L’AURA - (prima parte)

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L’aura (dal greco alos = “corona”) è un campo luminoso irradiato da tutti gli esseri viventi - persone, animali e piante - che può essere considerata una sorta di “manifestazione dell’anima”, tant’è che sopravvive anche al decadimento della vita biologica.

Il concetto di aura è molto antico: esso compare già nelle descrizioni dei Veda (letteralmente “conoscenza”),testi sacri redatti in sanscrito a partire dal XX secolo a.C. e oggi considerati i testi fondatori dell’Induismo.

Raffigurazioni dell’aura le ritroviamo nei geroglifici egizi ma anche in quelle di popoli di culture molto diverse dove possiamo vedere rappresentati, ad esempio, corpi umani circondati da un alone luminoso di forma ovoidale.

Benché tutti gli esseri viventi siano dotati di un’aura, questa “luce” andò ad identificare sempre più le divinità o le persone carismatiche particolarmente vicine a Dio (i santi): la religione Cattolica, ad esempio, la raffigura come un alone di luce intorno al capo: la cosiddetta aureola.

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(Beato Angelico - Trasfigurazione di Cristo)

Nel 1696, nella sua Theosophia Practica, il filosofo, teologo e mistico tedescoJohann Georg Gichtel, descrisse i centri energetici dell’aura, meglio conosciuti con il nome di CHAKRA unendo, grazie alla sua intuizione mistica, cristianesimo ed esoterismo e dimostrando come non solo non si oppongono l’uno all’altro ma, al contrario, si compenetrano.

L’aura non è visibile ad occhio nudo se non da persone particolarmente “sensibili” o ben allenate ma la Scienza - pur non potendolo dimostrare - suppone che ciò dipenda dal fatto che l’emissione delle onde elettromagnetiche abbia una lunghezza d’onda troppo lunga per essere elaborate dai coni della retina; i bastoncelli invece, responsabili della visione laterale, sarebbero più sensibili e quindi in grado di percepire tali onde quando gli occhi assumono una particolare posizione (es. con il capo roteato e gli occhi socchiusi).

Non potendo vederla si è cercato di “catturarla” attraverso la fotografia Kirlian.

Semën Kirlian fu uno scienziato, inventore e fotografo russo che nel 1939 scoprì casualmente che un oggetto posato su una lastra fotografica collegata ad una sorgente ad alta tensione, produce un’immagine. Questa tecnica viene chiamata "elettrografia" o "elettrofotografia".

Le immagini ottenute sono assolutamente impressionanti ma la Scienza le ha confutate spiegando che non ritrarrebbero l’aura ma normali effetti fisici quali umidità, calore o fenomeni elettromagnetici presenti in tutti i corpi, anche in quelli inanimati.

Nonostante queste “spiegazioni” in molti sono convinti dell’efficacia dello strumento e, soprattutto, dell’aspetto spirituale ed energetico legato a questo fenomeno che, ricordiamo, è conosciuto fin da tempi remoti. Lo stesso Kirlian realizzò una mappa dei punti del corpo umano che emanavano questa luce e riscontrò una forte corrispondenze con i punti fondamentali dell’agopuntura.

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(fotografia Kirlian di due mani)

Le prove della esistenza dell’aura

Nel nostro corpo agiscono forze identiche a quelle dell’elettricità e del magnetismo.

Ogni persona possiede infatti un campo magnetico, cioè un’aura, che si irradia da lei esattamente come come il sole emana i propri raggi.

Questa aura non è solo un fenomeno fisico ma è manifestazione di una realtà più profonda che si radica nelle forze vitali, mentali e spirituali di ogni persona.

Dal momento che ciascuno di noi è l’autore della propria vita, ne consegue che è anche il creatore della propria atmosfera magnetica, la quale rivela infallibilmente chi siamo, sia dal punto di vista caratteriale che dal punto di vista fisico.

L’aura, attraverso i colori e gli spessori con i quali si manifesta, può dirci molto sia sulla nostra salute fisica che su quella mentale e spirituale.

Infatti, poiché l’aura non è che il riflesso dei pensieri e dei comportamenti di una persona, ne rivela anche le eventuali disarmonie le quali, alla lunga, possono anche dar vita a patologie fisiche. Del resto, il legame tra psiche e malattia è ormai nota a tutti, anche alla medicina moderna.

L’aura ha uno spessore diverso per ogni persona: da un minimo di pochi centimetri intorno al corpo fino a raggiungere alcuni metri.

Si può individuare il confine di un’aura, proiettando la luce della lampada, in linea retta, nella direzione della persona, ad una distanza di circa un metro e mezzo o due.

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(foto kirlian di un corpo umano)

I sette strati dell’aura

Il campo aurico è diviso in sette strati, ciascuno relativo alla condizione fisica, mentale, emotiva e spirituale dell’uomo e trasmette informazioni (attraverso i Chakra) tra il corpo e l’ambiente esterno.

Non sono separati tra loro in modo netto: lo stacco è dato unicamente dalla diversa vibrazione.

Più lo strato è vicino al corpo, più la vibrazione è simile a quella del piano fisico. Viceversa, più lo strato è lontano, più la vibrazione è spirituale.

L’aura circonda il corpo riflettendo vari colori: questi ultimi ci danno molte informazioni sullo stato di salute fisico, emotivo, mentale e spirituale, come pure sul sul modo di essere della persona.

Analizziamo brevemente ciascuno strato.

  1. Aura eterica: è lo strato più vicino al corpo e ne è la sua fedele riproduzione. Dista solo 5 centimetri dal corpo ed è legata alle sensazioni fisiche.
  2. Aura emotiva: dista circa 10 centimetri dal corpo ed è quella maggiormente legata alle emozioni e ai sentimenti. In base ai colori che assume si possono individuare i blocchi emotivi.
  3. Aura mentale: il suo spessore è di circa 20 centimetri ed è concentrata soprattutto attorno alle spalle e alla testa. Qui ha sede il pensiero razionale: quando è eccessiva, la persona tende ad essere anaffettiva, al contrario la persona è molto emotiva.
  4. Aura astrale: si irradia a circa 30 centimetri dal corpo fisico ed è visibile. Possiamo descriverlo come un guscio che contiene emozioni positive e negative. Se il suo colore è scuro significa che la persona è vulnerabile emotivamente; se invece il colore è luminoso, vuol dire che la persona ha delle relazioni sane.
  5. Aura eterica: dista fino a 60 centimetri dal corpo. Qui possiamo leggere il senso di realizzazione della persona: lo è se lo strato è forte, non lo è se lo strato è debole.
  6. Aura celestiale: dista fino a 70 centimetri ed esprime l’amore divino; se è in armonia, significa che la persona è predisposta alla spiritualità.
  7. Aura causale: è l’ultimo strato e si allontana dal corpo di circa 1 metro. Ha forma ovoidale ed ha la funzione di collegarci alle energie superiori.

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A cosa serve saper leggere l’aura?

L’aura è come un’impronta digitale: è assolutamente personale ed esprime ciò che realmente siamo. Non solo ci dice chi siamo oggi ma anche chi siamo stati nelle vite precedenti.

Racconta il nostro carattere, le nostre emozioni, i nostri punti di forza e le nostre debolezze. Ci rivela lo stato di salute fisico, mentale e spirituale, facendoci scoprire i punti forti ma anche le disarmonie.

Ci dà inoltre un’idea di ciò che pensiamo, desideriamo e viviamo, permettendoci di correggere o di continuare a perseguire la nostra missione.

In una parola, l’aura è il nostro vero essere.

Simona HeArt

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