L’IPOTESI DI UN GIOCO SOCIAL SULLA MORTE DI UN UNDICENNE A NAPOLI

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E’ stata una tragedia immensa quella accaduta a Napoli nella notte tra lunedì e martedì scorso dove un ragazzino di soli undici anni ha perso la vita lanciandosi dal balcone della sua abitazione e che avrebbe come sfondo un inquietante gioco online. Uno degli elementi che avvalorerebbero questa ipotesi è un biglietto che il ragazzino avrebbe scritto prima di compiere il gesto nel quale chiede scusa alla mamma, ma che descriverebbe uno stato di paura da lui vissuto nelle ultime ore della sua vita. Un elemento che avvalora ulteriormente l’ipotesi che il ragazzino sia stato l’ennesima vittima di un pericoloso gioco del web. Il bimbo nel biglietto avrebbe scritto di un uomo nero e di non avere più tempo, questo, secondo gli inquirenti, farebbe pensare alle cosiddette “challenge dell’orrore” che ci riporta alla mente il pericoloso “blue whale”. Ovvero un gioco online che comprendeva atti di autolesionismo e che aveva, come fine ultimo, anche il suicidio. Il ragazzino si sarebbe lanciato dal decimo piano del suo appartamento nella zona di Chiaia a Napoli.

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La triste scoperta è stata fatta proprio dai suoi genitori che, non avendolo trovato nel suo letto, hanno scoperto il corpicino esanime del loro figlio adagiato sul ballatoio interno dell’abitazione. Inutile è stato l’intervento dei sanitari del 118 che, una volta giunti sul posto, non hanno potuto fare altro che constatare il decesso. Secondo le ultime indiscrezioni il ragazzino era sano e felice e perfettamente integrato nella società. La psicopedagogista Antonella Elena Rossi, responsabile del progetto benessere di Opera di Verona ha dichiarato: “internet è un rifugio per i ragazzi che muoiono dentro, preadolescenti e adolescenti, che solo all’apparenza stanno bene. La fuga più semplice e a portata di mano è un mondo virtuale che li cattura, ma quello schermo, quella vita non vera, può trasformarsi in un boomerang, perché soprattutto lì il preadolescente si trova ad affrontare un gruppo che ha i suoi rituali, spesso terribili giochi e riti di passaggio e che rendono quella realtà adrenalinica, ma anche senza ritorno”. Al momento gli inquirenti hanno disposto l’autopsia sul corpo del piccolo e si attendono anche i risultati delle verifiche informatiche per attestare le connessioni con challenge o alla rete. Le indagini sono state affidate al Procuratore Aggiunto Raffaello Falcone e al P.M. Raffaele Tufano che stanno indagando a trecentosessanta gradi senza escludere alcuna ipotesi.

Anna Di Fonzo

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