L’OFFENSIVA CINESE CONTRO TAIWAN

Lanciati missili balistici in risposta alla visita della speaker Pelosi

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La Cina ha lanciato 11 missili balistici Dongfeng (DF) nelle acque dello stretto di Taiwan, presentandola come una delle più grandi esercitazioni in risposta alla visita sull’isola della speaker della Camera americana Nancy Pelosi.

L’esercito cinese ha confermato molteplici spari di missili convenzionali nelle acque al largo di Taiwan nell’ambito di esercitazioni pianificate in sette zone off-limits a navigazione e sorvolo, che si terranno fino a mezzogiorno di domenica.

Sono stati attivati più di 100 aerei, tra cui aerei da combattimento e bombardieri, e oltre 10 navi da guerra.

I funzionari taiwanesi però hanno sostenuto che queste esercitazioni hanno violato le regole delle Nazioni Unite, invadendo lo spazio dell’isola e minacciando l’aria libera e la navigazione marittima.

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Prima dell’inizio ufficiale delle esercitazioni, le navi della marina cinese e gli aerei militari hanno attraversato la linea mediana dello stretto di Taiwan diverse volte, per poi essere attuate a seguito della visita non annunciata di Pelosi a sostegno di Taiwan, a dispetto degli avvertimenti provenienti dalla Cina.

Il ministro degli Esteri cinese Wang Yi ha definito la visita di Pelosi a Taiwan come "un atto irresponsabile e altamente irrazionale".

Parlando in una riunione dei ministri degli esteri del Sud-est asiatico in Cambogia, Wang ha detto che la Cina ha cercato di evitare la crisi con mezzi diplomatici, ma non avrebbe mai lasciato che i suoi interessi fondamentali venissero feriti.

Pelosi, durante la sua breve sosta, ha elogiato la sua democrazia e ha promesso la solidarietà americana, alimentando la rabbia cinese.

Non potendo bloccare il transito dei diplomatici, la Cina ha convocato così l’ambasciatore degli Stati Uniti a Pechino ed in segno di protesta ha fermato diverse importazioni agricole da Taiwan.

Gli Stati Uniti e i ministri degli Esteri del Gruppo delle Sette Nazioni hanno messo in guardia la Cina dall’usare la visita di Pelosi come pretesto per un’azione militare contro Taiwan, ribadendo che anche se essi non possiedono relazioni diplomatiche con Taiwan sono vincolati dalla legge per fornire tutti i mezzi necessari a quest’ultima al fine di difendersi.

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Il governo taiwanese ha respinto le rivendicazioni di sovranità della Cina, affermando che solo gli isolani stessi possono decidere per il loro futuro.

Le forze armate di Taiwan continuano ad operare e monitorare ciò che li circonda in risposta alle attività irrazionali della Repubblica popolare cinese, con l’obiettivo di cambiare lo status quo e di destabilizzare la sicurezza della regione.

Inoltre il capo della diplomazia Ue Josep Borrell ha condannato le “esercitazioni militari mirate” della Cina intorno a Taiwan, osservando che la visita della speaker della Camera americana Nancy Pelosi sull’isola non è una motivazione valida per un’attività militare aggressiva nello Stretto di Taiwan: “È normale e di routine per i legislatori dei nostri Paesi viaggiare a livello internazionale. Incoraggiamo tutte le parti a mantenere la calma, esercitare moderazione e agire con trasparenza”.

Marlen Cirignaco

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