Incontro con l’autore , Stefano Benni.

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Scrivere di Benni è per me un regalo, ci sarebbero molte cose da dire, tanto da non sapere da che parte cominciare.Benni è autore ma soprattutto scrittore, o viceversa, non ha importanza…

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La presentazione dell’ultima sua fatica letteraria “ Prendiluna “, lo porta in giro per il nostro Paese e lo scorso 5 Agosto era ospite ad Ostuni nella suggestiva cornice dell’anfiteatro all’interno del villaggio turistico di Rosa Marina.

L’incontro con l’autore tuttavia è stata un’occasione per spaziare su vari argomenti: la scuola, gli insegnanti, la cultura in generale e tanto altro ancora…

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Prendiluna, il personaggio principale del romanzo, è un’ex insegnante in pensione a cui viene affidata una missione importante da parte di un gatto fantasma: prima di concludere la sua esistenza terrena, ella dovrà trovare degli uomini giusti a cui regalare i suoi gatti.

La trama di Pendiluna è ricca di elementi fiabeschi e surreali, la storia si dipana in un mondo onirico sempre più imprevedibile, con personaggi che potrebbero essere creature celesti oppure dei fuggitivi da una clinica, un killer-diavolo, altri fantasmi, gatti telepatici e gatti poeti, odiatori cibernetici, scienziati ed ex allievi della protagonista. Il “cammino” di Prendiluna la porterà all’Università Maxonia, dove scatterà l’ora della battaglia.

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Durante l’incontro, Benni ha sottolineato l’importanza della lettura, in particolare modo dei classici greci e latini, affermando quanto sia fondamentale la conoscenza di quelle lingue che erroneamente sono considerate morte, studiando le quali è invece possibile risalire al significato della stragrande maggioranza dei termini presenti nel nostro vocabolario.

Ha inoltre evidenziato come si sia evoluta la satira nel panorama culturale italiano e non poteva mancare il riferimento al suo grande amico di sempre Dario Fo. Ha raccontato alcuni aneddoti della coppia Fo-Rame e ha ricordato la professionalità immensa dell’artista.

A proposito della sua amicizia con il Maestro, c’è una bellissima lettera che Benni gli inviò quando apprese dell’assegnazione del Nobel per la letteratura, della quale di seguito riporto uno stralcio:

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“Caro Dario, l’ultima volta che ho scritto di te su questo giornale era per augurarti di superare una malattia. L’hai appena superata, ed ecco che si abbatte su di te nientemeno che un Nobel. So che scriveranno molte cose su di te, ma so anche che leggerai queste righe con speciale attenzione, perché speciale è la nostra amicizia. Che farai adesso, volerai verso l’Olimpo dei monumenti e le vette della Storia? Ci lascerai quaggiù alle prese con la politica misera della sinistra, coi suoi ricatti, con la sua rissosità da condominio davanti ai sofferenti della terra, con le sue adunate oceaniche e i sofà televisivi? No, sono pronto a scommettere che resterai con noi. È una grande gioia sapere che hai vinto un premio che onora te, e le tue lotte […]Io, che ho avuto la fortuna di starti vicino, il Nobel te l’avevo già dato da un pezzo. E adesso basta, di nuovo tutti in scena. […] Vivi serenamente questa gioia Dario, sghignazzaci su un pochino ma non troppo. Te lo meriti davvero.”

Questo non prendersi mai sul serio è la prerogativa dei grandi, non falsa modestia ma consapevolezza del proprio valore pur nella levità dell’ironia.

(servizio fotografico di Roberto Pedron)


Lucia D’Amore

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