L’economia del coronavirus in Italia (27^ analisi)

Il tasso di crescita dell’epidemia è al 2,29 %. Raddoppia ogni 30 giorni circa

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I dati relativi alla diffusione del Coronavirus sono rappresentati di seguito con una analisi di quelle che sono anche le caratteristiche economico-finanziarie del fenomeno. I numeri relativi ai casi, ai morti ed ai guariti sono certi in quanto derivano dalle rilevazioni che vengono predisposte dalla Protezione Civile. I dati relativi alla dimensione economico-finanziaria del fenomeno sono calcolati come delle stime sulla base di quello che è il valore della vita umana, ovvero lo Human Life Cost-HLC[1]. In modo particolare il valore della vita umana, anche indicato come Life Value varia in base ad un insieme di variabili, ed in senso ampio, per quanto riguarda il mondo occidentale a reddito medio-alto, è stato stimato in un range che va dai 4 milioni di dollari in Nuova Zelanda, fino ai 9 milioni di dollari in USA. Sulla base anche delle indicazioni relative all’attribuzione di valore della vita umana che sono contenute nel libro di Felix Martin intitolato “Denaro” [2], il valore della vita umana in Italia è stato approssimato a circa 5.000.000,00 di euro. Pertanto, ciascun individuo che è risultato portatore della patologia viene ad essere potenzialmente liquidato con un ammontare di 5.000.000,00 di euro. Chiaramente il valore è una misura del danno che si manifesta in caso di eventi gravi ed altamente imprevedibili, come sono appunto le crisi e le pandemie.

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Figura 1. L’economia del coronavirus dati sanitari.

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Figura 2. L’economia del coronavirus. Dati economici.

Data 07/04/2020. Il risultato è tale da manifestare che in data 07/04/2020 è stato perso un valore cumulato pari a 936,4 miliardi di euro, ovvero pari al 52,36% del PIL, equivalente ad un valore pro-capite di 15.503,64 euro. Complessivamente, il valore che è stato perduto corrisponde ad un detrimento reddito per circa 31.625.127 italiani. Il tasso di crescita del coronavirus è diminuito nelle ultime 24 ore. Esso è infatti passato dal 2,79% del 06/04/2020 al 2,29% del 07/04/2020, con una crescita da 132.547 unità fino a 135.586 unità. Il numero dei morti è pari a 17.127 unità, il numero dei guariti è pari a 24.362. Il tasso di mortalità è pari al 12,63% mentre il tasso di guarigione è del 17,97%.

Predizione in data 07/04/2020. La crescita ha subito una riduzione. Ai tassi seguenti si verifica un raddoppio ogni 30 giorni circa. Il tasso di crescita è notevolmente diminuito: questo significa che le misure assunte dal governo stanno producendo i risultati attesi. Il tasso di crescita dei contagi è sceso per la prima volta sotto il 3%. Chiaramente poiché la base ha superato le 130.000 unità si creano comunque un numero di casi molto ampi. In ogni caso la riduzione dei tassi di contagi è certamente un elemento positivo nell’interno del contesto dell’analisi del fenomeno sotto il punto di vista metrico. Il rischio è che il tasso ad un certo punto si fermi, ed invece di continuare a crescere, si blocchi intorno ad un valore anche basso, che però con le basi che sono indicate può significare avere un numero di casi comunque notevolmente elevato.

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La previsione a medio-lungo periodo. Occorre considerare che il tasso medio di crescita del coronavirus è diminuito sostanzialmente nel periodo tra la settimana tra il 25/02/2020 dove il tasso era pari al 33,4% e l’ultima settimana tra il 30/03/2020 ed il 04/04/2020 dove il tasso è stato pari al 4,12%. Chiaramente occorre considerare che anche se i tassi diminuiscono in realtà vengono ad essere calcolati su montanti sempre più significativi e quindi anche un aumento di una percentuale bassa su una base di centinaia di migliaia di unità dà un risultato in valore assoluto significativo.

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Dati Regionali. Di seguito vengono ad essere riportati i dati relativi alle regioni italiani. Il dato viene riportato in quanto la situazione italiana presenta una elevatissima polarizzazione e centralizzazione nell’interno della regione Lombardia, Emilia Romagna, Veneto e Piemonte. E pertanto l’analisi nazionale risulta essere parziale e manca di rappresentare la complessità del fenomeno che riguarda le regioni e che in modo particolare aggrava la situazione di talune aree geografiche e di alcune popolazioni locali rispetto al dato nazionale.

Ricoverati con sintomi. Nella classifica delle regioni per numero di ricoverati con sintomi al primo posto vi è la Lombardia con un ammontare pari a 11.833 unità, ovvero pari ad un ammontare del 41,20% seguita dall’Emilia Romagna con un valore pari a 3.750 unità pari al 13,06% e al terzo posto vi è il Piemonte con un valore dei ricoverati con sintomi pari a 3.553 unità pari al 12,37%. Le prime tre regioni pertanto totalizzano un ammontare pari al 66,63% del totale dei ricoverati con sintomi. Agli ultimi posti della classifica si posizionano Valle d’Aosta con un numero di ricoverati con sintomi pari a 118 pari allo 0,41% del valore nazionale, seguiti dalla Basilicata con un valore pari a 47 unità ovvero pari allo 0,16% e il Molise con un ammontare pari a 35 unità ovvero pari ad un valore di 0,12%.

Terapia intensiva. Nella classifica delle regioni italiani per valore della terapia intensiva la Lombardia è al primo posto con un ammontare pari a 1.305 unità ovvero pari ad un valore del 34,4%, seguita dal Piemonte con un numero di persone paria 432 unità pari all’11,39% e dall’Emilia Romagna con un valore pari a 366 unità pari al 9,65% del dato nazionale. Le prime 3 regioni della classifica totalizzano il 55,45% del valore nazionale delle persone in terapia intensiva. Agli ultimi posti vi sono Valle d’Aosta con un valore pari a 17 unità pari allo 0,45% del dato nazionale,, Calabria con un ammontare pari a 14 unità pari allo 0,37% e Molise con un valore pari a 5 unità equivalente allo 0,13%.

Totale ospedalizzati. Nella classifica per totale degli ospedalizzati al primo posto vi è la Lombardia con un numero pari a 13.138 unità pari al 40,41% del valore nazionale, seguita dall’Emilia Romagna con un valore pari al 4.116 unità pari al 12,66% del valore nazionale e dal Piemonte con un ammontare pari a 3.895 unità pari all’12,26% del valore nazionale. In totale le prime tre regioni totalizzano il 65,33% del valore totale degli ospedalizzati.

Agli ultimi posti vi sono Valle D’Aosta con un numero di ospedalizzati pari a 135 ovvero pari allo 0,42% del dato nazionale, la Basilicata con un numero del totale degli ospedalizzati pari a 64 ovvero pari allo 0,20% del dato nazionale ed il Molise con un ammontare pari a 40 unità pari allo 0,12%.

Isolamento domiciliare. La Lombardia è al primo posto per numero delle persone in isolamento domiciliare con un valore pari a 15.205 unità ovvero pari al 24,70% del dato nazionale, seguita dall’Emilia Romagna con un valore pari a 8.932 unità pari al 14,51% del dato nazionale e dal Veneto con un valore pari a 8.089 unità pari al 13,141% del valore nazionale. Complessivamente le prime tre regioni totalizzano un valore pari a 52,30% del valore complessivo del totale delle persone in isolamento. Agli ultimi tre posti si trovano Valle D’Aosta, Basilicata e Molise con un valore delle persone in isolamento domiciliare pari rispettivamente a 458 unità pari allo 0,74%, 201 unità pari a 0,33% e 145 unità pari a 0,24%.

Totale positivi. La classifica per numero dei totali positivi vede al primo posto la Lombardia con un valore pari a 28.343 unità ovvero pari al 30,13% del dato nazionale, seguita dall’Emilia Romagna con un valore pari a 13.048 unità pari al 13,87% e dal Piemonte con un valore pari a 10.704 pari a 11,38%. Le prime tre regioni totalizzano il 55,38% del valore complessivo dei totali positivi. Agli ultimi posti vi sono Valle D’Aosta con un numero pari a 593 unità pari allo 0,63% del valore nazionale, Basilicata con un ammontare pari a 265 unità equivalente allo 0,28% e il Molise con un ammontare pari a 185 unità pari allo 0,20%.

Dimessi guariti. Nella classifica del numero dei dimessi guariti la Lombardia è al primo posto vi è la Lombardia con un ammontare pari a 14.498 unità pari al 59,44%, seguita dall’Emilia Romagna con 2.597 unità pari al 10,65% e dal Piemonte con un numero paria 1.320 unità pari al 5,41%. Agli ultimi posti della classifica vi sono Calabria con un numero di 40 unità pari a 0,16%, Molise con un numero di 26 unità pari a 0,11% e Basilicata con un valore pari a 12 unità pari allo 0,05%.

Deceduti. Nella classifica dei deceduti la Lombardia è al primo posto con un numero pari a 9.484 unità pari al 55,37% del valore nazionale, seguito dall’Emilia Romagna con un ammontare pari a 2.108 unità pari al 12,73% e dal Piemonte con un valore pari a 1.319 unità pari a 7,70%. Complessivamente le prime tre regioni italiane hanno totalizzato un ammontare pari al 75,8% dei decessi nazionali. Agli ultimi posti vi sono l’Umbria con un numero di casi pari rispettivamente a 49 unità pari allo 0,29%, a 14 unità pari allo 0,08% la Basilicata e il Molise con 13 unità pari a 0,08%.

Totale Casi. Nella classifica del numero totale dei casi la Lombardia è al primo posto con un ammontare pari a 52.325 unità ovvero pari ad un valore del 38,59% seguita dall’Emilia Romagna con un ammontare pari a 17.825 unità pari al 13,15% del valore nazionale e seguita dal Piemonte con un ammontare pari a 13.343 unità pari al 9,84% del valore nazionale. Complessivamente le prime tre regioni hanno totalizzato un valore pari al 61,58% dei casi nazionali. Agli ultimi posti vi sono Valle D’Aosta con un ammontare pari a 833 unità pari ad un valore di 0,61%, la Basilicata con un ammontare pari a 291 unità pari a 0,21% e il Molise con un ammontare pari a 224 unità pari a 0,17%.

Tamponi. Nella classifica dei tamponi la Lombardia è al primo posto con un ammontare pari a 159.331unità pari a 21,10%, seguita dal Veneto con un ammontare pari a 153.542 unità ovvero pari a 20,3% e dall’Emilia Romagna con un ammontare pari a 75.191 unità pari a 10%. Complessivamente le prime tre regioni totalizzano un valore pari a circa il 51,4% dei tamponi realizzati su base nazionale. Agli ultimi posti vi sono Basilicata, Valle D’Aosta e Molise con un numero di tamponi realizzati rispettivamente pari a 3.160 unità ovvero pari a 0,42% del livello nazionale, 2.754 unità pari allo 0,36% e 1.581 unità pari a 0,21%.

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La situazione internazionale. La situazione internazionale è molto grave. In modo particolare il numero dei contagi a livello globale è cresciuto significativamente negli ultimi giorni fino ad arrivare a 1.410-095 di casi con un numero di decessi pari a 81.010 unità ed un numero di guariti pari a 300.739 unità. Al primo posto della classifica gli Usa hanno rimpiazzato la Cina con un numero di contagiati pari a 386.104 seguita dalla Spagna al secondo posto con 140.511 unità e dall’Italia con un valore pari a 135.586 unità. Chiudono la Top Ten UK, con un valore pari a 55.242 unità, Turchia con un valore pari a 34.109 unità e Svizzera con un ammontare pari a 22.253 unità.

Decessi. Tuttavia, l’Italia guida la classifica per i decessi con un numero di persone decedute pari a 17.127 unità seguita dalla Spagna con un numero di decessi pari a 13.897 unità e dagli USA con un numero di decessi pari a 12.242 unità. Chiudono la classifica Olanda, Belgio e Germania con un numero di decessi pari rispettivamente a 2.101, 2.035 e 1.941 unità.

Guariti. Il numero dei guariti è molto alto in Cina con un numero complessivo pari a circa 77.167 unità, seguito dalla Spagna con un numero pari 43.208 unità e dalla Germania con un numero pari a 36.081 unità. Chiudono la classifica Svizzera, Korea del Sud e Belgio con un numero di guariti pari a rispettivamente a 8.704, 6.694, 4.157.

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Figura 4. Andamento delle prime 10 nazioni al mondo per numero di contagi da Coronavirus. Fonte: Worldometers.

La situazione negli USA. La situazione negli Usa è molto grave. Gli Usa infatti hanno quasi il 30% dei casi mondiali. La maggior parte dei casi sono presenti a New York con un numero pari a 138.836 unità, seguito dal New Jersey con un valore pari a 44.416 unità e dal Michigan con 18.970 unità, al quarto posto vi è la California con un valore pari a 16.413 unità, seguita dalla Lousiana con un valore pari a 16.284 unità. Il numero di decessi negli Usa è pari a 5.489 unità nello stato di New York, circa 1.232 casi nello stato del New Jersey, e 845 nello stato del Michigan.

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Figura 5. La situazione negli USA.Fonte: Worldometers.

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[1] https://www.theglobalist.com/the-cost-of-a-human-life-statistically-speaking/

[2] https://www.amazon.it/Denaro-storia-quello-capitalismo-capito-ebook/dp/B00IEOFYZU

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Pubblicazioni precedenti

L’economia del coronavirus in Italia (1 analisi)

https://www.internationalwebpost.org/contents/L%E2%80%99economia_del_coronavirus_in_Italia_16491.html#.Xmh7QnJKiUk

L’economia del coronavirus in Italia (2 analisi)

https://www.internationalwebpost.org/contents/L%E2%80%99economia_del_coronavirus_in_Italia_(2_analisi)_16505.html#.XmnRvHJKiUk

L’economia del coronavirus in Italia (3 analisi)

https://www.internationalwebpost.org/contents/L%E2%80%99economia_del_coronavirus_in_Italia_(3_analisi)_16522.html

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Angelo Leogrande

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