Identificato l’attentatore della strage di Hanau

Si tratta di Tobjas Rathien, un cittadino tedesco con tendenze xenofobe

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Alle 22 dello scorso mercoledì sera, nella città tedesca di Hanau, è avvenuta una sparatoria nella zona dei Shisha bar, dove si è soliti fumare narghilè. Si contano più di 10 morti, tra cui cinque cittadini turchi, e quattro feriti.

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Stando alle indagini condotte dalla procura federale dell’Assia, il massacro sarebbe stato messo in atto da Tobjas Rathien, un tedesco di 43 anni di estrema destra, originario proprio di Hanau, con tendenze xenofobe. Lo stesso avrebbe poi rivendicato la strage in un video girato qualche giorno prima, in cui sosteneva che alcuni popoli che il governo non espelle dalla Germania devono essere eliminati. Gli inquirenti hanno rinvenuto su un blog un manifesto di 24 pagine contenente le sue teorie di estrema destra.

I corpi dell’attentatore e della madre sono stati rinvenuti privi di vita nella loro abitazione, mentre il padre è stato arrestato dalla polizia tedesca.

La Merkel è intervenuta sull’accaduto, dichiarando che è stato un giorno triste per la Germania e che "il razzismo è un veleno, l’odio è un veleno che esiste nella nostra società".

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Ciò che è accaduto ad Hanau, però, non è affatto un episodio isolato di matrice xenofoba. La Germania non è nuova a massacri come questo messi in atto da estremisti, e in modo particolare da neonazisti.

Infatti, nell’ottobre del 2019, ad Halle, un uomo di 27 anni con tendenze neonaziste attaccò una sinagoga e un fast food, uccidendo due persone.

Nel dicembre 2016, un uomo di origini tunisine falciò la folla con un camion ai mercatini di Natale di Berlino, uccidendo 12 persone.

C’è da aggiungere che più volte la procura tedesca ha arrestato malviventi e sgominato bande di estremisti intenti a organizzare attentati ai danni di musulmani e clandestini.

Proprio su questo aspetto è intervenuto il vicecancelliere socialdemocratico Olaf Scholz, dichiarando che la politica deve intervenire e non può ignorare che, 75 anni dopo la dittatura nazista, è sempre vivo il seme di un nuovo terrorismo di destra.

Francesco Ambrosio

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