Il calendario consultazioni. Seconda giornata

Crisi di Governo:M5S-Pd, Di Battista, Salvini

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Silenzio e cautela continuano ad essere d’obbligo, sempre in attesa di quelle "decisioni chiare e in tempi brevi" auspicate al termine del primo giro di consultazioni. Ma alcuni elementi che stanno emergendo di ora in ora lasciano presupporre che al Quirinale siano arrivati segnali chiari per un possibile accordo, che a breve potrebbe portare ad uno sblocco della crisi e alla rapida nascita di un nuovo esecutivo.

SECONDO GIORNO

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Oggi, le consultazioni al Quirinale cominciano alle 10, con il Gruppo per le autonomie (Svp-Patt-Uv) del Senato, con la presidente Julia Unterberger, il vicepremier Albert Laniece (Uv) e Gianclaudio Bressa, componente del Gruppo Parlamentare per le Autonomie.

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Alle 10,30 sale al Colle il gruppo Liberi e Uguali della Camera, con il presidente Federico Fornaro e la vicepresidente vicaria Rossella Muroni.

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Alle 11 al Quirinale Fratelli d’Italia con il capo del movimento Giorgia Meloni e i capigruppo di Senato e Camera Luca Ciriani e Tommaso Foti.

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Alle 16 tocca al Partito democratico con i capigruppo al Senato e alla Camera Andrea Marcucci e Graziano Delrio, il segretario Nicola Zingaretti, il presidente Paolo Gentiloni e il vicesegretario Paola De Micheli.

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Alle 17 i gruppi di Forza Italia-Berlusconi presidente, con il presidente Silvio Berlusconi, il vicepresidente Antonio Tajani e i capigruppo al Senato Anna Maria Bernini e alla Camera Mariastella Gelmini.

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Alle 18 tocca ai gruppi Lega-Salvini premier. La delegazione è formata dal segretario Matteo Salvini e dai capigruppo di Senato e Camera, Massimiliano Romeo e Riccardo Molinari.

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Alle 19, chiude le consultazioni il Movimento 5 stelle con il capo politico Luigi Di Maio e i capigruppo Stefano Patuanelli al Senato e Francesco D’Uva alla Camera.

Crisi di Governo

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M5S-Pd, alta tensione

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Colpo di scena in tarda serata. Il leader del M5S nel blog del Movimento ha scritto che "solo se il voto" su Rousseau, "sarà positivo la proposta di progetto di governo sarà supportata dal MoVimento 5 Stelle". E ha poi fissato i tempi, spiegando che "il voto dovrebbe avvenire entro la prossima settimana". "Gli iscritti - si legge sul post - hanno e avranno sempre l’ultima parola". Rischia di saltare tutto, riferiscono fonti del Pd, perché Luigi Di Maio è tornato a rivendicare la vicepresidenza del Consiglio. "Di Maio propone, in sostanza, un rimpasto, l’esatto contrario di quello che abbiamo proposto noi. E’ inaccettabile". "Per favore Zingaretti e Gentiloni, dopo tutte le umiliazioni che ci siamo fatti infliggere - twitta Carlo Calenda -. Dopo Conte, dopo Di Maio ora anche Rousseau! Basta non potete consentire la distruzione di ogni residua reputazione del Pd".

Un brusco stop in una giornata in cui si stava delineando l’accordo per un governo giallorosso. C’era stato un nuovo round di consultazioni e l’incontro tra le due delegazioni Pd-M5S sui temi programmatici che aveva portato un po’ di ottimismo sui due fronti. "Il lavoro non si è concluso, ma è stato molto positivo, così lo giudichiamo" aveva detto il presidente dei senatori dem Andrea Marcucci.

"Il Pd ci ha illustrato i suoi punti e noi abbiamo ribadito i nostri dieci punti programmatici" aveva replicato il capogruppo dei senatori M5s Stefano Patuanelli. "Noi avevamo 10 punti, che abbiamo presentato dopo il primo giro di consultazioni" ha detto Patuanelli. "Il Pd durante il weekend ha elaborato più nel dettaglio alcune proposte che oggi ha voluto farci vedere. Abbiamo lavorato in un buon clima", mercoledì "continueremo". "Non abbiamo parlato di nomi", aveva poi precisato il presidente dei senatori grillini. Nodo vicepremier? "Non abbiamo parlato di nomi", aveva tagliato corto, definendosi "ottimista per natura" per quanto riguarda l’esito della trattativa.

Nonostante le ultime dichiarazioni, che sparigliano un po’ le carte, mercoledì mattina, probabilmente alle 8.30, si aggiornerà, comunque, il tavolo dei capigruppo pentastellati e Dem.

Di Battista: "Mie idee protagoniste, ma il Pd non ne parla"

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"Le idee devono restare protagoniste. Io non ho sentito nessuno del PD pronunciarsi su questo in questi giorni". E’ un passaggio del post con cui Alessandro Di Battista, su Facebook, dice "No ai Benetton, no a Malagò, no ai conflitti di interesse".

"Insisto. Un grande potere contrattuale deve imporre grande coraggio sui temi", dice prima di snocciolare le sue ’condizioni’. "Io, da cittadino e da persona che negli anni ha dato anima e corpo al Movimento pretendo: 1. La revoca delle concessioni autostradali ai Benetton, un gruppo che ha socializzato i costi e privatizzato i profitti e che dopo la tragedia del Ponte Morandi non deve più toccare palla; 2. Che si porti a compimento la riforma dello sport per togliere potere clientelare dalle mani di Malagò (avvistato due giorni fa “stranamente” all’Olimpico accanto a Veltroni); 3. Che si realizzi finalmente una legge durissima sui conflitti di interessi e contro l’accentramento di potere, immenso male del nostro Paese. Non era solo un problema riguardante Berlusconi evidentemente".

"È il “deep State” (lo Stato occulto) il nemico principale degli interessi dei cittadini. A me interessa contrastarlo. Sono le mie idee e le idee devono restare protagoniste. Io non ho sentito nessuno del PD pronunciarsi su questo in questi giorni", conclude.

Salvini: "Sbrigatevi o si voti"

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"Io dico a Pd e 5Stelle, che si trascinano nella contrattazioni di poltrone, se volete fare allora fate in fretta, altrimenti andiamo al voto che è la cosa più democratica". Così Matteo Salvini, nel corso di una diretta Facebook dal Viminale, in cui più volte chiede di assumersi la loro responsabilità ai Di Maio e Zingaretti per la formazione del nuovo governo. "Sembra di tornare ai tempi di De Mita e Fanfani", sottolinea.

"Pare che ora la trattativa si sia incagliata sul nome di Conte, ma più che un Conte bis sembrerebbe un Monti bis - attacca Salvini -. Conte evidentemente stava preparando da tempo questa manovra, su suggerimento di Merkel, Macron e degli ambienti che lui ha frequentato". Quel governo "porterebbe al governo gli sconfitti delle ultime politiche e delle europee, accomunati dall’odio contro Salvini e la Lega", incalza ancora.

"Per settimane i 5Stelle ci hanno sfidato a votare il taglio dei parlamentari, l’ho detto e e lo ripeto, ci sono, vogliamo tagliare anche domani 345 parlamentari? Ci sono, risparmiamo qualche decina di milioni di euro? Ci sono, va bene - prosegue Salvini -. E’ un segnale di serietà, di rispetto del contratto di governo".

Salvini dice "no a governi telecomandati dagli altri per fare qualche manovrina e magari cambiare qualche leggina". "Dal Pd, leggo, chiedono a Conte di modificare o cancellare i decreti sicurezza - rimarca - ma noi abbiamo lavorato un anno per difendere i confini, e ora nel nome del salva poltrone sitorna indietro. Io sono orgoglioso del fatto che abbiamo messo nelle mani del popolo italiano il nostro mandato".

"Confidiamo - conclude - e abbiamo la certezza che il presidente Mattarella non permetterà questo mercimonio ancora a lungo. Vediamo il totoministri, che sembra il calciomercato, di cui non parlo, visto l’esordio del Milan".

Redazione

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