L’ATTENTATO DI NIZZA E IL PARADOSSO DELLA TOLLERANZA

L’UE sostiene il dialogo

16040271711604004316copertin.jpg

L’indicibile attacco di ieri alla cattedrale di Nizza, che ha presentato un bilancio di due morti per sgozzamento e decapitazione, oltre a un ferito grave, è l’emblema dell’ennesimo attacco al sistema democratico occidentale, di cui la Francia è culla di quei principi libertari in esso contenuti. L’autore dell’attentato di matrice jhiiadista è ancora una volta giovanissimo; Brahim Aossaoui è un ragazzo di 21 anni di origine magrebina, sbarcato a settembre a Lampedusae arrivato a Bari il 9 ottobre, dopo aver trascorso il previsto periodo di quarantena sull’isola. Una volta ricevuto il foglio di via dalle autorità italiane, il ragazzo sarebbe scampato ai controlli, riuscendo a raggiungere clandestinamente la Francia, senza figurare tra i sospettati di collusione con organizzazioni terroristiche, né essendo schedato dalle associazioni che si occupano di migranti, né tantomeno avendo presentato alcuna richiesta di asilo. “La Francia è sotto attacco" ha detto Emmanuel Macron, “noi non rinunceremo ai nostri valori, in particolare alla libertà di credere e di non credere”, ha dichiarato il presidente francese condannando l’attacco terroristico islamista e invitando il paese alla coesione e a non cedere ad uno “spirito divisivo”.

cms_19738/foto_1.jpg

Al perseguimento dell’unione e del dialogo si appellano anche i leader dei paesi membri dell’UE, in una congiunta dei 27 in riferimento all’attacco di Nizza. “Siamo uniti e fermi nella nostra solidarietà con la Francia, il popolo francese e il governo nella nostra lotta comune e continua contro il terrorismo e l’estremismo violento”, si legge dalla nota. “Chiediamo ai leader mondiali di lavorare per il dialogo e la comprensione tra comunità e religioni piuttosto che per la divisione”, conclude. La situazione critica che da un mese a questa parte ha visto la Francia bersaglio di 3 attacchi di matrice terroristica, il primo a inizio settembre in prossimità della vecchia sede di Charlie Hebdo, succeduto dall’omicidio del professor Samuel Paty presso una scuola media nelle banlieues parigine, e ora Nizza, designa un quadro molto preoccupante di non ingerenza del medio oriente più integralista nei confronti dell’utilizzo della satira come strumento di libera manifestazione del pensiero. L’attentato si presenta anche all’indomani della presa di posizione di Teheran e Istanbul nei confronti del governo di Macron, per gli attriti scaturiti dai provvedimenti assunti dall’esecutivo francese in contrasto alla militanza islamista, mirati all’obiettivo di promuovere la diffusione di un Islam “compatibile con i valori della Repubblica”. È infatti l’esigenza per un difficile compromesso quella che ci si presenta davanti, ma pur sempre necessario per evitare di inciampare nel cosiddetto paradosso della tolleranza di Popper.

Federica Scippa

Tags:

Lascia un commento



Autorizzo il trattamento dei miei dati come indicato nell'informativa privacy.
NB: I commenti vengono approvati dalla redazione e in seguito pubblicati sul giornale, la tua email non verrà pubblicata.

International Web Post

Direttore responsabile: Attilio miani
Condirettore: Federica Marocchino
Condirettore: Antonina Giordano
Editore: Azzurro Image & Communication Srls - P.iva: 07470520722

Testata registrata presso il Tribunale di Bari al Nrº 17 del Registro della Stampa in data 30 Settembre 2013

Email: redazione@internationalwebpost.org

Collabora con noi

Scrivi alla redazione per unirti ad un team internazionale di persone dinamiche ed appassionate!

Le collaborazioni con l’International Web Post sono a titolo gratuito, salvo articoli, contributi e studi commissionati dal Direttore responsabile sulla base di apposito incarico scritto secondo modalità e termini stabiliti dallo stesso.


Seguici sui social

Newsletter

Lascia la tua email per essere sempre aggiornato sui nostri contenuti!

Iscriviti al canale Telegram