L’economia del coronavirus in Italia (24^ analisi)

Il tasso di crescita dell’epidemia è al 4,01%. Raddoppia ogni 418 ore circa

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I dati relativi alla diffusione del Coronavirus sono rappresentati di seguito con una analisi di quelle che sono anche le caratteristiche economico-finanziarie del fenomeno. I numeri relativi ai casi, ai morti ed ai guariti sono certi in quanto derivano dalle rilevazioni che vengono predisposte dalla Protezione Civile. I dati relativi alla dimensione economico-finanziaria del fenomeno sono calcolati come delle stime sulla base di quello che è il valore della vita umana, ovvero lo Human Life Cost-HLC[1]. In modo particolare il valore della vita umana, anche indicato come Life Value varia in base ad un insieme di variabili, ed in senso ampio, per quanto riguarda il mondo occidentale a reddito medio-alto, è stato stimato in un range che va dai 4 milioni di dollari in Nuova Zelanda, fino ai 9 milioni di dollari in USA. Sulla base anche delle indicazioni relative all’attribuzione di valore della vita umana che sono contenute nel libro di Felix Martin intitolato “Denaro” [2], il valore della vita umana in Italia è stato approssimato a circa 5.000.000,00 di euro. Pertanto, ciascun individuo che è risultato portatore della patologia viene ad essere potenzialmente liquidato con un ammontare di 5.000.000,00 di euro. Chiaramente il valore è una misura del danno che si manifesta in caso di eventi gravi ed altamente imprevedibili, come sono appunto le crisi e le pandemie.

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Figura 1. L’economia del coronavirus dati sanitari.

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Figura 2. L’economia del coronavirus. Dati economici.

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Data 04/04/2020. Il risultato è tale da manifestare che in data 04/04/2020 è stato perso un valore cumulato pari a 868,3 miliardi di euro, ovvero pari al 48,55% del PIL, equivalente ad un valore pro-capite di 13.375,99 euro. Complessivamente, il valore che è stato perduto corrisponde ad un detrimento reddito per circa 29.324.890 italiani. Il tasso di crescita del coronavirus è aumentato nelle ultime 24 ore. Esso è infatti passato dal 3,98% del 03/04/2020 al 4,01% del 04/04/2020, con una crescita da 119.827 unità fino a 124.632 unità. Il numero dei morti è pari a 14.681 unità, il numero dei guariti è pari a 20.996. Il tasso di mortalità è pari 12,33% mentre il tasso di guarigione è dell’16,85%.

Predizione in data 04/04/2020. La crescita ha subito una riduzione. Ai tassi seguenti si verifica un raddoppio ogni 418 ore circa. Il tasso di crescita è notevolmente diminuito: questo significa che le misure assunte dal governo stanno producendo i risultati attesi. Tuttavia, per avere una certezza della fine del fenomeno pandemico occorre arrivare a tassi di contagio del 2-3%. Chiaramente il quadro è notevolmente migliorato rispetto alla settimana scorsa.

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La previsione a medio-lungo periodo. Occorre considerare che il tasso medio di crescita del coronavirus è diminuito sostanzialmente nel periodo tra la settimana tra il 25/02/2020 dove il tasso era pari al 33,4% e l’ultima settimana tra il 30/03/2020 ed il 04/04/2020 dove il tasso è stato pari al 4,12%. Chiaramente occorre considerare che anche se i tassi diminuiscono in realtà vengono ad essere calcolati su montanti sempre più significativi e quindi anche un aumento di una percentuale bassa su una base di centinaia di migliaia di unità dà un risultato in valore assoluto significativo.

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Le regioni italiane. La situazione italiana tuttavia non può essere considerata in modo unitario, poiché le differenze tra le varie regioni sono eccessivamente significative per essere sottovalutate. Pertanto di seguito vengono proposte un insieme di classifiche e di ranking basati sulle regioni italiane per le variabili che sono presenti nel database della Protezione Civile.

Ricoverati con sintomi. Nella classifica dei ricoverati con sintomi al primo posto vi è la Lombardia con un valore pari a 12.002 unità, seguita da Emilia-Romagna con un valore pari a 3.859 unità e dal Piemonte con un valore pari a 3.441. Chiudono la classifica Valle d’Aosta, Basilicata e Molise con un valore dei ricoverati con sintomi pari rispettivamente a 63, 44 e 31.

Terapia intensiva. Anche con riferimento alla terapia intensiva al primo posto vi è la Lombardia con un valore pari a 1.326 unità, seguita dal Piemonte con un valore pari a 450 unità e dall’Emilia Romagna con un ammontare pari a 358 unità. Chiudono la classifica Basilicata con un valore pari a 19 unità, Calabria con un valore pari a 15 unità e il Molise con un ammontare pari a 6 unità.

Totale ospedalizzati. Il totale degli ospedalizzati è costituito dalla somma tra le persone ricoverate con sintomi e le persone in terapia intensiva.Con rifermento al totale degli ospedalizzati la Lombardia è sempre al primo posto con un valore pari a 13.328 unità, seguita da Emilia-Romagna con 4.217 unità e dal Piemonte con un ammontare pari a 3.891 unità. Chiudono la classifica Valle D’Aosta con un valore pari a 86 unità, Basilicata con un ammontare pari a 63 unità e il Molise con un valore pari a 37 unità.

Isolamento domiciliare. Le persone in isolamento domiciliare che sono indicate in questa variabile sono persone in isolamento domiciliare obbligatorio e non volontario. Anche in questo caso la Lombardia è al primo posto con un valore pari a 13.892 unità, seguita dall’Emilia Romagna con un valore pari a 8.306 unità e dal Veneto con un ammontare pari a 7.078 unità. Chiudono la classifica Valle D’Aosta con un valore paria 474 unità, Calabria con un ammontare pari a 469 unità e la Basilicata con un ammontare pari a 181 unità.

Totale Positivi. Per totale dei positivi bisogna intendere solo le persone che presentano una sintomatologia legata al Coronavirus. Il numero dei pazienti asintomatici infatti non viene riportato nelle statistiche della Protezione Civile. La classifica del numero delle persone che risultano essere positivi al coronavirus vede al primo posto la Lombardia con un ammontare pari a 27.220 unità, seguita dall’Emilia-Romagna con un valore pari a 12.523 e dal Piemonte con un ammontare pari a 9.693. Agli ultimi posti della classifica si trovano Valle D’Aosta, Basilicata e Molise con un ammontare di casi rispettivamente pari a 560 unità, 244 unità, e 171 unità.

Dimessi guariti. Il numero dei dimessi guariti riguarda esclusivamente le persone che hanno manifestato dei sintomi e sono state curate, mentre non prende assolutamente in considerazione le persone che hanno avuto il virus e sono guarite anche senza intervento sanitario. Al primo posto per numero delle persone dimesse guarite vi è la Lombardia con un ammontare pari a 13.242 unità, seguita dall’Emilia Romagna con un valore pari a 2.040 unità e dal Veneto con un ammontare pari a 1.124 unità. Agli ultimi posti della classifica vi sono la Calabria con un ammontare pari a 30 unità, il Molise con un valore pari a 24 unità e la Basilicata con un ammontare pari a 9 unità.

Deceduti. Con riferimento ai deceduti la classifica vede al primo posto la Lombardia con un ammontare pari a 8.656 unità, seguita dall’Emilia-Romagna con un ammontare pari a 1.977 unità e dal Piemonte con un valore pari a 1.128 unità. Chiudono la classifica Umbria con un valore paria 41 unità, e Basilicata e Molise con un valore rispettivo pari a 11 unità.

Totale dei casi. Anche il totale dei casi vede al primo posto la Lombardia con un ammontare pari a 49.118 unità, seguita dall’Emilia-Romagna con un ammontare pari a 16.540 unità e dal Piemonte con un valore pari a 11.709 unità. Chiudono la classifica la Calabria con un numero totale di casi pari a 741, la Basilicata con un valore pari a 264 e il Molise con un ammontare pari a 206 unità.

Tamponi. Nella classifica dei tamponi la Lombardia è al primo posto con un numero di tamponi pari a 141.877 unità, il Veneto al secondo posto con un ammontare di tamponi pari a 133.289 unità e l’Emilia Romagna con un valore pari 67.075 unità. Chiudono la classifica la Basilicata con un valore pari a 2.765 unità, la Valle d’Aosta con un ammontare pari a 2.274 unità e il Molise con 1.504 unità.

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La situazione internazionale. La situazione internazionale è molto grave. In modo particolare il numero dei contagi a livello globale è cresciuto significativamente negli ultimi giorni fino ad arrivare a 1.192.621 di casi con un numero di decessi pari a 64.228 unità ed un numero di guariti pari a 246.063 unità. Al primo posto della classifica gli Usa hanno rimpiazzato la Cina con un numero di contagiati pari a 305.934 seguita dalla Spagna al secondo posto con 124.736 unità e dall’Italia con un valore pari a 124.632 unità. Chiudono la Top Ten UK, con un valore pari a 41.903 unità, Svizzera con un valore pari a 20.505 unità e Turchia con un ammontare pari a 23.934 unità.

Decessi. Tuttavia, l’Italia guida la classifica per i decessi con un numero di persone decedute pari a 15.362 unità seguita dalla Spagna con un numero di decessi pari a 11.744 unità e dagli USA con un numero di decessi pari a 8.306 unità. Chiudono la classifica Olanda, Germania e Belgio con un numero di decessi pari rispettivamente a 1.651, 1.395 e 1.283 unità.

Guariti. Il numero dei guariti è molto alto in Cina con un numero complessivo pari a circa 76.755 unità, seguito dalla Spagna con un numero pari 34.219 unità e dalla Germania con un numero pari a 26.400 unità. Chiudono la classifica Svizzera, Korea del Sud e Belgio con un numero di guariti pari a rispettivamente a 6.325, 3.247 e 2.565.

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Figura 7. Andamento delle prime 10 nazioni al mondo per numero di contagi da Coronavirus. Fonte: Worldometers.

La situazione negli USA. La situazione negli Usa è molto grave. Gli Usa infatti hanno quasi il 30% dei casi mondiali. La maggior parte dei casi sono presenti a New York con un numero pari a 113.704 unità, seguito dal New Jersey con un valore pari a 34.124 unità e dal Michigan con 14.225 unità, al quarto posto vi è la California con un valore pari a 12.639 unità, seguita dalla Louisiana con un valore pari a 12.496 unità. Il numero di decessi negli Usa è pari a 3.656 unità nello stato di New York, circa 846 casi nello stato del New Jersey, e 540 nello stato del Michigan.

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Figura 8. La situazione negli USA.Fonte: Worldometers.

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[1] https://www.theglobalist.com/the-cost-of-a-human-life-statistically-speaking/

[2] https://www.amazon.it/Denaro-storia-quello-capitalismo-capito-ebook/dp/B00IEOFYZU

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Pubblicazioni precedenti

L’economia del coronavirus in Italia (1 analisi)

https://www.internationalwebpost.org/contents/L%E2%80%99economia_del_coronavirus_in_Italia_16491.html#.Xmh7QnJKiUk

L’economia del coronavirus in Italia (2 analisi)

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L’economia del coronavirus in Italia (3 analisi)

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Angelo Leogrande

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