L’altra faccia della quarantena

In aumento violenze domestiche contro le donne

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La quarantena forzata ci costringe a rimanere chiuse e chiusi in casa perché́ questo è l’unico luogo sicuro per tutelare la nostra salute; ma per alcune donne le mura domestiche sono molto spesso scenari di abusi e terrore. Il numero di donne in pericolo, vittime di violenza e soprusi, infatti, è aumentato durante il lockdown. Per entrare in contatto con i centri di assistenza e soccorso ci sono diverse modalità̀, una delle quali è il 1522, un numero pubblico antiviolenza e stalking, gratuito e attivo tutto il giorno che accoglie richieste di aiuto e sostegno delle vittime. Nell’ultimo mese è stato registrato un consistente aumento delle telefonate e dei contatti via chat per segnalare episodi di violenza domestica, mentre i mesi di gennaio e febbraio 2020 registrano una diminuzione nell’uso del servizio rispetto al dato medio mensile di telefonate del 2019 (587 telefonate mensili); nel mese di marzo 716 sono stati i contatti (su 670 contatti di marzo 2019), un numero salito spaventosamente durante i primi 18 giorni di aprile, arrivando a 1037 (397 sono le telefonate registrate nello stesso periodo del 2019).

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La Ministra per le Pari Opportunità e la Famiglia, Elena Bonetti, spiega: “Questi numeri sono un segno che ci dice l’emersione di un fenomeno purtroppo nascosto, difficile da contrastare proprio nella misura in cui più viene taciuto mentre si consuma nelle mura domestiche. Una delle nostre preoccupazioni ha sempre riguardato, dall’inizio dell’epidemia, le conseguenze che lo stare a casa avrebbe comportato per le categorie più fragili. Il 1522 ​– raggiungibile sia attraverso telefonate che segnalazioni via chat grazie all’app, attivo 24 ore su 24, disponibile in italiano e in altre 4 lingue (inglese, francese, spagnolo e arabo) – ​è uno strumento fondamentale in questa lotta. Soprattutto l’app è utile in condizioni in cui anche fare una telefonata espone una donna a ulteriori rischi per la propria incolumità̀. Per questo abbiamo sostenuto e rafforzato la campagna di comunicazione, riportando in Rai lo spot #LiberaPuoi e realizzando una nuova campagna di sensibilizzazione, attualmente in programmazione, con diversi artisti attenti a questo tema. L’opera di informazione che i media stanno svolgendo in queste ore -continua la Ministra- ​è cruciale per diffondere il messaggio alle donne che ne hanno bisogno per salvare sé stesse e i propri figli. Vorrei inoltre ricordare l’app Youpol della Polizia di Stato, per la segnalazione di violenza domestiche, anche in anonimato, alle questure. Così come il sostegno della rete delle farmacie che, con l’accordo recentemente raggiunto con il Dipartimento per le Pari Opportunità, si aggiungono come un presidio informativo fondamentale per l’accesso al 1522”.

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Riguardo ai fatti di cronaca, a Roma lo scorso 9 novembre, durante le prime ore della mattina, due donne sono state vittime di violenza e molestie da parte di un 31enne di origine colombiane. Durante le indagini, i poliziotti hanno individuato, nelle ultime ore, l’uomo che corrispondeva alla fisionomia di quello ripreso dalle telecamere di videosorveglianza degli esercizi commerciali, e nel corso di altri accertamenti sono stati registrati altri quattro episodi di violenze contro donne che hanno riconosciuto fotograficamente l’aggressore, il quale è stato arrestato dalla polizia di Stato del commissariato San Giovanni. Tuttavia non si escludono altri episodi di violenza, purtroppo ancora senza denuncia. Secondo l’Organizzazione Mondiale della Salute (OMS) la violenza contro le donne resta uno dei maggiori problemi di salute pubblica globale e tenderebbe ad aumentare durante ogni tipo di emergenza, ma non bisogna restare in silenzio. Ogni tipo di violenza non è un atto di forza ma di debolezza, una malattia che va debellata e combattuta con il coraggio di affrontarla.

Nicòl De Giosa

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