I SOGNI LUCIDI

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Sappiamo tutti cosa significhi SOGNARE dal momento che tutti, ogni giorno, passiamo dallo stato di veglia a quello del sonno. E tutti facciamo dei sogni, anche se spesso non ce ne ricordiamo il contenuto.

A volte accade invece che ci ricordiamo perfettamente cosa abbiamo sognato e il ricordo è talmente vivido nella nostra mente da farci dubitare: sogno o son desto?

Se anche voi avete avuto questa esperienza, molto probabilmente avete fatto un SOGNO LUCIDO.

Niente paura, non siete strani o sotto l’effetto di chissà quale “stregoneria”: i sogni lucidi sono una potenzialità innata e naturale, alla quale ciascuno di noi può attingere.

Ma cosa si intende, esattamente, per “sogno lucido”?

Si definisce SOGNO LUCIDO quello in cui si è CONSAPEVOLI DI STARE SOGNANDO: da qui la capacità di muoversi all’interno di esso intenzionalmente. Praticamente, il sognatore lucido può esplorare il proprio sogno, modificarlo (scenario, personaggi, eccetera) e tutto questo in maniera assolutamente consapevole, come se fosse sveglio.

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Un tempo il concetto di sogno lucido apparteneva esclusivamente alla sfera esoterica ma oggi, soprattutto grazie alle moderne scienze psicologiche e psichiatriche, ha acquisito una crescente popolarità anche in altri settori.

Il termine ONIRONAUTICA fu coniato nel 1913 dallo psichiatra olandese Frederik van Eeden e fu in seguito approfondito dallo psicofisiologo Stephen LaBerge, nel 1987.

Quest’ultimo ha addirittura fondato il Lucidity Institute che, oltre a studiare i sogni lucidi, mette a punto delle tecniche che permettono alle persone di acquisire consapevolezza nel sogno.

Secondo LaBerge, infatti, il sogno lucido non è fine a se stesso ma può essere estremamente utile, ad esempio, per sviluppare la creatività, per affrontare paure ed inibizioni, per risolvere problemi relazionali, lavorativi e molto altro.

Il fenomeno dei sogni lucidi è conosciuto sin dagli albori dell’umanità per la sua funzione iniziatica: gli sciamani, ad esempio, se ne servono per compiere viaggi astrali (o extra-corporei) e per comunicare con gli spiriti.

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Il sogno lucido è presente anche nelle dottrine orientali: allora come oggi, è fondamentale per buddhisti e induisti coltivare la capacità di mantenere la propria consapevolezza durante il sogno per comprendere e “calibrare” la realtà delle cose.

Galeno di Pergamo (+ 201 d.C.), medico greco che dominò la scena della medicina fino al Rinascimento, utilizzava i sogni lucidi come una forma di terapia.

In tempi più moderni, il marchese Léon d’Harvey de Saint-Denis condusse una serie di esperimenti sui sogni lucidi che pubblicò, nel 1867, in un libro intitolato “Les Rêves et les moyens de les diriger“ (I sogni e come gestirli).

Il sottotitolo di questo libro, “Observations pratiques” (Osservazioni pratiche), riconduce al fatto che per molti anni lo studioso annotò su un diario tutti i sogni che aveva fatto con lo scopo di poterli studiare. Quest’opera fu di estremo interesse anche per Freud.

Ma vediamo più da vicino quali sono le caratteristiche del sogno lucido.

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Come già accennato, il punto fondamentale per poter dire di aver fatto un sogno lucido è quello di rendersi conto del fatto di stare sognando.

Talvolta la linea di demarcazione tra sogno e realtà è talmente sottile che dobbiamo ripercorrere con la memoria il nostro sogno e cercare dei “segni” che mostrino con chiarezza che quel tal comportamento o quella tal situazione erano irrealizzabili nel mondo reale.

Per far ciò è fondamentale ricordarsi dei proprio sogni: utilissimo, in questo senso, tenere un diario, avendo cura di scriverlo appena svegli perché il ricordo dei sogni tende a affievolirsi velocemente.

Altra caratteristica dei sogni lucidi: la capacità percettiva è talmente alta da confondersi con la realtà, al punto che sembra impossibile si tratti solo di un sogno.

Proprio da questo nasce la diatriba se il sogno lucido possa essere considerato una sorta di VIAGGIO ASTRALE, ovvero un’esperienza extracorporea in cui l’anima (o componente astrale) si separa dal corpo per recarsi in luoghi realmente esistenti. Non è inverosimile, infatti, che durante un sogno lucido ci si possa trovare nel luogo e nel momento in cui si verifica il sonno, come pure ci si può trovare in tempi e luoghi diversi che possono farci pensare ad una realtà parallela.

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Ora che sappiamo quali sono le caratteristiche del sogno lucido, vediamo come riconoscere - grazie a un test da farsi MENTRE SI STA DORMENDO - se il nostro è un sogno oppure la realtà. Si chiama, per l’appunto, TEST DI REALTÀ.

Già il fatto di dubitare se stiamo dormendo o siamo svegli, fa pesare l’ago della bilancia sul sogno perché nello stato di veglia questa cosa non ce la chiediamo mai.

Ad ogni modo, ecco alcuni dettagli attraverso i quali possiamo capire che stiamo sognando:

  • saltare = La forza di gravità è diversa nei sogni e nella realtà: nei sogni si rimane spesso sospesi a mezz’aria o, addirittura, si prende il volo.
  • leggere o guardare l’orologio= Leggere una scritta, distogliere lo sguardo e leggere nuovamente: nel sogno le parole non rimangono quasi mai le stesse. Stessa cosa se si guarda l’ora su un orologio.
  • respirare= Se sei sott’acqua o ti sei chiuso le narici con le dita e riesci comunque a respirare, beh, stai sicuramente sognando.
  • urlare= Chi non ha mai provato ad urlare mentre sognava senza, però, emettere alcun suono?
  • guardarsi allo specchio= Si vede qualcosa o non riflette? Riflette noi stessi o qualcun altro? L’immagine è nitida o deformata?

Ecco, questi sono alcuni esempi che ci possono aiutare a capire se stiamo sognando oppure no.

Ricordiamoci che questo test si fa da addormentati, non da svegli: ciò comporta che il sognatore acuisca i propri sensi e possa muoversi all’interno del proprio sogno come farebbe da sveglio.

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Durante il Test è molto facile risvegliarsi oppure transitare dalla fase di sogno lucido a quella di sogno normale: come fare per non perdere il controllo e la consapevolezza ? Esercitandosi durante la veglia: nel sonno, infatti, tendiamo a riprodurre i comportamenti che siamo abituati ad assumere nel mondo reale.

A seguito di un Test di Realtà positivo ci si può anche risvegliare “virtualmente”, ovvero ci si può ritrovare nella propria camera da letto pensando di essere svegli ma, in realtà, si sta ancora sognando. Se ad esempio il sognatore deve espletare una necessità fisiologica oppure ha sete, decide di svegliarsi per soddisfare tali bisogni. Ma la maggior parte delle volte questo risveglio non avviene realmente: rendersi conto di aver avuto un risveglio virtuale, può aprire la porta ad un altro tipo di esperienza, breve ma angosciante, che è quella della PARALISI IPNAGOGICA - o paralisi del sonno - dove il sognatore si ritrova lucido e cosciente ma con il corpo paralizzato.

Ma di questo ne parleremo nel prossimo articolo.

Ad ogni modo, i sogni lucidi sono una finestra aperta sul nostro inconscio e, proprio per questo, sono un’occasione unica per chiedergli la risposta a dei problemi che ci stanno a cuore.

Simona HeArt

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