I PREMI 2021 DEL MONDO DELLO SPETTACOLO

Oscar, Golden Globe e tutti i trionfi dei più grandi palcoscenici del mondo

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Anche il mondo dello spettacolo tira la linea del totale e traccia il suo bilancio. Sui tappeti rossi di tutto il mondo sono sfilati vari vincitori, tra chi ha fatto incetta di premi e chi ha rimediato solo magre consolazioni. Andando in ordine temporale di premiazione, i primi ad eleggere i propri campioni per quest’anno sono stati i Golden Globe. Per la categoria “miglior film drammatico” il premio è andato a Nomadland di Chloé Zhao, aggiudicatasi anche il titolo di “miglior regista”. Il “miglior film commedia” è Borat – Seguito di film cinema di Jason Woliner. I migliori attori per i film drammatici, le commedie e non protagonisti sono stati rispettivamente Chadwick Boseman (Ma Rainey’s Black Bottom) e Andra Day (The United States vs Billie Holiday), Sacha Baron Cohen (Borat) e Rosamund Pike (I care a lot), Daniel Kaluuya (Judas and the Black Messiah) e Jodie Foster (The Mauritanian). Come “miglior film in lingua straniera”, “miglior film d’animazione” e per la “miglior sceneggiatura” sono stati premiati Minari di Lee Isac Chung, Soul di Pete Docter e Kemp Powers (premiato “miglior colonna sonora originale”) e Aaron Sorkin (Il processo ai Chicago 7). Un po’ di Italia, anche: la “miglior canzone originale” è Io sì (Seen) di Diane Warren, Laura Pausini e Niccolò Agliardi, composto per La vita davanti a sé.

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Passando ai premi televisivi per la categoria delle serie drammatiche le palme sono state conferite tutte a The Crown, anche per le interpretazioni di Josh O’Connor, Emma Corrin e Gillian Anderson. Per le commedie, invece, due titoli a Schitt’s Creek e Catherine O’Hara, mentre uno a Jason Sudeikis (Ted Lasso). Stesso dicasi per le miniserie: doppio premio a La regina degli scacchi e Anya Taylor-Joy, uno a Mark Ruffalo (Un volto, due destini) e John Boyega (Small Axe). A seguire il calendario ha proposto il poker che compone il prestigioso EGOT, ovvero Emmy, Grammy, Oscar e Tony Award. Il grande slam dello spettacolo, per tracciare un paragone con lo sport. Partendo dall’Academy Award, Chloé Zhao con il suo Nomadland ha concesso la tripletta: miglior film, miglior regista e miglior attrice protagonista a Frances McDormand. Gli altri premi ai migliori attori, protagonisti e non, sono stati conferiti ad Anthony Hopkins (The Father), Daniel Kaluuya e Youn Yuh-jung (Minari).

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La “miglior sceneggiatura originale” è quella di Emerlad Fennel per Una donna promettente, mentre quella non originale è di Christopher Hampton e Florian Zeller per The Father. Un altro giro di Thomas Vinteberg si aggiudica la palma di “miglior film internazionale”, Soul regna per l’animazione mentre lo speciale “premio umanitario” va a Tyler Perry. The Crown e La regina degli scacchi dominano anche agli Emmy, mentre Beyoncé e Dua Lipa sbaragliavano la concorrenza ai Grammy e ai Brit Award (che non fanno parte dei quattro premi “principali”). Il titolo musicale più ambito, tuttavia, è andato a Billie Eilish. The Weeknd fa incetta di Billboard Music Award, e contestualmente i BTS si affermano sulla scena mondiale aggiudicandosi gli American Music Award. Ai Tony, invece, si sono inchinati tutti a Moulin Rouge. Infine: la Palma d’Oro è andata a Titane di Julia Ducournau e il Leone d’Oro niente di meno che a Paolo Sorrentino, per È stata la mano di Dio.

Francesco Bulzis

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