L’ARTE PER RACCONTARE LA BELLEZZA A SCUOLA

Intervista al prof. Giancarlo Visitilli, esperto e professionista dell’Arte applicata alla didattica

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In un tempo in cui la scuola è senza fiato e senza parole, con l’alibi del Covid, si è acuito un problema ormai sclerotizzato dal sistema: quello di una scuola che si riduce sempre più alla sua frontalità e aridità, perché tesa a svolgere una funzione, un compito. Tranne quello per la quale dovrebbe esistere, che non è solo quello di insegnare, ma soprattutto di educare. Alla luce di queste contingenze, l’Accademia Belle Arti Michelangelo AG ha previsto un Master che offrisse ai partecipanti la possibilità di rivedersi e riconoscersi in una scuola che fa dell’arte e della bellezza, quella del cinema, del teatro, della musica e di qualsiasi altro genere, le “discipline” intorno a cui (ri)costruire il senso della scuola. Il Master, organizzato da AccademiaAbama è partner Giugliano&Associati e sarà condotto dal professor Giancarlo Visitilli, insegnante di Lettere, ma qui in veste soprattutto di esperto e professionista dell’Arte applicata alla didattica. Fondatore di una Cooperativa Sociale, I bambini di Truffaut, che da decenni si occupa di bambine, bambini e adolescenti in difficoltà, il professor Visitilli da vent’anni cura corsi di formazione per formatori, sui temi di cui il Master avrà modo di studiarne approfonditamente ogni aspetto.

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Professor Visitilli, perché un Master sulle Arti applicate alla Didattica con Accademia Belle Arti Michelangelo Agrigento?

cms_21044/F_2.jpgMai come in questo momento, e dopo un anno e mezzo di scuole chiuse, con la scusa dell’emergenza sanitaria (ma per l’incuria della politica nella gestione della scuola pubblica e non solo) si avverte il bisogno di ricostruire una scuola che racconti e insegni la bellezza. Non solo quella che passa attraverso le classiche discipline scolastiche che, di per sé, non potrebbero esistere senza l’apporto specifico delle arti - da quella del cinema, del teatro, della pittura, della letteratura e della musica. È necessario non più rendere “affascinante”, “appetibile”, l’ora di lezione, non basta solo questo: è imprescindibile che chi insegna non abbia come obiettivo che quello di far star bene lo studente, attraverso la materia di insegnamento. E in questo l’arte può essere un mezzo importantissimo per raggiungere tale obiettivo, primario in qualsiasi ordine e grado di scuola.

Ci spieghi meglio: in cosa può essere utile, per esempio, il cinema nella didattica?

Anche le ultime non-riforme che si sono proposte per la scuola, prevedevano tutte l’ora di cinema, l’ora di teatro, l’ora di musica, così come avviene in qualsiasi scuola del mondo. Non ci si può esimere dall’insegnare l’arte attraverso la letteratura, la matematica, la fisica, la geografia… Per esempio, il Master prevede ore teoriche ma tantissime pratiche e di simulazione, su come realizzare un percorso di letteratura attraverso il cinema, o un percorso di Educazione civica attraverso l’audiovisivo o il documentario. Tutti questi strumenti, dal cinema alla pittura e quant’altro, possono essere utili a rendere non solo la didattica più ampia - avere uno sguardo più vasto, in rapporto alle altre discipline - ma educare allo sguardo, al senso critico, alla scrittura…

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A chi è rivolto il Master?

A chi vuole intendere la scuola non solo come il luogo dove “vado a fare lezione”. Soprattutto quelle frontali, che devono durare tot minuti, devono prevedere un dire e un sentire, per mezzo della spiegazione e dell’interrogazione. La scuola è esperienza umana fra le più importanti e assolute, insieme a quella della famiglia. A scuola si deve poter prima di tutto stare bene, per mettersi nella disposizione di imparare ed educarsi alle cose belle, comprese quelle meno affascinanti, ma magari utili per educarsi ad essere persone mature, con una testa pensante e libera. Ecco, questo Master è un’opportunità di chi vuole non sperimentare, come si suol dire per moda, ma vuole mettersi in gioco su un ring in cui a darsele si è sempre in due: insegnanti e studenti. Entrambi si può vincere e tante volte perdere. Imparare a imparare è la sottile linea rossa che tiene tutto il corso che qui si intende percorrere con chi lo vorrà.

Leonardo Bianchi

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