L’ALTRA META’ DEL CIELO. DONNE E DIRITTI

Esponenti della politica, della cultura e del giornalismo oggi con Maria Laura Annibali

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cms_21940/1.jpgNel 2012 l’UNAR (Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali a difesa delle differenze - Presidenza del Consiglio dei Ministri/Dipartimento per le Pari Opportunità), nell’ambito dell’iniziativa promossa dal Presidente Marco De Giorgi “Io dico no alla violenza e alla discriminazione”, ha inserito le opere di Maria Laura Annibali (L’Altra metà del cielo. Donne Edizioni Croce) tra quelle da ritenersi come strumento fondamentale per la lotta alle discriminazioni di genere, consigliandone la lettura e la visione.

Oggi, alle 18.00 sulla pagina Facebook Fiumicino legalità e diritti, in collaborazione con le associazioni Quote Merito e Humanae Vitae, presenta il libro di Maria Laura Annibali "L’altra metà del cielo. Donne" sull’omotransfobia. Modera l’incontro la giornalista Sarah Panetta. Intervengono la senatrice Monica Cirinnà, la delegata del sindaco alla Legalità Arcangela Galluzzo e il delegato ai Diritti Davide Farruggio, il regista Filippo Soldi, l’archeologa Sandra Mazza. Per partecipare alla riunione:

Zoom https://us02web.zoom.us/j/89598989438?pwd=eXphMldEdE1tK0JYblE5ZWdkQTNsQT09 - ID riunione: 895 9898 9438 Passcode: 12345.

Nell’impegno contro ogni forma di discriminazione e violenza, nell’affermazione della legalità e dell’uguaglianza con Maria Laura Annibali ci sono anch’io. (Antonella Giordano)

Le unioni civili

Il 20 Maggio del 2016 è entrata in vigore in Italia la legge sulle Unioni Civili anche conosciuta come legge Cirinnà, un passo storico che dopo molti anni allinea l’Italia ad altri Paesi dell’Unione Europea primo fra i quali la Danimarca che nel 1989 ha consentito alle coppie omosessuali di avere diritti simili a quelli del matrimonio.

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La legge delle Unioni Civili equipara il trattamento degli aspetti patrimoniali nelle coppie omosessuali a quello delle coppie eterosessuali ma l’aspetto più controverso della legge riguarda l’obbligo di fedeltà, presente nell’istituzione matrimoniale ma non nelle Unioni Civili. Oltre a rimarcare il pregiudizio sociale degli omosessuali visti come più infedeli rispetto alle coppie eterosessuali, sembra sottolineare ulteriormente la differenza tra un’unione civile e un matrimonio. Sicuramente questa legge costituisce un passo avanti rispetto alla condizione passata e dal punto di vista psicologico può avere un impatto positivo sulla vita delle coppie gay e lesbiche.

Infatti molteplici sono gli studi che hanno dimostrato che il matrimonio è un fattore di protezione per la salute della coppia promuovendone il benessere. Ma uno dei criteri per definire una coppia dovrebbe essere il legame emotivo tra i membri piuttosto che le caratteristiche fisiche. Uno dei luoghi comuni più diffusi sulle coppie omosessuali è che le relazioni siano superficiali o insoddisfacenti, ma non c’è niente di più sbagliato. In realtà, a dimostrazione dell’infondatezza di questi pregiudizi, diversi studi hanno rilevato che le coppie composte da gay o lesbiche hanno le medesime caratteristiche delle coppie eterosessuali in termini di stabilità e durata (Peplau e Fingerhut, 2007).

A differenza delle coppie eterosessuali in quelle omosessuali è stata riscontrata una divisione più paritaria dei compiti domestici (Barbagli e Colombo, 2007), una maggiore tendenza all’equità e alla parità tra i partner e dinamiche di coppia più funzionali e soddisfacenti. Infatti, contrariamente allo stereotipo che ritiene che nelle coppie lesbiche ci sia la tendenza ad assumere i ruoli tradizionali, una il ruolo di marito e l’altra quello di moglie, in realtà sia la sfera relazionale che la quotidianità e la divisione dei compiti risultano equamente divise tra le partner. Molto spesso la scelta risulta più flessibile e derivante dalle preferenze o dalle capacità individuali piuttosto che dal rispetto degli schemi tradizionali. La legge sulle Unioni Civili sicuramente può essere considerata un buon punto di partenza per migliorare la qualità e l’organizzazione della vita delle coppie gay e lesbiche, tuttavia le unioni civili possono essere considerate alla pari di un matrimonio eterosessuale? Un traguardo vantaggioso per i gay e le lesbiche? Un matrimonio egualitario? Oppure non fanno altro che ricalcare le differenze e aumentare il divario?

Conclusioni

cms_21940/3.jpgA cinque anni dalla legge per le Unioni Civili con oltre 11 mila coppie unite in “matrimonio” sono stati fatti alcuni passi avanti per cercare di procedere con una liberalizzazione di ogni orientamento sessuale e ogni forma di amore ma sembra che la strada da percorrere sia ancora lunga. Se volessimo fare un paragone con gli altri Paesi europei non sarebbe possibile descrivere l’Italia come un Paese evoluto verso l’accettazione e l’integrazione di qualsiasi tipo di orientamento sessuale. Infatti, facendo un’analisi della situazione europea, l’Italia si colloca nel mezzo, tra i Paesi progressisti come il Nord Europa e la Spagna e quelli, invece, meno aperti come i Paesi dell’Est Europa. Ad esempio, in Spagna è stata istituita una legge per tutelare i bambini transessuali consentendo loro di accedere alle terapie psicologiche e ormonali ma anche di scegliere gli abiti da indossare in base all’identità sessuale e non al genere biologico. Viene anche richiesto di rispettare l’identità di genere negli spogliatoi, nelle palestre, nei centri sportivi consentendo, ad esempio, a una bambina che si sente maschio di indossare la divisa scolastica prevista per i maschi e di accedere ai loro spogliatoi. Da un’analisi superficiale sicuramente i cambiamenti sono innegabili; ripercorrendo le tappe della storia italiana infatti non è più presente quel clima di repressione e rifiuto che caratterizzava il secolo scorso ma, andando più in profondità, sembra che in realtà gli stereotipi, le discriminazioni e i pregiudizi siano ancora piuttosto forti e la completa integrazione abbastanza lontana.

Maria Laura Annibali

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