ad un certo obiettivo è fortemente negativa, significa che abbiamo qualcosa da imparare, significa che dentro di noi ci sono ferite profonde, significa che ci sono emozioni fortemente negative che chiedono di essere guarite e trasformate in amore.

Non basta più l’Immaginazione Creativa, occorre un processo di consapevolezza. Occorre che l’Io si svegli e si assuma il compito di diventare maestro delle proprie coscienze inferiori (il Sé istintivo ed il Sé mentale) per integrarle e farle evolvere, così che diventino vere alleate e comincino a remare nella stessa nostra direzione.

Tra pochi giorni sarà Natale. A livello esoterico il Natale corrisponde alla nascita della coscienza cristica nell’essere umano, che senza tale coscienza altro non è che un mammifero, altamente evoluto e dotato di una razionalità molto sviluppata (il Sé mentale), ma pur sempre un semplice mammifero. Il simbolo del Natale, l’albero illuminato, rappresenta l’essere umano nel quale tutti i centri energetici (i chakra) sono attivati e brillano dei colori dell’arcobaleno.

La coscienza cristica è manifestata nell’Io che, come un bambino appena nato, all’inizio non è consapevole della propria identità animica. La vita (o come affermano altre religioni, le vite) rappresenta la scuola attraverso la quale, lezione dopo lezione, l’Io prende coscienza della propria identità di Anima incarnata, fino al suo completo risveglio.

Il modo migliore di festeggiare il 25 dicembre è allora quello di riconoscere Ciò che siamo e di darci l’intento di vivificare in noi l’albero di Natale attraverso un processo di auto conoscenza, di guarigione e amore verso noi stessi. Solo allora potremo padroneggiare totalmente la legge di attrazione e divenire i co autori della nostra vita.

Antonio Origgi

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