Il Canada ritira metà dei suoi dipendenti all’ambasciata cubana

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Il governo cubano, nella propria storia, è sempre riuscito a far parlare di sé grazie alla propria matrice ideologica comunista, ai contrasti con gli Stati Uniti e, più in generale, al proprio isolazionismo rispetto al mondo occidentale. Eppure, negli ultimi anni sembra essere un’altra la ragione per cui in molti hanno iniziato a guardare alla piccola isola dell’Atlantico con curiosità e, per certi versi, perfino con un malcelato senso di mistero… un suono. Il suo nome? Sconosciuto. La sua provenienza? Del tutto misteriosa. L’unica cosa certa è che fin da quando è stato emesso per la prima volta l’insidioso rumore ha provocato gravi malattie e, forse, perfino tensioni fra i Paesi coinvolti.

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Chiunque abbia avuto la (relativa) fortuna di ascoltarlo ha paragonato tale suono a quello emesso da un grillo o da altri insetti, più scientificamente, è verosimile che esso sia il frutto di alcune radiazioni elettromagnetiche con una lunghezza d’onda di poco superiore a quella degli infrarossi e, sebbene l’Avana abbia negato ogni illazione, sono state raccolte diverse prove dalle forze d’intelligence nordamericane sull’esistenza dello stesso.

Purtroppo, le microonde in questione avrebbero il potere di colpire il cervello nella zona dei lobi temporali, posta a pochi centimetri dalle tempie, il che creerebbe false sensazioni uditive, sordità e, in alcune situazioni, perfino autismo. Dal 2016 ad oggi sono stati oltre quaranta i membri delle ambasciate statunitensi e canadesi colpiti da quest’inedita malattia (la maggior parte dei quali hanno preferito rimanere anonimi). Com’è ovvio, ognuno di loro è stato immediatamente rimpatriato ma secondo il “Wall Street Journal” malgrado alcuni progressi essi continuano a mostrare numerosi sintomi piuttosto gravi.

Fedelmente col principio secondo cui è meglio prevenire che curare, per evitare ulteriori contrazioni del malessere il governo di Ottawa ha optato nella giornata di venerdì per il ritiro di metà del proprio personale in servizio presso l’ambasciata canadese a Cuba. Non sappiamo se tale risoluzione sarà definitiva, ma di certo, essa non allontana i mille interrogativi su quanto sia realmente accaduto.

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Bisogna subito precisare che, affinché un suono possa produrre effetti nocivi o addirittura irreversibili sulla salute di un essere umano, non è sufficiente la sua reiterazione ma occorre che esso venga udito a una distanza di non più di pochi metri dal luogo in cui viene emesso. Dal momento che ognuna delle malattie è stata verosimilmente contratta nelle ambasciate, esistono solo due possibilità: o qualcuno si è appostata al di fuori di esse nelle ore notturne con dei megafoni (anche se finora nessun testimone ha denunciato nulla di simile) o all’interno delle ambasciate sono stati installati segretamente dei piccoli emettitori di ultrasuoni; un’ipotesi, quest’ultima, che qualora dimostrata potrebbe generare un’escalation diplomatica senza precedenti.

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Non è ben chiaro neppure perché Cuba avrebbe dovuto colpire gli innocenti funzionari stranieri: pensare a un’azione dimostrativa è improbabile vista la segretezza di tali operazioni, l’ipotesi più verosimile, viceversa, sarebbe quella secondo cui L’Avana avrebbe voluto sperimentare nuove armi sonore senza tuttavia mettere in pericolo l’incolumità dei propri cittadini, e, dunque, approfittando della presenza di alcuni “ospiti” sul proprio territorio per raggiungere il cinico obiettivo. In effetti, bisogna sottolineare che la comunità scientifica internazionale si è affrettata a specificare quanto sia fisicamente impossibile testare un’arma così potente in un edificio senza avere la benché minima ripercussione sull’ambiente circostante; pertanto, malgrado la zelante attenzione del proprio governo, pare che neppure gli abitanti locali siano destinati a poter dormire sogni tranquilli nei prossimi mesi.

Sebbene tale vicissitudine possa ricordarci una romanzesca spy story, in realtà essa è più ancorata alle vicende concrete di quanto possiamo pensare. Sono in molti, infatti, gli interrogativi senza risposta. Ma in questo oceano di ambiguità v’è una certezza: quella che decine di persone intente a svolgere semplicemente il proprio lavoro hanno visto debilitarsi la propria salute psico-fisica in modo forse definitivo. Il minimo che possa essere fatto per costoro è garantirgli una tempestiva ed esauriente verità.

Gianmatteo Ercolino

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