Il lander Schiaparelli è atterrato sul Pianeta rosso?

Sei interminabili minuti di discesa e un minuto prima di toccare la superficie il silenzio

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Sembrava fatta, missione compiuta, invece non c’è conferma del buon esito.La sonda ExoMars, partita l’11 marzo scorso, sembrava fosse atterrata sul Pianeta rosso alle ore 16,48 (in Italia) di oggi, mercoledì 19 ottobre.O meglio la sonda è atterrata, ma un minuto prima del contatto fisico si è perso il suo segnale e perdurando il silenzio dalla superficie marziana non si può escludere che il lander si sia schiantato.Sebbene in un primissimo momento le speranze di ristabilire un contatto non fossero perse, alle ore 20.00 italiane le conferme in tal senso non sono arrivate.Dovrà passare la notte per capire se c’è ancora una possibilità.

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Certo un brutto colpo. Alle 18.30 un ovazione aveva accolto quello che sembrava il successo della missione, il coronamento di un duro lavoro che concretizzava il sogno.Invece il segnale che era giunto a Terra era quello del TGO, il modulo in orbita attorno al pianeta e non quello del lander dal quale solo silenzio.

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Il modulo di atterraggio che porta il nome dell’astronomo italiano che realizzò la prima mappa di Marte, Giovanni Schiaparelli appunto, ha iniziato l’ingresso nell’atmosfera intorno alle 16.42 italiane per poi iniziare la delicatissima fase di atterraggio nei sei minuti successivi.Operazione di grande difficoltà perché ha percorso la distanza partendo da una velocità iniziale di ben 21mila km/ora.Nella storia dell’uomo moderno sarebbe stata la prima volta che una sonda avrebbe potuto raggiungere la superficie marziana nella cosiddetta stagione delle tempeste che sul pianeta sono di un’intensità tale da coinvolgere l’intera superficie.Secondo il progetto, il lander sarebbe dovuto rimanere operativo il tempo necessario a raccogliere dati fondamentali per la prossima fase della missione tutta europea denominata ExoMars, un‘esplorazione robotica di Marte sviluppata dall’Agenzia Spaziale Europea (ESA) e dall’Agenzia Spaziale Russa (Roskosmos) che nel 2020 prevede l’invio di un rover con una trivella costruita in Italia che dovrà, stando ai piani, effettuare delle perforazioni sulla superficie fino a due metri di profondità.La fase uno è stata il distacco, avvenuto correttamente il 16 ottobre, tra il modulo di discesa Entry, descent and landing demonstrator module (Edm) - contenente il lander - e la nave madre, il Trace gas orbiter (Tgo) che rimarrà nell’orbita del pianeta per sette anni, stabilizzandosi a circa 400 km di quota.Schiaparelli si è dunque diretto sul pianeta inclinandosi nell’atmosfera marziana per toccare la sabbia della superficie della regione Meridiani Planum, in corrispondenza dell’equatore marziano.Proprio nel territorio dove da 12 anni circa si aggira “Oppy”, come affettuosamente ribattezzato, Opportunity, piccolo rover della NASA ( Il Mars Exploration Rover è una missione della NASA in corso su Marte).Schiaparelli si era posto in stato di ibernazione dopo la separazione dal Tgo per risparmiare energia e dopo aver reso operativa la strumentazione, ha eseguito l’autodiagnosi completa iniziando la discesa e catturando preziose informazioni sull’atmosfera marziana nei delicati sei minuti.Dati trasmessi al centro di controllo della missione che si trova in Germania, a Darmstadt.Schiaparelli ha con sé un concentrato di alta tecnologia idoneo a effettuare una complessa serie di rilevazioni ambientali finalizzate ad ottenere per la prima volta misurazioni accurate dei campi elettrici e della superficie che potrebbero fornire degli utili elementi sull’origine delle tempeste di sabbia.Il tutto in chiave di come potrebbe essere affrontato uno sbarco di un equipaggio umano e delle attrezzature da portare al seguito.Questa storica avventura, vede l’Italia protagonista, con circa 1.500 persone coinvolte a livello Europeo nel programma ExoMars con oltre 600 in Leonardo e 134 aziende di Paesi partner dell’’Esa coordinate da Thales Alenia Space, partecipata di Leonardo, (Leonardo-Finmeccanica, un’azienda italiana attiva nei settori della difesa, dell’aerospazio e della sicurezza) che ha la guida di entrambe le missioni del 2016 e del 2020, andando a realizzare molti dei componenti di alta tecnologia usati nel programma.

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Ora può darsi che la conferma che tutto è andato per il meglio potrebbe arrivare da una sonda NASA la MRO (Mars Recognizer Orbiter) che a breve sorvolerà la zona dove dovrebbe essere sbarcato il lender per cercare di catturare i dati e rinviarli sulla Terra.Operazione complessa che solo domani potrebbe avere un esito.

Incrociamo le antenne...

Massimo Lupi

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