L’ACCOGLIENZA DI CRISTO RE

L’Angelus di Bergoglio dopo la visita ad Asti

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“Da queste terre mio padre è partito per emigrare in Argentina; e in queste terre, rese preziose da buoni prodotti del suolo e soprattutto dalla genuina laboriosità della gente, sono venuto a ritrovare il sapore delle radici. Ma oggi è ancora una volta il Vangelo a riportarci alle radici della fede. Esse si trovano nell’arido terreno del Calvario, dove il seme di Gesù, morendo, ha fatto germogliare la speranza”.

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La visita di Bergoglio nella terra d’origine dei suoi avi, Asti, non è concepita solo come un evento puramente formale, bensì come una chiamata alla preghiera universale.

Inutile negarlo: la Chiesa sta attraversando uno dei momenti più delicati della sua storia. Le numerose guerre e le scarse risposte dal mondo vocazionale inducono il Pontefice ad una accorata riflessione.

Nella festività del Cristo Re, l’omelia del giorno è incentrata sulla bontà di Dio verso i suoi figli. In apertura, non manca il riferimento alle recenti vocazioni: non a caso, durante la celebrazione è stato ordinato un giovane accolito. Il Papa confida in un cambio generazionale, affinché i neo preti possano dare nuovo slancio al messaggio evangelico.

Dio non teme i potenti, anzi; con grande tenacia e giustizia rivoluziona il mondo, come ci ricorda Francesco: “Il Dio che rovescia i potenti dai troni (Lc 1,52) opera come servo messo in croce dai potenti; ornato solo di chiodi e di spine, spogliato di tutto ma ricco di amore, dal trono della croce non ammaestra più le folle con la parola, non alza più la mano per insegnare. Fa di più: non punta il dito contro nessuno, ma apre le braccia a tutti. Così si manifesta il nostro Re: a braccia aperte”.

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Ovviamente la grandezza di Dio non si manifesta nella sua forza, ma nella sua profonda umiltà. Gesù, il figlio di Dio, ha scelto di farsi carne, vivendo la nostra condizione. Anche Lui ha sofferto come ogni essere umano, pagando in prima persona un prezzo altissimo. Alla luce di questo, Bergoglio esalta ancora una volta durante l’omelia la magnificenza di Dio: “Si è fatto servo perché ciascuno di noi si senta figlio; si è lasciato insultare e deridere, perché in ogni umiliazione nessuno di noi sia più solo; si è lasciato spogliare, perché nessuno si senta spogliato della propria dignità; è salito sulla croce, perché in ogni crocifisso della storia vi sia la presenza di Dio”. Il punto di forza di ogni cristiano, dunque, deve essere Cristo, senza cedere mai alle logiche mondane.

Giuseppe Capano

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