Il possibile impiego della NAMRU 3 nella lotta contro il Covid-19

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In un momento storico come quello che stiamo attraversando, nella lotta contro il Covid-19 si stanno mettendo in campo diverse risorse, e una di queste potrebbe essere la NAMRU3 (Naval Medical Research Unit). Lo scorso 12 dicembre, infatti, è avvenuto il passaggio della sede della NAMRU 3 dal Cairo alla base aeronavale di Sigonella, in Sicilia.

Il Pentagono ha spiegato che questa scelta è dovuta soprattutto al fatto che la base siciliana si trovi al centro di tre commandi USA: U.S. Central Command, U.S. European Command e U.S. Africa Command. Occorre aggiungere che la Naval Medical Research dispone anche di altre quattro basi in tutto il mondo: San Antonio in Texas, Dayton in Ohio, Singapore e Perù.

Lo staff è composto da dieci ufficiali, ricercatori ed esperti, tra cui virologi, entomologi e infettivologi.

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La NAMRU 3si è sempre contraddistinta per il suo impegno in paesi africani e mediorientali, in cui ha stabilito i propri laboratori per portare avanti ricerche su diverse malattie e virus locali, monitorando anche l’insorgere di possibili pandemie. Infatti, “la missione di NAMRU 3”, come dichiarato dal Pentagono, “è quella di studiare, monitore e individuare le emergenti e riemergenti minacce di malattie che interessano i militari e la salute pubblica, così come quella di sviluppare strategie di mitigazione contro di esse. Ciò è svolto in partnership con le nazioni ospitanti e le agenzie Usa come U.S. Centers for Disease Control (CDC). Le ricerche di base, epidemiologiche e cliniche di NAMRU-3 si rivolgono in particolare alle malattie enteriche, alle infezioni acute respiratorie, alle epatiti, alla tubercolosi, alle meningiti, all’HIV e a varie infezioni da parassiti, batteri e virus, che sono endemiche e rappresentano un grave problema pubblico nelle regioni d’intervento”.

Per questo le ricerche della NAMRU,condotte in laboratori all’avanguardia, si sono focalizzate spesso anche sulla creazione di appositi farmaci o vaccini contro quelle malattie che spesso colpiscono i militari Usa in determinate regioni del mondo. In questo risulta essenziale il sostegno economico di privati e case farmaceutiche.

Un dipartimento scientifico come la NAMRU risulta quindi utile per monitorare le infrastrutture mediche dell’esercito statunitense e dei paesi alleati, per prevenire lo scoppio di possibili pandemie, come ad esempio l’influenza aviaria. Inoltre, nei laboratori sparsi nel mondo si effettuano sperimentazioni anche su insetti e mammiferi, con la possibilità di coltivare e di esaminare microbi.

La NAMRU nacque nel 1942, quando gli Stati Uniti lanciarono in Africa una campagna contro il tifo. Dopo il secondo conflitto mondiale, essa si stabilì in Egitto, dove ha lavorato fino allo scorso dicembre in stretta collaborazione con le autorità egiziane su alcune malattie che avevano colpito il paese. In seguito, grazie all’efficienza dimostrata, la Naval Medical Research ha iniziato a operare anche nel Medio Oriente, per debellare malattie infettive che nel 1999 colpirono alcuni militari statunitensi in Turchia. Altro significativo apporto è stato quello per fornito per sconfiggere l’ondata di febbre epidemica che nel 2000 colpì una regione dello Yemen.

Dal 1987 la NAMRU ha iniziato a collaborare anche l’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) in una campagna contro l’AIDS, ottenendo poi nel 2001 il riconoscimento come “Centro di collaborazione per le malattie infettive emergenti e/o riemergenti”.

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La NAMRU ha continuato a operare senza interruzione in 25 paesi diversi, tra cui la Giordania, dove ha iniziato a fare sperimentazioni prima nella lotta contro la SARS (Sindrome respiratoria acuta grava)e, successivamente, anche contro la MERS, che stava affliggendo il paese.

Altre significative collaborazioni della Naval Medical Research si sono registrate nella ricerca sul virus dell’epatite C e sull’epidemia di Ebola scoppiata nel 2006 in Ghana e Liberia.

Di recente, anche in Kenya è stata promossa la East and West Africa Malaria Task Force, con sede ad Accra, in Ghana, per supportare le divisioni di ricerca di alcuni paesi africani nella lotta contro la malaria. Il progetto ha compreso anche le strutture del Noguchi Memorial Institute for Medical Research e l’Ospedale Militare n. 37, sono tuttora presenti laboratori che si occupano di effettuare test su diverse malattie infettive, di individuare gli agenti patogeni per Ebola e febbre gialla e di sperimentarne i vaccini.

Alcuni studi condotti dalla NAMRU 3 sono stati pubblicati persino sul prestigioso Journal of Virology.

Tornando invece a tempi più recenti, i laboratori NAMRUal Noguchi, il 1° marzo di quest’anno,si sono subito attivati nell’effettuare i tamponi per individuare il Covid-19, anche grazie al supporto dell’OMS. Questo testimonia che la Naval Medical Research ha già iniziato a dare il proprio supporto nella lotta al coronavirus.

(foto dal web)

Francesco Ambrosio

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