Il fascino shakespeariano di Kronborg

Nel castello del 400 fu ambientato l’Amleto

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Tra le mura della fortezza danese di Kronborg, William Shakespeare ambientò le vicende del principe danese Amleto, da cui prende il nome una delle sue opere più celebri. Per capire le motivazioni di questa scelta, però, è necessario ripercorrere la storia di questo castello. La fortezza di Kronborg sorge sull’isola di Helsingor (la Elsinore shakesperiana) sul mar Baltico, a pochi passi dalla Svezia. Anche solo dall’alto è possibile apprezzare la geometria quadrata dell’edificio, con mura poligonali, circondate all’esterno da un fossato.

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Il castello di Kronborg fu edificato nel 1420 dal re Eric di Pomerania. Nel periodo tra il 1574 e il 1585, sotto il re danese Federico II, esso divenne una delle residenze più eleganti dell’Europa. Nel 1620 un incendio distrusse l’edificio e solo qualche anno dopo il re danese Cristiano IV incaricò un architetto di progettarne la ricostruzione. Nel 1658 il castello fu però conquistato dagli svedesi, che ne saccheggiarono gli interni. In seguito i danesi fecero erigere nuove torri, rendendo quella di Kronborg una fortezza inespugnabile. I regnanti danesi abbandonarono poi l’edificio per trasferirsi in un’altra residenza. Kronborg divenne un carcere e questo rivoluzionò soprattutto gli interni e i sotterranei in cui, tra angusti cunicoli, furono costruite le celle per i prigionieri. In seguito la fortezza fu presa in consegna dall’esercito fino al 1922.

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L’eleganza degli interni del castello di Kronborg ispirò William Shakespeare ad ambientarvi il suo celebre Amleto. Tuttora, soprattutto in estate, si tengono all’esterno dell’edificio rappresentazioni teatrali delle opere del noto drammaturgo inglese.

cms_11077/4av.jpgA parte il fascino letterario offerto dal castello, tutti gli interni mostrano i fasti di un tempo, per cui ancora oggi è possibile visitarli. Basti pensare alla grande Sala da ballo, che poteva ospitare all’incirca 500 persone; qui si svolgevano cerimonie e banchetti. Si possono visitare anche le Cantine di Federico II, la Sala Piccola, che poteva ospitare circa 150 persone, e la Cappella, unica parte della fortezza originale rimasta intatta durante l’incendio del 1620. Nel sottosuolo del castello è possibile visitare anche le casematte, gli alloggi dei soldati. Qui sotto si trova anche l’inquietante statua di Holgar il Danese, uno degli eroi della Chanson de Roland, facente parte del ciclo carolingio della letteratura medievale francese. Secondo la leggenda, Holgar aveva un figlio che era stato imprigionato da Carlo Magno. Per vendetta si scontrò così con l’imperatore e lo uccise. Sulla figura di Holgar si narrano tante leggende, tra cui quella in cui si pensa che l’eroe, dopo le sue tante peripezie in Francia, si sia fermato proprio nel castello di Kronborg. Infatti, si dice che Holgar dimori tuttora all’interno delle sue mura e che il pavimento stesso sarebbe ricoperto dalla sua barba, usata come giaciglio per il sonno notturno. La leggenda racconta che l’eroe danese si sarebbe svegliato per liberare la Danimarca in caso di pericolo.

Francesco Ambrosio

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