I SOCIAL COME MEZZO DI SALVEZZA

Sedicenne si salva grazie ad un gesto imparato su TikTok

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Ai giorni nostri questa vicenda può sembrare paradossale, ma racchiude un significato profondo. Una storia che ha dell’incredibile, per fortuna con un lieto fine che dimostra la potenza dei social anche in senso positivo. La vicenda riguarda una sedicenne di Asheville, piccola cittadina di 90mila anime, che diversi giorni fa è stata rapita da un uomo di 61 anni nel North Carolina. I genitori della giovane donna erano in preda al panico e, nonostante le ricerche insistenti degli inquirenti, le indagini non avevano portato a nulla. La curiosità più grande sta proprio nel gesto che la ragazza ha compiuto per salvarsi. Infatti, mentre era in macchina con il suo sequestratore ha fatto un gesto ad un automobilista fermo al semaforo. Un gesto insistente che ha insospettito l’automobilista che notava la ragazza aprire e chiudere ripetutamente il palmo della mano.

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L’uomo ha riconosciuto il segnale di aiuto e ha contattato subito il 911, facendo luce su questo triste mistero. In realtà, il gesto ha origini dagli inizi della pandemia. Viste le numerose violenze domestiche che avvenivano in quel drammatico periodo, la fondazione Canadian Women’s Foundation ha inventato un modo originale per difendersi in modo sicuro e silenzioso. L’obiettivo dell’organizzazione era quello di diffondersi su tutte le piattaforme social, per dare un’ancora di salvataggio a tutte quelle donne che non avevano la forza e i mezzi per difendersi. Ovviamente, i social più in voga tra le giovani generazioni è TikTok che, in questa storia, ha dimostrato di poter essere funzionale per una giusta causa.

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Pertanto, nonostante le svariate critiche mosse verso i contenuti dei social network, questa volta bisogna fare un passo indietro e apprezzare questo genere di iniziative. Il senso stesso della globalizzazione si va a ramificare nell’ambito della solidarietà, ed è per questo che il pianeta internet non è tutto da buttare. Proprio questa storia ci spinge a riflettere maggiormente su quello che possiamo fare tutti noi. Non occorre solo lamentarsi della pochezza dei contenuti, bensì bisogna agire affinché l’algoritmo dei social possa mettere in evidenza iniziative simili. La concretezza e la realtà virtuale possono generare quel fabbisogno comune che la società tanto aspira e il messaggio di questa vicenda finita in modo felice non può far altro che farci sperare in qualcosa di migliore.

Giuseppe Capano

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