L’APPELLO DI FRANCESCO A PUTIN E ZELENSKY

Un altro Angelus dedicato al conflitto russo-ucraino

APPELLO_DI_FRANCESCO_A_PUTIN_E_ZELENSKY.jpg

cms_27722/00.jpgL’andamento della guerra in Ucraina è diventato talmente grave, devastante e minaccioso, da suscitare grande preoccupazione. Per questo oggi vorrei dedicarvi l’intera riflessione prima dell’Angelus. Infatti, questa terribile e inconcepibile ferita dell’umanità, anziché rimarginarsi, continua a sanguinare sempre di più, rischiando di allargarsi”.

Nessun commento al Vangelo del giorno per l’Angelus: il pontefice ritiene più urgente rinnovare l’appello di fermare le armi. Il conflitto in Ucraina non è più circoscritto a livello locale, bensì rischia di diventare una minaccia per il mondo intero. Francesco quindi non si ferma e sfrutta il suo ruolo di capo di stato per cercare la via della mediazione. Come ben sappiamo, i suoi appelli al momento non sono stati accolti con la giusta attenzione e questo suscita ansia nel Santo Padre, che non si rassegna a vedere tanto sangue versato. Disperazione, sgomento e rabbia sono i sentimenti dominanti in questo delicato momento. La Chiesa intende dare una risposta concreta a questo massacro ma al momento non riesce ad entrare nella partita delle trattative di pace.

cms_27722/Foto_1.jpg

Putin fermi la guerra, ma Zelensky sia aperto a serie proposte di pace” esorta Francesco.Più facile a dirsi che a farsi, certo, ma ripeterlo può aiutare a far convergere posizioni diametralmente opposte. Le dichiarazioni continuano sullo stesso filo conduttore delle precedenti, con Bergoglio pronto a tutto: “È angosciante che il mondo stia imparando la geografia dell’Ucraina attraverso nomi come Bucha, Irpin, Mariupol, Izium, Zaporizhzhia e altre località, che sono diventate luoghi di sofferenze e paure indescrivibili. E che dire del fatto che l’umanità si trova nuovamente davanti alla minaccia atomica? È assurdo.”

Obiettivamente tutto questo è surreale, perché da quello che emerge a nessun capo di stato interessa realmente la pace. Ad oggi le uniche parole che riecheggiano sono quelle inerenti ad una possibile vittoria. Per questo, la Chiesa preme sulla via diplomatica affinché si rispetti il significato e l’importanza di ciascuna vita umana. L’appello di Bergoglio in chiusura di Angelus è toccante: “In nome di Dio e in nome del senso di umanità che alberga in ogni cuore, rinnovo il mio appello affinché si giunga subito al cessate-il-fuoco. Tacciano le armi e si cerchino le condizioni per avviare negoziati capaci di condurre a soluzioni non imposte con la forza, ma concordate, giuste, stabili. E tali saranno se fondate sul rispetto del sacrosanto valore della vita umana, nonché della sovranità e dell’integrità territoriale di ogni Paese, come pure dei diritti delle minoranze e delle legittime preoccupazioni”. Tutto è ancora possibile, ma il cambiamento deve partire dall’atteggiamento di chi governa. Solo con il dialogo si può ritrovare la pace.

Giuseppe Capano

Tags:

Lascia un commento



Autorizzo il trattamento dei miei dati come indicato nell'informativa privacy.
NB: I commenti vengono approvati dalla redazione e in seguito pubblicati sul giornale, la tua email non verrà pubblicata.

International Web Post

Direttore responsabile: Attilio miani
Condirettore: Federica Marocchino
Condirettore: Antonina Giordano
Editore: Azzurro Image & Communication Srls - P.iva: 07470520722

Testata registrata presso il Tribunale di Bari al Nrº 17 del Registro della Stampa in data 30 Settembre 2013

info@internationalwebpost.org
Privacy Policy

Collabora con noi

Scrivi alla redazione per unirti ad un team internazionale di persone dinamiche ed appassionate!

Le collaborazioni con l’International Web Post sono a titolo gratuito, salvo articoli, contributi e studi commissionati dal Direttore responsabile sulla base di apposito incarico scritto secondo modalità e termini stabiliti dallo stesso.


Seguici sui social

Newsletter

Lascia la tua email per essere sempre aggiornato sui nostri contenuti!

Iscriviti al canale Telegram