L’EPIDEMIA DI CORONAVIRUS: UN EVENTO BIBLICO?

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Il coronavirus, che avanza e dilaga ormai in tutto il mondo, ha assunto, in poco tempo, i contorni di un evento tragico e impietoso. Si tratta di una pandemia in espansione continua e abnorme, come le metastasi tumorali fanno nel corpo umano, generando ovviamente preoccupazione, paura e infine panico per la sua capacità di diffusione. Siamo pervasi da sentimenti davvero spiacevoli, che si fanno più acuti per coloro che, come me, hanno superato da un po’ gli “anta”… la sensazione tipica, come già detto, è quella di essere affetti da una qualche patologia mortale e di non sapere in che stato ci si trovi, se si è ancora in tempo di fermarla o se ormai…

Il nostro status di angoscia aumenta nella consapevolezza che le strutture sanitarie sono quasi al collasso, per l’alto numero di affetti da questa patologia e per le carenze delle stesse. Tutto ciò ci fa sentire quasi impotenti di fronte a tale realtà che, di riflesso, ci induce ad affidarci alla buona sorte, alla fatalità e alla speranza.

Già… la speranza! La speranza alla quale ci si ispira sempre nei momenti di difficoltà, quasi come una invocazione divina, che prescinde dalla condizione di "credente" o "non credente". In tali circostanze di difficoltà estreme, alla speranza ci si affida tutti, senza distinzioni di sorta.

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E allora le parole del Pontefice di alcuni giorni fa, in occasione dell’ esposizione del "Sacramento", in una Piazza S. Pietro dall’ aspetto surreale, risuonano come le campane, i cui rintocchi vanno in tutte le direzioni. “Siamo tutti nella stessa barca”, come da evento biblico… Già… evento biblico! “Quarantena” è un termine che fa riferimento al numero 40, riconducibile a diversi eventi citati nella Bibbia: 40 giorni è durato il diluvio… 40 anni è durato l’Esodo… 40 sono stati i giorni di digiuno nel deserto, in cui Gesù è stato tentato… 40 giorni sono durate le apparizioni di Gesù ai suoi, dopo la sua crocifissione e resurrezione… 40 giorni l’isolamento chiamato quarantena… 40 giorni di riposo sono consigliati alla donna dopo aver partorito... 40 sono le settimane di gestazione... 40 è il numero che per alcuni teologi rappresenta "cambiamento", ovvero il tempo necessario, per una persona o per un popolo, a programmare e impostare un cambiamento importante, radicale. Qualcosa che avverrà di diverso, dopo questi 40 giorni.

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Tornando alla realtà odierna, in questo aspetto da "Day After" del nostro vivere quotidiano, l’aria è più pulita, il cielo è più libero dalle coltri di inquinamento. A livello sociale si riscontrano meno furti, meno omicidi, più tranquillità. Comincia a farsi strada il desiderio di una vita più serena e più sana, dopo aver superato indenni questa evenienza. Inesorabilmente, sorgeranno importanti riflessioni e cambiamenti in tutti noi…

(foto dal web)

Antonio Iasillo

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