L’importanza della riabilitazione dei detenuti

Gli interventi della fondazione “Con il Sud”

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E’ bene considerare il problema del sovraffollamento delle carceri come qualcosa che deve essere gestito da politiche idonee per l’integrazione degli svantaggiati, dei soggetti detenuti ed ex detenuti. Ciò è quanto emerge da quel che è accaduto in Brasile a proposito della rivolta carceraria nella prigione di Altamira, nello stato del nord del Parà, quando era in corso una rivolta fra due gang per cui alcuni detenuti, circa 16, sono morti a causa di un incendio ed altri sono stati decapitati.

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In Europa, per esempio, è in atto un vero e proprio inserimento di tali individui attraverso dei percorsi creati appositamente per ognuno di essi. Sono essenzialmente cooperative sociali quelle che si occupano di gestire l’amministrazione penitenziaria. In Italia è nata, a tal proposito, una fondazione denominata “Con il Sud”, con l’obiettivo di reinserire nella società delle regioni del sud Italia quelle persone che si trovano in un regime di detenzione ordinario o alternativo alla detenzione.

Il problema del sovraffollamento in realtà costituisce una delle ragioni per cui in Europa ed in altri Paesi extraeuropei è ritenuto fondamentale il discorso di un percorso rieducativo per i detenuti. Si parla infatti di approccio non punitivo, ma di percorsi per l’integrazione socio-lavorativa con riferimento alla sopracitata fondazione. Il cammino di progettazione di un percorso che possa costituire un’occasione di risocializzazione per l’inserimento dei detenuti nel processo produttivo del lavoro è finalizzato inoltre al proprio lecito sostegno economico.

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Il lavoro costituirebbe dunque un aspetto non marginale nella piena riabilitazione del detenuto, perché rappresenta un necessario coinvolgimento nella riformulazione del sé in “un’ottica della legalità”, il tutto supportato da un punto di regia e di coordinamento degli interventi messi in atto da operatori penitenziari, familiari, avvocati, e sorveglianza.

Il Fondo sociale europeo mette a disposizione delle Regioni i servizi per il lavoro, i servizi sociali, gli enti di formazione professionale accreditati ed associazioni di volontariato.

Dalle statistiche è emerso che sono stati stanziati, dal 2016 fino ad oggi, 5,2 milioni di risorse di cui 4,4 milioni di euro per l’inclusione dei detenuti adulti ed 820 mila euro per l’inclusione di minori e di giovani.

La formazione di coloro che hanno vissuto un’esperienza detentiva è necessaria affinché questa gente sia accompagnata verso una reale integrazione nella società fondata sul lavoro.

Ester Lucchese

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