I nuovi misteri del Pianeta 9

Un’innovativa teoria potrebbe svelarne una parte

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A distanza di anni l’Universo continua a sorprenderci. Questa volta il protagonista è il Sistema Solare, più precisamente il misterioso Pianeta 9, situato ai confini di esso. All’inizio si pensava potesse essere un’ipotetica “Super Terra”, con massa cinque volte superiore a quella del nostro pianeta.

Ma l’ultima, alquanto bizzarra ipotesi potrebbe forse spiegare le anomalie gravitazionali osservate sinora oltre l’orbita di Nettuno, una zona popolata da asteroidi e pianeti nani, chiamata “fascia di Kuiper”. Questa regione deve il suo nome all’astronomo olandese naturalizzato statunitense Gerard Peter Kuiper, che l’ha scoperta assieme al collega irlandese Kenneth Edgeworth. La sua importanza è data dall’ipotesi secondo la quale questo sarebbe il luogo di nascita delle comete, anche se ancora non vi sono riscontri. Oltre questa zona, soprattutto, è stato localizzato il misterioso corpo celeste oggetto della nuova teoria.

A formularla sono Jakun Scholtz, dell’Università britannica di Durham, e James Unwin, dell’Università statunitense di Chicago, Illinois. I due fisici sostengono che il Pianeta 9 possa essere in realtà un buco nero generatosi con il Big Bang. Il loro articolo, al momento, è stato pubblicato solo sul sito ArXiv, portale che riporta studi non ancora approvati dalla comunità scientifica.

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Il buco nero formulato dai due studiosi avrebbe una massa simile alla Terra. Prendendo in prestito la definizione ufficiale data dall’astrofisica, esso è un corpo celeste il cui campo gravitazionale risulta essere talmente intenso da non lasciar sfuggire nemmeno la luce (l’energia con la velocità più alta mai registrata).

Una massa così è sicuramente degna di nota ma sbiadisce dinanzi a buchi neri super-massicci, ovvero miliardi di volte più grandi del Sole, come quello della galassia Virgo A. Ma c’è una caratteristica che lo renderebbe probabilmente quasi unico; la parola chiave è “materia oscura”. La cosmologia la caratterizza come un’ipotetica componente di materia rilevabile soltanto indirettamente attraverso i suoi effetti gravitazionali, non emettendo alcuna radiazione elettromagnetica. Da non confondere con l’antimateria, ovvero la materia con caratteristiche energetiche opposte a quella regolare, la cui natura sfuggente ne impedisce qualunque tipo di analisi. Nonostante si dice componga almeno un quarto del cosmo, il che la rende estremamente affascinante, essa sarebbe la causa della mancata scoperta in tempi precedenti dell’esistenza del Pianeta 9.

Il pianeta “fantasma”, come è stato soprannominato, sarebbe da ricercare in quel mistero astrale che lascerebbe una traccia della propria presenza solo mediante l’emissione di lampi di raggi gamma (ovvero radiazioni potentissime).

Questo tipo di fasci energetici si dice sia in grado di attraversare la materia, penetrandola senza particolari problemi. Unendo questo fattore alla discussa teoria della possibilità di buchi neri e materia oscura di essere un portale verso nuovi mondi, il risultato potrebbe essere la rivoluzione dell’universo così come lo conosciamo.

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Ancora non si hanno prove concrete dell’esistenza del Pianeta 9, ma è innegabile che la scienza stia facendo passi avanti e non solo nella finzione della cultura popolare (il film “Interstellar” è l’esempio più conosciuto).

E chissà che questa non possa essere la porta verso altre realtà.

Francesco Bulzis

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