I VIAGGI ASTRALI

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Dopo i sogni lucidi e la paralisi del sonno, mi sembrava opportuno completare l’argomento parlando dei VIAGGI ASTRALI.

Se ne sente tanto parlare ma forse non si ha ben presente di cosa si tratta: c’è chi pensa siano pura fantasia, chi crede siano sogni ad occhi aperti, chi li teme perché li confonde con le esperienze di pre-morte e chi, addirittura, li vede come una manifestazione del Maligno.

In effetti c’è tanta mala informazione sull’argomento, quindi andrò ad evidenziare in maniera semplice ma chiara i tratti distintivi di questa esperienza.

Perché proprio di questo si tratta: di un’ESPERIENZA assolutamente naturale che chiunque può ritrovarsi a vivere almeno una volta nella vita, senza che l’abbia cercata o che, addirittura, ne abbia mai sentito parlare.

Gli OBE (Out of Body Experience) - questa è la sigla con cui sono conosciuti - sono un’esperienza più diffusa di quanto si pensi. Sono tantissime, infatti, le persone che testimoniano di aver avuto almeno una volta nella vita questo tipo di esperienza senza che vi sia stata da parte loro alcun tipo di ricerca in questo senso.

Qual è questa esperienza? In poche parole quella di uscire dal proprio corpo fisico, fluttuando al di fuori esso e muovendosi nell’ambiente circostante e nella dimensione astrale senza i limiti fisici e spazio-temporali ai quali dobbiamo sottostare nella vita di tutti giorni.

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Vivere un’esperienza del genere, soprattutto se non si è consapevoli di quanto sta accadendo, può essere destabilizzante e creare disorientamento e panico.

In ogni caso è fondamentale sapere che le esperienze extracorporee non sono MAI pericolose: non ci si “perde” nell’astrale e quindi non si rischia né di non poter tornare indietro, né tantomeno di morire.

Gli OBE non sono un’invenzione New age: ne parlano già diverse tradizioni, tra cui lo sciamanesimo e l’Induismo ma anche Platone, Socrate e Plutarco hanno descritto questa esperienza nelle loro opere. E per spingerci oltre, possiamo anche citare la Bibbia: nel libro della Genesi si racconta di Giacobbe che ebbe la visione di una scala che univa il cielo e la terra (Genesi 28:11).

Detto ciò, di fronte alle prime esperienze di viaggio astrale, il soggetto può ritrarsi, spaventato da sensazioni alle quali non è abituato; così, invece vivere questa esperienza per quello che è - un fantastico ed elettrizzante viaggio - si trincera nella paura.

Viaggiare in astrale è come nuotare per la prima volta: può assalirci il timore di annegare o di diventare preda di pesci voraci ma poco a poco si prende dimestichezza con l’acqua e si comprende che l’unica cosa da fare per rimanere in vita e godersi l’esperienza è rilassarsi e lasciarsi andare, diventando un tutt’uno con essa.

C’è di più: ad un certo punto alcune persone vorranno immergersi per scoprire le bellezze celate dai flutti. Ecco, questo è l’immagine più vicina al viaggiatore astrale CONSAPEVOLE: non c’è nulla da temere ma solo molto da scoprire.

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Ma come avviene esattamente un viaggio astrale?

Ribadisco innanzitutto che si tratta di un’esperienza spirituale assolutamente naturale che più o meno tutti, nel corso della vita, abbiamo provato o proveremo senza che ciò alteri in alcun modo il nostro percorso nel corpo fisico.

L’OBE avviene tramite il corpo astrale che è immateriale e più sottile a livello energetico rispetto al corpo fisico. Con il corpo astrale, NON con l’anima: quest’ultima si separa dal corpo solo ed esclusivamente quando si conclude il nostro percorso terreno e in nessun altro caso.

Durante il viaggio astrale potremmo vedere noi stessi comodamente distesi nel letto e, nel medesimo tempo, muoverci fluttuando attraverso la stanza o addirittura al di fuori di essa, visitando luoghi conosciuti o sconosciuti realmente esistenti.

La sua durata è abbastanza breve anche se, al momento, può sembrarci molto più lunga perché la percezione del tempo è differente, esattamente come nei sogni.

Ma a differenza dei sogni, tutto ciò che accade in astrale è reale e verificabile una volta svegli.

Se ad esempio, durante un sogno rompiamo un oggetto, una volta svegli ci accorgiamo che quanto abbiamo visto non è mai accaduto nella realtà. Durante il viaggio astrale, al contrario, se decidiamo di far cadere un oggetto o di romperlo, al risveglio troveremo questo oggetto spostato dalla sua posizione originaria oppure rotto.

È proprio questa la prova del nove per verificare se abbiamo vissuto un OBE o se abbiamo semplicemente sognato: sperimentare con gli oggetti.

Potrebbe anche capitare di visitare luoghi conosciuti o non conosciuti e vedere o ascoltare cose che non potremmo conoscere se non con un approccio diretto: ecco queste sono tutte prove della veridicità della nostra esperienza.

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Chiaramente il fatto di poter spostare oggetti con il corpo astrale implica l’applicazione della telecinesi, un fenomeno metapsichico che consiste nel muovere un oggetto con la forza del pensiero, senza doverlo toccare con il corpo.

Non è un fenomeno impossibile, anzi sono stati studiati tantissimi casi di telecinesi, sia su entità (in questo caso parliamo di poltergeist) sia sui comuni esseri umani a cui è però stata riscontrata una elevata forza psichica che permette loro di spostare oggetti non soltanto durante i viaggi astrali ma anche in stato di veglia.

Uno dei timori più comuni durante un OBE, soprattutto all’inizio, è quello di morire. Ciò accade perché il soggetto percepisce che “qualcosa” sta uscendo dal corpo e ritiene - erroneamente - che si tratti della sua anima.

L’idea che l’anima lasci il corpo durante il viaggio astrale, oltre ad essere falsa è anche poco credibile dal momento che durante questa esperienza possiamo comunque guardare con gli occhi fisici, cosa che non potremmo assolutamente fare se l’anima non fosse presente nel corpo: un corpo “inanimato” non può certo vedere o udire con i sensi fisici e, soprattutto, non può raccontarlo.

Ciò che esce dal corpo durante l’OBE è il nostro CORPO ASTRALE, uno degli involucri energetici sottili di cui sono composti gli esseri umani: è una sorta di “sonda” attraverso la quale vediamo e ascoltiamo come se fossimo presenti con il nostro corpo fisico.

Quindi niente paura: durante il viaggio astrale l’anima non esce dal corpo, anche perché non glielo permetterebbe. L’essere umano è costruito in maniera tale che tutto ciò che può sperimentare in maniera naturale non può in alcun modo nuocergli.

Terminato l’OBE, tutto ritorna alla normalità e se anche avvertiamo un po’ di resistenza nel rientrare nel corpo, ciò è dovuto al fatto che l’energia con la quale ci siamo “spostati” deve riadattarsi alla dimensione fisica.

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Dato che, come abbiamo visto, l’anima non esce dal corpo, è assurdo anche il timore che durante il viaggio astrale una qualche “entità“ possa intrufolarvisi e possederlo.

Tutte queste paure sono frutto di una cattiva informazione e della suggestione indotta dalla letteratura fantascientifica.

Quando e perché si verificano i viaggi astrali?

Spesso si tratta di fenomeni spontanei che avvengono durante il sonno profondo (REM): alcuni ricercatori affermano che ciò accada più volte nel corso della notte ma vengono ritenute valide soltanto le esperienze consapevoli. Queste esperienze vengono chiamateDILD (Dream Induced Lucid Dream), ovvero dei sogni lucidi che mutano spontaneamente in viaggi extracorporei. Spesso i viaggi astrali si presentano conseguentemente al fenomeno delle paralisi del sonno, di cui ho parlato nell’articolo precedente.

Altre volte, invece, possono essere indotti partendo da uno stato di veglia, grazie a tecniche di rilassamento che ci introducono consapevolmente nella fase REM del sonno.

Queste esperienze vengono chiamate WILD(Wake Initiated Lucid Dream).

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Come fare un viaggio astrale in maniera consapevole?

Ci sono diversi metodi per indurre l’OBE ma, alla fine, ciascuno deve trovare il proprio sperimentando ed eventualmente modificando quelli proposti.

In linea generale, ciò che viene consigliato è quello di sdraiarsi comodamente sul letto e di rilassarsi ponendo l’attenzione a non far addormentare la mente, che deve sempre rimanere vigile. Per fare ciò è utile la “tecnica della ripetizione” che consiste nel ripetere alcune frasi, come ad esempio: “ora esco dal corpo”, “adesso faccio un viaggio astrale”, eccetera. Oppure è utile concentrarsi sul suono che tutti noi percepiamo quando siamo immersi nel più totale silenzio, concentrandoci su di esso fino a che riusciamo a farlo aumentare di intensità.

Detto questo, nel momento in cui iniziamo a percepire di essere come il risucchiati da una forza che ci trascina fuori dal corpo, non dobbiamo porre resistenza ma lasciarci dolcemente condurre all’interno di questa esperienza straordinaria.

I “viaggiatori esperti” - generalmente persone con un alto grado di consapevolezza - sono addirittura in grado di rendere percepibile la parte astrale disgiunta, tanto da renderla più densa in un posto diverso: questo fenomeno si chiama materializzazione o bilocazione. La letteratura mistica e religiosa pullula di esempi in questo senso, basti citare, fra tutti, padre Pio da Pietrelcina.

Per concludere direi che il viaggio astrale è un’esperienza che, paradossalmente, facendoci uscire da noi stessi ci fa entrare più profondamente in noi stessi, mettendoci dinanzi in maniera esplicita e tangibile quella che è la nostra vera essenza: corpo e spirito.

Simona HeArt

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