Joe Biden sceglie Kamala Harris come sua vice(Altre News)

Putin: "Approvato primo vaccino, già somministrato a mia figlia" - Beirut, "governo informato dei rischi poco prima dell’esplosione" - Bielorussia nel caos, Tikhanovskaya al sicuro in Lituania - Hong Kong, Lai rilasciato su cauzione

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Joe Biden sceglie la sua vice: è Kamala Harris

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"Ho il grande onore di annunciare che ho scelto Kamala Harris come mia compagna di corsa". Così il candidato democratico Joe Biden annuncia su Twitter la scelta della sua vice nella corsa alla Casa Bianca, che definisce "combattente senza paura" e "una dei migliori funzionari pubblici del Paese". Senatrice della California, 55 anni, Harris - padre giamaicano, madre indiana - è uno degli esponenti di spicco del Partito Democratico americano ed è la prima donna afroamericana a essere nominata per la vicepresidenza.

"Ai tempi in cui Kamala era procuratore generale - ha poi aggiunto Biden in un nuovo tweet -, lavorava a stretto contatto con Beau (il figlio scomparso del candidato dem, ndr.). Li ho visti sfidare le grandi banche, sollevare i lavoratori e proteggere donne e bambini dagli abusi. Ero orgoglioso allora e lo sono ora di averla come mia partner in questa campagna".

"Joe Biden può unire il popolo americano perché ha passato la vita a combattere per noi. E come presidente, costruirà un’America all’altezza dei nostri ideali. Sono onorata di unirmi a lui come candidato vicepresidente del nostro partito e di fare quello che serve per farlo diventare il nostro comandante in capo", scrive su Twitter Kamala Harris.

"Conosco Kamala Harris da molto tempo, è più che preparata per l’incarico", questa "è una buona giornata per il nostro Paese. Adesso andiamo a vincere", commenta su Twitter l’ex presidente Usa, Barack Obama.

Putin: "Approvato primo vaccino, già somministrato a mia figlia"

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Vladimir Putin ha annunciato che il ministero della Sanità russo ha registrato il primo vaccino contro il coronavirus nel mondo e che sua figlia ne ha già ricevuto una dose. Lo riferisce Russia Today, citando il presidente russo, secondo cui il vaccino, sviluppato dall’Istituto Gamaleya di Mosca, ha ricevuto il via libera dal ministero della Sanità. Putin ha rivelato che alla figlia è già stato somministrato il vaccino, che le ha procurato una leggera febbre, sparita poco tempo dopo.

"Questa mattina - ha detto Putin, citato dai media russi, nel corso di una riunione del governo - è stato registrato il primo vaccino contro il Covid-19 nel mondo". Poi il presidente, parlando della figlia, ha sottolineato che "in un certo senso ha partecipato all’esperimento: dopo il vaccino aveva la febbre a 38, poi il giorno dopo a 37.

Il vaccino si chiamerà Sputnik, come il primo satellite messo in orbita nel 1957, celebrata vittoria di Mosca nella corsa allo spazio della guerra fredda. Ma sarà distribuito solo a partire dal primo gennaio del 2021, si legge sul sito del Registro dei farmaci.

Beirut, "governo informato dei rischi poco prima dell’esplosione"

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Il ministro dei Lavori pubblici del governo libanese dimissionario, Michel Najjar, ha confermato che il governo era a conoscenza della pericolosità del deposito al porto di Beirut, ma ha allo stesso tempo ammesso ritardi causati dal lockdown imposto per l’emrgenza coronavirus e per la festività dell’Eid al-Adha. "Abbiamo ricevuto una lettera dal Consiglio supremo di difesa datata 24 luglio, ma siccome eravamo nel periodo di lockdown e poi per la festa dell’Eid al-Adha, ci è stata notificata ufficialmente lunedì 3 agosto ed è stata registrata la mattina di martedì 4 agosto, cioè il giorno dell’esplosione’’, ha detto Najjar citato dall’emittente Mtv. ’’La lettera menzionava una nave ancorata nel porto, carica di materiali esplosivi’’, ha aggiunto. Citato dall’emittente al-Arabiya, Najjar ha detto di essere a conoscenza dell’esplosivo al porto di Beirut solo 24 ore prima della deflagrazione.

Nuove manifestazioni di protesta sono intanto corso nei pressi del Parlamento di Beirut. Immagini trasmesse dall’emittente Mtv mostrano i manifestanti che hanno ’impiccato’ un manichino con il volto del presidente Michel Aoun e poi gli hanno dato fuoco, urlando ’rivoluzione’. Un minuto di silenzio è stato osservato al porto di Beirut poco dopo le 18 ora locale, quando una settimana fa si è registrata la prima delle due esplosioni che hanno causato centinaia di vittime. Durante la veglia, le persone raccolte vicino al luogo della duplice esplosione hanno letto i nomi di chi ha perso la vita. I manifestanti hanno anche acceso delle candele e intonato slogan contro il governo dimissionario.

Bielorussia nel caos, Tikhanovskaya al sicuro in Lituania

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"Svetlana Tikhanovskaya è al sicuro, è in Lituania". Lo ha scritto su Twitter il ministro degli Esteri lituano Linas Linkevicius, parlando della candidata dell’opposizione bielorussa alle presidenziali di domenica, che si temeva fosse stata trattenuta dalle autorità, dopo aver presentato ricorso alla commissione elettorale contro l’esito del voto, vinto da Aleksander Lukashenko tra accuse di frode e brogli. "Quella di lasciare il Paese e rifugiarsi in Lituania è stata "una decisione molto difficile", ha ammesso in un video Tikhanovskaya, spiegando di averlo fatto "per i suoi figli".

In un’intervista alla radio nazionale Lrt, Linkevicius ha detto che Tikhanovskaya è arrivata in Lituania dopo essere stata detenuta per alcune ore a Minsk. "La cosa principale - ha sottolineato - è che è al sicuro, dal momento che era stata arrestata in Bielorussa ed era rimasta sette ore in detenzione". Il ministro non ha precisato come la candidata dell’opposizione è arrivata e per quanto tempo si fermerà in Lituania.

I DUBBI SUI VIDEO - "Proteggetevi. Nessuna vita umana deve essere persa per quello che sta accadendo", ha dichiarato Svetlana Tikhanovskaya in un video pubblicato sul portale bielorusso tut.by diretto ai suoi sostenitori in Bielorussia, in un trascritto diffuso dall’agenzia russa Tass. "So che molti mi capiranno, molti mi giudicheranno, molti mi odieranno. Ma non auguro a nessuno di dover affrontare la scelta che ho dovuto fare io. I bambini sono la cosa più importante", ha aggiunto. La candidata alle elezioni presidenziali in opposizione ad Aleksandr Lukashenko ha assicurato di aver preso la decisione di lasciare la Bielorussia per rifugiarsi in Lituania "da sola". "Né gli amici, né la famiglia, né il mio staff, e neanche mio marito Sergei (già candidato alle elezioni presidenziali e poi arrestato, ndr.) mi avrebbero potuto influenzare in alcun modo". In un secondo video, pubblicato sul canale Telegram "Zhyoltye Slivy" considerato vicino al regime, l’oppositrice bielorussa Svetlana Tikhanovskaya, che dopo il voto di domenica si è rifugiata in Lituania, lancia un appello ancora più diretto ai suoi sostentori rispetto a quanto già emergeva da una sua prima dichiarazione diffusa questa mattina. "Vi chiedo di essere prudenti e di rispettare la legge. Non voglio spargimenti di sangue e violenza. Vi chiedo di evitare il confronto con la polizia, di non scendere in piazza in modo che le vostre vite non siano messe a rischio. Prendete cura di voi stessi e dei vostri prossimi e cari", ha affermato, chiaramente provata, leggendo un testo scritto. Mariva Kalesnikava, una alleata di Tikhanovskaya nella sua battaglia contro il regime, denuncia che già il primo video era stato registrato quando la candidata alle elezioni presidenziali era stata trattenuta dalla polizia bielorussa per tre ore, senza la presenza di un avvocato, dopo che si era presentata al quartier generale della Commissione elettorale a Minsk per depositare una denunciia formale per i risultati ufficiali delle elezioni, prima di lasciare il Paese per la Lituania.

Il video nel quale la leader dell’opposizione bielorussa, Svetlana Tikhanovskaya, rifugiatasi in Lituana, esorta i suoi sostenitori a non manifestare sarebbe stato girato dietro le minacce del regime di Minsk. E’ quanto sostiene un’attivista a lei vicina, Maria Kolesnikova, in un incontro con la stampa. "Noi riteniamo che questo video sia stato registrato sotto la pressione delle forze di sicurezza", ha denunciato la donna, secondo la quale la Tikhanovskaya avrebbe registrato quel filmato mentre si trovava alla commissione elettorale, dove era andata per presentare ricorso contro l’esito del voto di domenica e dove è rimasta bloccata per alcune ore. Ore "durante le quali era sola con i membri delle forze di sicurezza".

Il Presidente della Lituania Gitanas Nausėda sconfessa la veridicità dei video di Svetlana Tsikhanovaya che si è rifugiata nel suo Paese. "Nessuna persona sana di mente crede che Tsikhanovaya abbia registrato questo video volontariamente. E’ solo una prova dei metodi usati dal regime bielorusso per piegare le persone e lo spirito della gente", ha dichiarato.

L’ATTIVISTA MORTO - L’oppositore morto a Minsk ieri sera alle undici (le dieci in Italia) negli scontri fra gli attivisti scesi in piazza per protestare contro il risultato delle elezioni presidenziali e polizia è stato ucciso da una deflagrazione. Il ministero degli Interni afferma che a esplodere è stato un "esplosivo non identificato" che l’attivista stava lanciando durante gli scontri con le forze speciali sulla via Priitisky della capitale ma sono in molti a denunciare l’impego, da parte della polizia, di granate illuminanti contro i manifestanti. Sono diverse le testimonianze, raccolte da Belsat, ad attribuire alle forze speciali la morte dell’oppositore. La polizia ieri è intervenuta per disperdere i manifestanti in più di dieci città del Paese, fra cui Brabrysk, Brest, Vitbestk, Homel, Hrodna, Mahilyou, Byaroza e Mazyr. Oggi a mezzogiorno è iniziato lo sciopero indetto dagli oppositori ad Aleksandr Lukashenko, presidente rieletto domenica per la sesta volta.

Hong Kong, rilasciato su cauzione il magnate Jimmy Lai

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E’ stato rilasciato su cauzione a Hong Kong il magnate dell’editoria Jimmy Lai, arrestato lunedì per violazione della nuova legge sulla sicurezza voluta da Pechino per l’ex colonia britannica. Lai ha dovuto versare l’equivalente di 37.600 dollari, in aggiunta ad un ulteriore deposito di denaro, stando al South China Morning Post. Secondo quanto reso noto successivamente, assieme a Jimmy Lai sono stati rilasciati - sempre su cauzione - diversi altri attivisti.

Redazione

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