I murales di Casa Cuseni

L’arte si fa scrigno segreto di antiche testimonianze di omosessualità

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Limone, pompelmo, mandarino e arance dolci sapientemente miscelate dalla natura: questa è la ventata di fragranze tipicamente siciliane che accolgono il visitatore di questa antica dimora di Taormina.

Casa Cuseni si trova su di un ripido pendio sopra l’antica cinta muraria della famosa cittadina turistica, un naturale sipario che può ben vantare uno degli scenari più suggestivi del pianeta: l’Etna e i giardini Naxos.

Costruita in Art Nouveau nel 1905 da Robert H. Kitson, genio artistico inglese, la dimora ha custodito per un secolo una camera segreta e i suoi affreschi, fino al 2012, quando finalmente la dining-room è stata aperta.

I murales, realizzati dall’architetto e disegnatore Frank Brangwyn, uno dei massimi esponenti mondiali dell’Arts and Crafts Movement, raccontano di un amore omosessuale e della prima adozione maschile nella storia dell’arte.

Non una storia tra le tante, ma la storia d’amore sbocciata tra Robert Kitson ed il pittore Carlo Siligato, suo compagno di vita. Quando nel 1908 Messina venne distrutta, i due amanti adottarono il piccolo Francesco, diventando così una famiglia omosessuale, la prima nelle arti figurative, all’epoca assolutamente proibita.

Pablo Picasso, in visita a Casa Cuseni nel 1917, scoprì la stanza ma decise di mantenere il segreto per evitare la prigione ai due amici pittori.

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Gli affreschi di Brangwyn - famoso per aver decorato la Galleria reale della Casa dei Lord, a Westminster, e il Foyer del Rockefeller Center Museum di New York - nonostante due guerre mondiali sono rimasti miracolosamente integri. In particolare, durante il secondo conflitto, la casa venne occupata dai tedeschi, ma gli abitanti del paese riuscirono a salvare dalla cieca depredazione nazista i 600 quadri della collezione e le opere custodite nella dimora.

La stanza dei segreti ospita ancora una bicicletta-triciclo in legno, realizzata dai futuristi di Messina per il piccolo Francesco, e, su di un antico tavolo, posto al centro della stanza, in bellavista spicca un pregevole portatovagliolo con ricamate le due C intrecciate di Casa Cuseni. Più tardi Coco Chanel ne trarrà ispirazione per realizzare il logo della sua celebre maison.

Dichiarata Monumento Nazionale Italiano nel 1998, museo ufficiale di Belle Arti della Città di Taormina dal 2015 e Grande Giardino nel 2016, Casa Cuseni custodisce, ancora oggi, i segreti dei personaggi che vi hanno dimorato lasciandosi ammaliare dalla sua bellezza. Greta Garbo vi soggiornò per circa una anno: il salone ospita ancora lo stesso divano su cui la Divina passava i pomeriggi. La stanza dove ha dormito porta ancora oggi il suo nome. E’ a Casa Cuseni che soggiornava anche il filosofo e matematico Bertrand Russell quando, nel 1950, gli ufficializzarono la consegna del Nobel.

Il meraviglioso giardino, adornato con intonaci di carattere liberty, ospita un’opera inedita e originale dello scultore Giacomo Balla. Completano il colpo d’occhio le suggestive fontane in stile rococò.

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Alla morte di Robert Kitson, nel 1947, toccò a sua nipote Daphne Phelps ereditarne la proprietà e la cura. Ma non fu impresa impossibile in quanto Daphne, dapprima decisa a vendere la villa e rientrare in Inghilterra quanto prima possibile, si innamorò del luogo e decise di stabilirsi nella villa di suo zio.

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La seconda vita di Casa Cuseni la vuole meta di villeggiatura di grandi personalità, pittori e scrittori che vi soggiornarono con il passaparola, cercando di preservare la riservatezza del luogo.

La dimora era divenuta una guest-house elitaria che ospitava artisti del calibro di Tennessee Williams, Henry Faulkner, Ronald Dahl, Dalì, Giorgio de Chirico e tanti altri. Ognuno dei personaggi illustri ospitati a Casa Cuseni lascerà qualcosa: dipinti, disegni, documenti, ma anche preziosi appunti custoditi nell’archivio della dimora.

Quando morì Daphne Phelps, nel 2005, la casa fu ereditata dai nove nipoti che misero in vendita l’intera dimora, compresi giardino e collezione privata. Fu Mimma, figlia della governante di Daphne, grazie all’affetto per quella dimora dove la mamma Concetta aveva prestato servizio, a ricomprarla e a conservarla come casa d’arte e museo.

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La dimora siciliana fa parte del circuito europeo delle “Case della Memoria”, l’Associazione che riunisce le case-museo dove vissero personaggi illustri in ogni campo del sapere, dell’arte, della letteratura, della scienza, della storia, proponendosi di far conoscere e valorizzare le più significative dimore storiche.

L’ambizioso programma che cura l’allestimento permanente, le visite guidate e le attività didattiche, oltre che conferenze e seminari nelle dimore storiche, ha come obiettivo quello di far conoscere gli artisti e le loro opere attraverso il loro vissuto ed il forte legame con il territorio.

Maria Cristina Negro

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