Il panda gigante

Andiamo a conoscere da vicino questo dolce mammifero.

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La notizia è di qualche giorno fa: Pan Pan, il panda gigante più vecchio del mondo, è morto all’età di 31 anni nel Centro di Conservazione e Ricerca di Sichuan, nella provincia sud–occidentale della Cina.

Pan Pan, nato allo stato brado nella regione di Baoxing nel 1985, aveva un ‘età equivalente a circa 100 anni di un essere umano. Si era ammalato di cancro circa sei mesi fa e la sua salute era andata deteriorandosi negli ultimi 3 giorni. Per i Panda non è facile riprodursi e per questo erano fino a qualche mese fa una specie a rischio di estinzione. Pan Pan nella sua lunga vita in cattività, ha contribuito alla nascita di circa 130 esemplari, sparsi in tutto il mondo, rallentando così la scomparsa della sua specie. E’ anche grazie a lui se negli ultimi anni le nascite sono cresciute del 17% stando agli ultimi censimenti, permettendo al Panda gigante di passare dalla categoria in “pericolo“ a quella di “vulnerabile”nella lista rossa della IUCN (International Union for Conservation of Nature), la più autorevole banca dati sulla conservazione degli
animali e piante terrestri.

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Simbolo del WWF (World Wildlife Fund), che sta attuando un ‘opera di sensibilizzazione sul governo cinese per combattere il bracconaggio, combatte la sua battaglia contro il riscaldamento globale e un selvaggio disboscamento.

Esistono 67 riserve che proteggono i due terzi degli esemplari in libertà.

il Panda, simbolo di pace, è molto amato in Cina, tanto da essere raffigurato persino sulle monete d’oro. È dotato di un aspetto amabile e indifeso che lo fa assomigliare ad un orsacchiotto di peluche vivente. Negli anni ’70 la Repubblica Popolare Cinese ha incrementato gli scambi culturali con l’Occidente, dando in prestito esemplari di Panda giganti a zoo statunitensi e giapponesi.

Nel 1998 il WWF ha intrapreso un ‘azione legale per spronare l’U.S. Fish and Wildlife Service a richiedere agli zoo americani di assicurarsi che metà della tariffa versata alla Cina per l’importazione di Panda, venisse impiegata in azioni volte alla conservazione della specie nel suo habitat naturale.

I Panda giganti vivono nelle foreste di bambù sulle montagne tra i 1800 e i 3000 metri, dove il clima è generalmente umido freddo e il territorio aspro e inaccessibile. Appartenenti alla famiglia Ursidae, il loro nome scientifico Ailuropoda melanoleuca significa “piede di gatto nero bianco”. Sono infatti orsi dal tipico mantello bicolore con macchie nere intorno agli occhi rotondi e scurissimi. Sono alti dai 120 ai 150 cm, con un peso che varia dai 75 ai 160 kg. Possono raggiungere i 30 anni di vita, ma in cattività sono più longevi.

Non hanno una buona vista, ma le mascelle sono così potenti da triturare il metallo. La zampa del Panda è costituita da 5 dita più il pollice, che è un osso del polso modificato con l’evoluzione, dotato di muscolatura propria.

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Come i parenti orsi, sono teoricamente onnivori, pur nutrendosi quasi esclusivamente di bambù. Ne consumano oltre 15 kg al giorno, ma non disdegnano i piccoli roditori e lucertole. Sono inoltre ghiotti di latte. Essendo la loro dieta povera, energeticamente parlando, sono costretti a mangiare per circa 14 ore al giorno. Preferiscono consumare i pasti seduti. Si arrampicano sugli alberi solo per riposare. Sono creature solitarie, non vanno in letargo in inverno e vivono in anfratti di rocce o tronchi vuoti. La maturità sessuale la raggiungono tra il 4° e il 6° anno di vita. Il periodo produttivo dura da una a tre settimane l’anno e di solito coincide con la primavera. I panda sono molto esigenti nella scelta dei loro compagni e l’accoppiamento naturale richiede un forte affiatamento. Per questo la riproduzione in cattività è molto difficile. La femmina può partorire da uno a tre cuccioli, ma in genere uno soltanto sopravvive. La madre infatti ne alleva solo uno. In cattività, il piccolo abbandonato viene nutrito artificialmente e coccolato come farebbe la sua mamma naturale. Lo svezzamento si completa in 9 mesi, ma i cuccioli restano con la madre fino ai 18. Sono creature legate al territorio, che devono conoscere bene per riuscire a trovare il cibo di cui nutrirsi. Ecco perché i piccoli hanno bisogno di cure. Se è vero che l’intervento umano è invasivo, è altrettanto vero che nel caso di specie, è volto alla salvaguardia di questo meraviglioso mammifero.

Renata Are

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