L’UNICO OBIETTIVO È IDLIB

Putin e al-Assad conversano nel contesto degli accordi Russia-Turchia

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Con i riflettori dei media puntati quasi tutti sulla questione coronavirus, in alcune parti del mondo continuano a esserci scenari di guerra che al momento sembrano non vedere la luce in fondo al tunnel. Stiamo parlando della Siria e di un conflitto che si protrae da circa nove anni. Uno scontro che, da interno, ha visto sempre più allargare la sfera di influenza anche ad altre nazioni, coinvolgendole non solo dal punto di vista strategico. All’inizio cerano solo gli americani a presidio del confine curdo-siriano e contro lo stato islamico Daesh, poi sono entrati in gioco i Russi schierandosi al fianco del presidente Bashar al-Assad e infine i Turchi contro l’esercito regolare siriano, insieme ai terroristi islamici, contro i curdi abbandonati dagli statunitensi in seguito alla decisione di Donald Trump di fare fagotto e tornare a casa.

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Senza dimenticare Arabia Saudita e Quatar (sunniti) contro il regime di al-Assad e l’Iran (sciita) pro regime. La guerra in Siria viene innescata dalla “primavera araba” e dai movimenti di protesta che nel 2011 iniziano a farsi sentire non solo a Damasco, trasformandosi in conflitto armato, tutt’ora in corso, nel 2012. L’obiettivo degli insorti è dirovesciare il regime di Bashar al-Assad (alawita), medico oculista succeduto al padre Hafiz nella guida della Siria nel 2000. Sul fronte delle alleanze, la Turchia vuole evitare la nascita di una entità curda autonoma e punta al potenziamento della cintura di confine con la Siria, mentre la Russia ha lo scopo di proteggere l’alleato, rafforzando la propria presenza nel Mediterraneo orientale e contrastando il passo agli USA.

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In queste ore è in atto un cessate il fuoco e Putin e il presidente siriano, in una conversazione telefonica, «hanno discusso la situazione in Siria, anche nel contesto dell’attuazione degli accordi russo-turchi del 5 marzo di quest’anno per la stabilizzazione della situazione nella zona di Idlib». Gli accordi hanno messo in atto una tregua nella provincia di Idlib, la creazione di un “corridoio di sicurezza” lungo l’arteria autostradale M4, quella che collega Aleppo e Latakia, sulla costa, controllato da soldati russi e turchi a partire dal 15 marzo, e una “zona cuscinetto” per separare i militari turchi da quelli siriani. Il servizio stampa del Cremlino (fonte Interfax), aggiunge che Putin e al-Assad «Hanno anche preso in considerazione aspetti del progresso del processo politico nel quadro del Comitato costituzionale siriano e dell’assistenza umanitaria alla Siria».

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La guerra fino a oggi ha visto migliaia di morti tra militari e civili, causando la fuga in massa di una popolazione stremata dalle bombe, dalla fame e dalla mancanza di un tetto sotto cui stare. Una fuga che ha portato intere famiglie, uomini, donne e anziani a rifugiarsi ai confini tra Turchia e Grecia e che li vede oggi al centro di un inutile dibattito della comunità internazionale, incapace di trovare una soluzione che li aiuti a sopravvivere.

Umberto De Giosa

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